Spazio Kabul

VOGLIA DI SCI IN AFGHANISTAN

Bamiyan, poche ore di macchina da Kabul è il simbolo dello sport invernale afgano, ospita da sei anni i campionali nazionali di sci. Niente impianti di risalita, né cancelletti di partenza. Così impazza la “sci-mania” non solo tra gli afgani ma anche tra gli stranieri che arrivano da ogni parte del mondo

Kabul- Un tragitto infernale, mulattiere diaboliche, polveri soffocanti, montagne atipiche, il tutto per giungere in un paesaggio singolare dove il deserto e la neve si annodano, ed il risultato di colori è seducente. Il paradiso degli sciatori è qui a Bamiyan.

Per il sesto anno consecutivo si sono svolti, i campionati nazionali di sci, il mese di marzo è solito rappresentare l’evento grazie alle favorevoli condizioni climatiche. Varie discipline e competizioni a cui hanno partecipato decine di sciatori, in larga maggioranza locali ma non solo. Il grande stupore da parte degli organizzatori è stato determinato da un numero notevole di stranieri presenti all’evento. La competizione durata complessivamente due giorni ha riscosso grande successo sia in Afghanistan che nei paesi vicini, soprattutto sciatori esteri hanno mostrato grande interesse nel visitare la storica provincia afgana e quindi unito la loro passione verso lo sci a quella culturale. Abbiamo ancora tutti in mente le immagini delle esplosioni che nel 2001 hanno frantumato le statue del Buddha di Bamiyan.

I talebani al potere avevano deciso di abbattere dei monumenti non islamici che tanto interesse destavano nella comunità internazionale. Ma le devastazioni non hanno scalfito la voglia di rinascita di questa provincia e lo sport è stato un grande motore per ripartire. Dopo il grande successo degli ultimi anni, gli organizzatori della manifestazione sono sempre più intenzionati a lavorare per ampliare il comprensorio sciistico, migliorare le piste e tutte quelle attività parallele, in modo da sfruttare al massimo l’indotto che può produrre un tale evento. La gare di sci nate da sei anni, hanno progressivamente avviato a Bamiyan una escalation di interesse intorno a questo sport, che si è progressivamente sviluppato sia tra gli uomini che tra le donne di tutta la provincia, la nascita di sei “Sci Club” è la dimostrazione di un grande coinvolgimento. Tra i tanti sciatori provenienti da più parti del pianeta, un francese elogia i progressi evidenti riscontrati negli ultimi anni: «inizialmente durante le gare di sci partecipavano pochi sciatori, ma è evidente che con gli anni le cose sono cambiate, il numero dei partecipanti è aumentato notevolmente, oramai sono un amante della zona e vengo abitualmente con i miei figli e amici».

Lo striscione dello “Start” è un lenzuolo con le bandiere afgane e svizzere disegnate a mano, lo stesso vale per le pettorine dei partecipanti. Nelle due giornate di gare hanno partecipato ottantatré sciatori tra uomini e donne, due sciatori afgani si sono qualificati per prossimi giochi invernali, che si svolgeranno in Corea del Sud tra tre anni

Nel frattempo, il rappresentante delegato all’informazione e cultura di Bamiyan, Kabir Dadras   partecipa anche lui alle gare per incoraggiare i giovani ad avvicinarsi a questo sport, ed ha invitato il governo ad investire in questo settore, ritiene che sia un veicolo economico da sfruttare, una buona fonte di sviluppo dell’industria e del turismo utile ad aumentare le risorse economiche locali. Nonostante i progressi degli ultimi anni, c’è ancora molto da fare, lo striscione dello “Start” è un lenzuolo con le bandiere afgane e svizzere disegnate a mano, lo stesso vale per le pettorine dei partecipanti. Nelle due giornate di gare hanno partecipato ottantatré sciatori tra uomini e donne, due sciatori afgani si sono qualificati per prossimi giochi invernali, che si svolgeranno in Corea del Sud tra tre anni. «Siamo pronti ad aiutare i nostri sciatori cercando di migliorare le strutture, ma le nostre capacità economiche sono limitate, c’è la volontà di attrarre investitori stranieri», tiene a precisare Tahir Zuhair il governatore di Bamiyan.

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Gli sciatori locali Fatima Hedayat e Shah Agha, vincitori nelle loro categorie, chiedono al governo di fornire maggiori servizi: «Sappiamo che è difficile investire in questo settore ma se il governo ci aiuta, siamo sicuri di fornire risultati soddisfacenti ai prossimi campionati di sci internazionali, questo darebbe una grande forza a questo sport, in modo da far avvicinare i giovani e incrementare la visibilità dello sci in Afghanistan».

In un paese dove la vita si svolge tra villaggi sperduti e dove le ore passano lente, una piccola coltre di neve bianca può sostituire quel deserto polveroso e ridare una luce diversa a tanti giovani, figli di una generazione in attesa di cambiamenti.

Pierluigi Bussi

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Pierluigi Bussi

Pierluigi Bussi è giornalista dal 2003 e inviato in zone di guerra e all'estero. E’ stato, tre gli altri paesi in Afghanistan e Tunisia. Si è laureato in Relazioni Internazionali presso L’Università La Sapienza di Roma con approfondimenti sui conflitti nel Corno d’Africa e Medio Oriente. Da anni segue le sorti politiche e sociali afgane. Tra i vari ruoli ricoperti è stato capo redattore del mensile Europe Today, ha collaborato con i quotidiani Pubblico, Roma News, Il Mezzogiorno d’Italia, con approfondimenti in materia di politica estera. Ha scritto, inoltre, per Storia in Network. Attualmente collabora con La Stampa.

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