In Viaggio con....Micro

BUDAPEST D’AUTUNNO

ALLA SCOPERTA DELLA CAPITALE UNGHERESE, ATTRAVERSATA DAL DANUBIO. L’IDEA PER UN WEEKEND AUTUNNALE E L’EBBREZZA DI UN NUOVO VIAGGIO 

Roma – Non ho mai amato On the road di Kerouac, uno di quei libri che ti ritrovi a dover leggere e analizzare durante un qualsiasi corso di lingua e letteratura angloamericana, presso una qualsiasi facoltà di Lettere e Filosofia. Pieno zeppo di luoghi e nomi da memorizzare, e di quelle frasi estraibili e riproducibili su uno di quei quadri che appenderai in cucina o forse in salotto, o no probabilmente in camera da letto nella tua casa nuova da arredare. Quella in cui hai traslocato e a cui stai cercando di conferire la tua impronta, così da rispecchiarti e possibilmente fare anche colpo sugli ospiti che poi inviterai a cena. Dunque, al di là di tutto ciò, rileggendo qualche passo sparso all’interno del testo cardine della beat generation si apprende: “Le nostre valigie logore erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita”. Ed è proprio così.

È statisticamente provato che un viaggio può assolvere a una serie di compiti: alimentare la tua fame di conoscenza; ricaricare le energie prima del ritorno alle nervose consuetudini del quotidiano; consolidare un rapporto d’amicizia o d’amore, nel caso in cui non si opti per la via dell’avventura in solitaria o, magari, per l’attraente prospettiva di un Interrail per l’Europa in compagnia della tua sola Moleskine nera dove fissare appunti, pensieri, volti. Un viaggio, l’ebbrezza del viaggio. Allora forse è vero quel che scrisse il mio non amatissimo autore americano: viaggiare, percorre chilometri possibilmente a piedi, lasciandosi inghiottire dal paesaggio circostante, significa vivere nel più intenso dei modi possibili. Specie se lo fai nella tua stagione preferita, quando tutto – dal clima ai colori – continua a ripeterti “hai fatto la scelta giusta”.

Bene, la scelta giusta. Di questi tempi però, e se soffri d’ansia, i termini “giusto” e “viaggio” non sembrano andare molto d’accordo. La costante paura che mentre stai camminando in qualche piazza o sorseggiando il tuo caffè in un classico bar popolato da clienti che a turno si posizioneranno accanto a te, connettendosi ad Internet e scrivendo non si sa cosa per ore interminabili, tu possa essere fatto fuori nel giro di un secondo da un terrorista o, piuttosto, da un nevrotico omicida a piede libero aumenta di giorno in giorno. Eppure neanche questo fermerà la voglia di libertà che si cela nel biglietto andata/ritorno low cost appena acquistato. Se ami l’autunno, poi, non puoi non prediligere una di quelle mete che praticamente tutti ti consiglieranno di visitare in quella stagione. Budapest è pertanto la scelta giusta per l’ottobre che verrà. Un’amica che fa il commerciale estero, e conosce benissimo l’Europa dell’Est, me l’ha suggerita parlandomi di come la capitale ungherese richiami Vienna, e di come sia anch’essa bagnata dal Danubio; ma al contempo Budapest si differenzia dalla città austriaca per una bellezza più misteriosa, capace di farla eleggere la ‘Parigi’ di quel lato di continente.

Divisa in due parti da scoprire con curiosità, e che varranno il costo del weekend: ad ovest Buda, ad est Pest. Non so altro su Budapest, non ho altro in mano da poter già raccontare (escludendo qualche tappa obbligatoria già fissata: il Castello Reale nell’area occidentale, i ponti della città che a detta di molti rappresentano un imprescindibile punto per l’orientamento, la Basilica di Santo Stefano a Pest, e infine la verdissima Hegyvidék dove sarà possibile terminare un paio di letture lasciate in sospeso durante l’estate).

Tutto quello che so è solo che tra un mese, con ogni probabilità, partirò lasciandomi trasportare come Kerouac dalla “strada”, e così dalla “vita”.

 

Simona Cappuccio

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Simona Cappuccio

Laureata in Italianistica, le sue grandi passioni sono la letteratura, il cinema, il teatro, la scrittura creativa. Ha collaborato per anni con magazine online di letteratura e critica cinematografica. Lavora inoltre come ufficio stampa nell'ambito formazione.

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