Venerdì’ Ore 15, momento della morte di Gesù:tutte le Chiese di Ostia si fermeranno in preghiera per il Territorio a iniziare da ‘San Vincenzo’ dove presiederà il Vescovo.

VESCOVO PAOLO,OSTIA SEGUE INSIEME A GESU’ “LA CROCE DI PIAZZA GASPARRI”

Mons.Lojudice e i Sacerdoti , per la prima volta con le stesse riflessioni, insieme alla gente celebreranno ‘la Passione di Cristo’ in tutte le Parrocchie di Ostia. Il Prefetto don Tanzillo:”Pregare insieme per i problemi del nostro Territorio nell’ora della morte di Gesù sarà un momento di straordinaria comunione e coinvolgimento

L’EVENTO STRAORDINARIO :
Il Vescovo di Ostia (ausiliare di Roma Sud) S.E.R. mons. Paolo Augusto Lojudice sarà alla Chiesa San Vincenzo de Paoli , comunità guidata dal Parroco don Cosé; qui , in unione a tutte le parrocchie ostiensi, pregherà alle 15, – l’ora nona, nel momento in cui Gesù morì – particolarmente per i problemi del Territorio Ostiense.
Alle 16 circa, partendo dalla Chiesa stessa, il Vescovo ‘sfilerà’ per la Via Crucis in Nuova Ostia, Piazza Gasparri, le vie e i palazzi della Nuova Ostia , nei luoghi saliti alle cronache nazionali e internazionali per la criminalità; questo forse per lanciare un messaggio fortissimo alla gente di lì e ai cristiani di qui: non sarete soli , non lasciateli soli. Questa la ‘croce di Piazza Gasparri’ assunta come luogo simbolo di un ‘mostro sbattuto in prima pagina’ sempre e che invece nasconde qualcosa che va compreso con attenzione, soprattutto accettato, accolto. Il popolo. 
Alle ore 18 sarà di nuovo in Chiesa per celebrare ‘In Passione Domini‘ ; In tutto questo percorso sarà accompagnato dalla Comunità Parrocchiale di San Vincenzo, la Chiesa dietro le saracinesche, vera ‘Cattedrale’ di Ostia da qualche tempo, insieme alla cappellina dell’Idroscalo Santa Maria Assunta; qui si vive la quotidianità di un vero e proprio ‘cenacolo’ di Gesù, a contatto con quelle persone per cui anzi tutte Gesù venne a vivere , a morire e a risorgere a nuova Vita mostrando a tutti la Via della Verità. Per questo tali luoghi sono una lampada posta in alto per Ostia e il suo Territorio, tanto più in questi anni.

L’ECCLESIA OSTIENSE :
E contemporanemante a San Vincenzo in tutte le Chiese di Ostia Venerdì alle ore 15 di Venerdì, ora nona, il popolo sacerdotale e quello laico vivranno una preghiera comune per il Territorio ; poi, nella giornata, la Via Crucis con le stesse riflessioni, elaborate insieme a ‘don Paolo’ e ai Parroci e Sacerdoti di Ostia; il Prefetto diocesano di Ostia don Salvatore Tanzillo anche Parroco di Sant’Agostino Vescovo:”Pregare insieme per i problemi del nostro Territorio nell’ora esatta della morte di Gesù sarà un momento di straordinaria comunione e coinvolgimento”
Vivere la Passione di Gesù insieme è il momento forse più significativo per le Chiese del Territorio di Ostia successivo ad un percorso di Ecclesialità e Interparrocchialità nato dal desiderio che Ostia e gli Ostiensi mostrino davvero il Volto , la Bellezza di questa cittadina, che lo facciamo vivendo esperienze di condivisione e comunione, occasioni di relazione, di prossimità e quotidianità, per primi coloro che in questo ‘spezzare il pane insieme e bere dallo stesso calice’ fanno un’incarnazione vivente della loro vita, i Cristiani.

