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Vino di Frascati: il Lazio famoso in tutto il mondo

Papa Sisto V nel Cinquecento lo offriva agli ambasciatori durante i loro incontri. Nel 1958 è stata fondata la cantina sociale Fontana Candida

Roma – Frascati è un comune italiano della regione Lazio facente parte della città metropolitana di Roma e situato nell’area geografica dei Castelli Romani.
Il nome della cittadina deriva dalle “fraschette” che erano delle piccole osterie caratteristiche del luogo dove veniva servito vino e cibo, oggi, purtroppo, sono diventate dei veri e propri ristoranti perdendo la loro autenticità.
Questi luoghi sono abitati sin dai tempi degli etruschi, i romani ci fondarono l’antica Tusculum, papi e cardinali ci costruirono ville per passarvi le vacanze.
La cittadina di Frascati, oltre per le bellezze naturali ed artistiche, è anche conosciuta per il vino prodotto nelle sue campagne circostanti.
Vino talmente buono che è diventato oggetto di un detto romanesco: “E’ mejo un bicchier de Frascati che tutta l’acqua der Tevere”.
Ettore Petrolini lo ha inserito in una strofa della canzone “Nannì, una gita a Li Castelli”, affermando che i vini di queste vigne sono meglio di quelli della “Sciampagna”.
A rendere famoso il vino di Frascati, chiamandolo così, fu Sisto V, Papa dal 1585 al 1590, il quale lo offriva agli ambasciatori sia stranieri che italiani.
Diventato noto in tutta Europa, cominciò ad essere adulterato abbassandone la qualità, fino al 1958, quando, alcuni produttori e commercianti della zona di Frascati, fondarono la cantina sociale Fontana Candida a Monte Porzio Catone, per la sua valorizzazione. Grazie alla cantina Fontana Candida, il Frascati, diventa il vino della “Dolce Vita” di Roma negli anni 60: arriva persino negli Stati Uniti come “vino di Roma”, e nel 1966 riceve dal Ministero dell’Agricoltura il marchio D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata).
Il disciplinare di produzione è molto rigido, prevede che venga prodotto con uve della famiglia delle malvasie, siano esse malvasia di Candia e/o malvasia del Lazio, e con uve della famiglia dei trebbiani, siano essi trebbiano toscano e/o trebbiano giallo, più altri vitigni locali a bacca bianca.
La zona di produzione deve essere limitata a quella dei comuni di Grottaferrata, Monte Porzio Catone, Frascati, Montecompatri e parte del territorio del comune di Roma.
Anche il vino di Frascati ha subito un’evoluzione, prima esisteva solo la versione secca, ora esiste anche quelle spumantizzata tramite metodo Charmat, ossia in autoclave, e quella “Sur Lie”, ossia “col fondo” italianizzandolo, versione in cui il vino si lascia affinare a contatto con le sue fecce per renderlo più profumato e strutturato.
La bottiglia presa in esame non poteva che essere una della cantina Fontana Candida, nella versione secca annata 2019. Il colore è di un giallo paglierino limpido, senza riflessi verdolini. Al naso si presenta fruttato molto intenso, albicocca e ananas risaltano su tutti gli altri. Al palato secco, fresco corposo.
La temperatura di servizio si deve aggirare dagli 8° ai 12°.
Gli abbinamenti consigliati sono con tutti i piatti della cucina romana, esclusi i dolci, con le fritture di pesce e le zuppe di ogni tipo. Questo vino racchiude in sé tutte le sfaccettature dei vini bianchi dell’Italia Centrale. I romani lo utilizzano nella loro quotidianità quando hanno bisogno di un vino bianco: a Roma, infatti, viene bevuto nei bicchieri da acqua anziché nei bicchieri a calice.

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Stefano Campidelli

Dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, sviluppa il suo interesse per il mondo dell'editoria on-line. Divora riviste, giornali e tutto ciò che è attualità, inchiesta e approfondimento. Ama il collezionismo e i libri di genere storico o fantasy, come viaggiare su due binari paralleli. E' appassionato e cultore di vini e della buona gastronomia. Oltre che delle vere tradizioni popolari. Romane, soprattutto.

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