Oltre il Ponte

VITE PARALLELE

Viaggio nel mondo che nessuno vede. Sono gli “invisibili” di Roma. Metropoli troppo frenetica per accorgersi di loro. I senza fissa dimora nella città eterna alle prese con le buche  e le olimpiadi non sono una priorità

Roma – Eur. Colombo. Obelisco. Piazzale delle Nazioni Unite. Basta guardarsi un po’ intorno per capire che il quartiere di Roma nasconde al suo interno mondi tanto diversi quanto vicini. I rumori del traffico, la corsa dell’ultimo minuto di lavoratori pronti a sedersi ad una scrivania, ma anche le risate e i colori del fine settimana. Questo è l’Eur, per chi così lo vuol vedere.

Fermi al semaforo, in direzione centro, lo sguardo inevitabilmente cade sull’impero di cartone che si è espanso sotto i portici del palazzo INA. Si snoda per tutta l’intera superficie del semicerchio da anni, diventando esso stesso parte del manto decorativo dell’edificio.

Adagiati su finti letti, avvolti nelle coperte, si nascondono storie sconosciute, di uomini e donne abbandonati dalla vita. Un microcosmo di identità diverse, ognuna con il suo pezzo di storia nel carrello pieno di coperte, scarpe e indumenti trovati qua e la. Trascorrono le giornate aspettando la sera, facendo la fila alla caritas più vicina e custodendo nel cuore la rabbia per una vita malandata.

Vite sconosciute, isolate e ignorate. Occhi che guardano da lontano lo scorrere del tempo; lì, fermi, immobili, nell’incapacità di rimettersi in piedi.

Come Pablo, sudamericano, venuto in Italia con la speranza di vivere una vita d’artista; il suo amore per la poesia l’ha fatto cadere in una trappola fatta di truffe, e così, inseguendo il suo sogno ha perso tutto, anche la vita.

Quante storie come quella di Pablo trascorreranno ancora sotto quei portici prima che si intervenga; prima che si capisca che una vita, seppur parallela, è sempre una vita.

Francesca Interlandi

 

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Francesca Interlandi

Ha iniziato con KIM la sua carriera giornalistica. Un amore nato da piccola, dalla passione per la scrittura che le permetteva di esprimere quello che a parole non riusciva a comunicare. 24 anni, è laureata in Informazione, Editoria e Giornalismo presso l’Università degli Studi di Roma Tre. Ha collaborato come stagista in una redazione giornalistica, scrivendo di eventi, cinema e cucina; ma ciò che la affascina davvero sono le storie di fatti reali, meglio se poco conosciuti.

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