Editoriali

WEB: LA RIVOLUZIONE DEI NOSTRI TEMPI

L’interesse che tali termini ricoprono riguarda soprattutto il fatto che fanno riferimento ad una realtà in divenire che riguarda tutto il genere umano, essi sono difatti i nomi dati all’evoluzione che la rete ha vissuto e sta vivendo da quando è nata. Un qualcosa che ci interessa da vicino insomma.

Dagli anni ’60, periodo in cui in ambito militare (e in piena Guerra Fredda) si assistette alla nascita di internet, si dovettero aspettare gli anni ’80 -’90 perché internet si mostrasse nella sua primissima versione: il Web 1.0 appunto. Questo tipo di navigazione era caratterizzata dall’utilizzo di browser e dalla nascita di aziende della così detta New economy, aziende in larga misura fallite con lo scoppio della bolla speculativa del 2004. Questa prima espressione del Web si potrebbe descrivere come un sistema che forniva informazioni attraverso un moto che dall’alto (chi forniva le informazioni ed i servizi, ovvero i mittenti) scendeva verso il basso (chi riceveva informazioni e servizi). Ciò era dovuto all’impossibilità da parte dei riceventi le informazioni di poter interagire con le pagine con le quali entravano in contatto. Le possibilità dei “clienti” ai quali questo web (e le aziende ad esso connesse) faceva riferimento erano limitate alla lettura delle varie pagine proposte e all’eventuale acquisto dei prodotti.

Il Web 2.0 non si fece aspettare poi troppo. Ben presto il nuovo mezzo di comunicazione mostrò le sue capacità evolutive compiendo una prima importante rivoluzione: l’introduzione dell’interattività tra sito web e utente. Social Network, blog, tag ecc. divennero così i nuovi mezzi attraverso cui aziende e utenti dialogavano tra loro definendo un sistema basato sull’interazione, la condivisione e la partecipazione attiva. Nuove piattaforme massmediali, smartphone, tablet e simili divennero quindi i veicoli per rendere completa la prima rivoluzione del Web, cioè quella che abbiamo vissuto nell’ultimo decennio (o poco più).

La domanda sorge spontanea: quale la prossima rivoluzione? In realtà la risposta a tale domanda non è propriamente pacifica e, anzi, di confusione ce ne è ancora molta. Ciò che si sa è che il così detto Web 3.0 permetterà di usufruire di un sistema dalle capacità decisamente più grandi dei primi due. Per fare qualche esempio si potrebbe guardare in tal senso al concetto di Web semantico. Con ciò si fa riferimento a ricerche molto più veloci di quelle attuali attraverso sistemi non più legati ai soli collegamenti tra link e alla capacità dell’utente di comprendere ciò che è scritto su una determinata pagina, bensì, supportati anche dall’utilizzo di veri e propri automi capaci di comprendere il significato delle varie pagine e, così, di guidare l’utente nelle sue ricerche con modalità sempre più efficaci (eliminando definitivamente eventuali fraintendimenti durante le varie ricerche). “Macchine che parlano fra macchine” come direbbe Nicholas Carr. Si parla altresì di intelligenza artificiale al servizio del Web, di Web 3D (creare spazi su cui navigare che potrebbero ricordare il famoso Second Life) e di Web potenziato (ovvero la sempre maggiore capacità del Web di influenzare la vita reale).

Difficile immaginare come cambierà lo stile di vita dell’essere umano una volta compiuta la nuova rivoluzione del Web. Rapporti tra persone, tra società, tra Stati… se solo si pensa a quanto è cambiato il mondo con l’introduzione dei Social Network, non è sbagliato pensare che l’umanità avrà, senza ombra di dubbio, degli interessanti scenari con i quali confrontarsi. Non resta che aspettare questa nuova rivoluzione, o meglio, non resta che godersi lo svolgersi di questa in quanto in effetti, sta accadendo proprio sotto i nostri occhi.

Federico Molfese

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Federico Molfese

Laureato in Relazioni internazionali presso l’Università di Roma La Sapienza, ha approfondito i suoi studi seguendo un master in Mediazione interculturale e interreligiosa presso l’Accademia di Scienze Umane e Sociali di Roma. Appassionato di geopolitica e attento a temi quali diritti umani, dialogo nelle sue più svariate forme, fondamentalismi e metodi per la risoluzione dei conflitti, ha svolto diverse conferenze presso alcuni istituti scolastici di Roma. Attraverso un periodo di stage presso l’Onlus “InMigrazione”, nel campo dell’accoglienza dei migranti in territorio nazionale, ha potuto ulteriormente approfondire la sua conoscenza riguardo il rapporto che intercorre tra lo Stato italiano, l’Unione Europea ed il fenomeno migratorio. Per diletto si interessa allo studio delle religioni e della simbologia sacra, nonché all’insegnamento di diverse discipline marziali. Ama storie fantasy di autori come Tolkien, Michaele Ende, Jule Verne e Stevenson e nutre una grande passione per la scrittura.

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