Gli incontri nati nel segno della Carità e della Misericordia (“Per Amore della Nostra Terra”) e quelli per riunirsi intorno ai valori di “Legalità e Giustizia” alla Luce del Vangelo, la presenza di testimoni coerenti e coraggiosi della fede cristiana nelle ‘trincee’ della società civile schierata contro le criminalità e lo sfruttamento delle persone a difesa dei più fragili, come ad esempio don Maurizio Patricello o don Antonio Coluccia, questi momenti di ecclesia locale ci proiettano più concretamente verso una Chiesa ‘che si sporca le mani’ , più ancorata nella coerenza del messaggio di Gesù, che sa mostrarsi reale anzitutto a chi non è avvezzo a frequentare le canoniche o i cortili e i muretti delle parrocchie. Per questo una Passione di Gesù , una Via Crucis vissuta insieme è anzi la conseguenza di un’Ecclesia che si edifica e che è a Servizio della cittadina soprattutto di chi non ne fa parte ancora.

Questa Ecclesia Cristiana di Ostia può aiutare Ostia a sentire in sé ‘nuova Vita’ a ‘risorgere’. Ma per far questo i Cristiani devono poter ‘uscire’. Esprimersi, testimoniare, farsi prossimi.

Don Antonio , qualche settimana fa, ce lo diceva da Regina Pacis, contornato dalla sua scorta necessaria a chi ha il coraggio di non scendere a compromessi parlando anche ai mafiosi: “Cristiani battezzati, mostrate il Coraggio del battesimo: nel Vangelo infatti c’è scritto ‘beati i miti , non i muti’!”. E ancora ci diceva : “Un Territorio, una cittadina di Ostia , soltanto controllata dalla forza armata, dove ogni cittadino ha quasi un poliziotto non potrà essere la soluzione, ma il fallimento della società civile.” Per questo serve vivere insieme la Via Crucis, porterà questa morte di Gesù in comunione ad una resurrezione condivisa. Don Maurizio (‘volgarmente’ detto ‘sacerdote della terra dei fuochi’) infatti di diceva: “Finalmente questo Papa , Francesco, ci sta mostrando la Via, la modalità, per portare a lucido una chiesa di tutti che era ridotta ad un monumento per pochi visitatori”

E allora sulla scia di questa Ecclesialità di Ostia in questa Preghiera dell’Ora Nona, in questa Via Crucis in Piazza Gasparri o nelle altre Chiese con le stesse riflessioni, non abbiamo paura di aprirci tra noi Cristiani e dare un Buon Esempio insieme ad una Buona Novella. E già pensiamo a vivere insieme il Corpus Domini perché Ostia sia sempre più Corpo nelle sue tante parti e che nella Comunione tra di noi possano riconoscerci e riconoscersi Fratelli.

IL MESSAGGIO :
Cristo ha insegnato che non si fugge la Croce, che non si abbandona la gente, che non si smette di Amare ; nell’ora dello stesso supplizio non si rinuncia a lanciare un messaggio di perdono , che anche un ladrone , pentito, può entrare nel Regno dei Cieli primo tra tutti di fronte a tanti ‘santi’. E allora la via non può che essere quella della presenza, fisica, non ideologica né formale tanto meno il ‘sorvolo’, o il controllo armato; la risposta relazionale della prossimità, della quotidianità, del dolore condiviso, di un corpo unico, di un pane spezzato per ciascuno qui sul posto, di un vino da bere amaro insieme allo stesso calice grondante delle sofferenze, delle paure, delle tensioni di un quartiere che non solo vive il dramma dell’abbandono o della paura , ma lo stigma dei benpensanti , l’ostracismo dei ‘bigotti’, la diffidenza dei potenti, la polarizzazione di chi si sente società civilizzata e civilizzante.
Invece , per noi Cristiani , la Via da percorrere non può essere che quella della Croce da seguire insieme , per essere infine tutti sotto quella e da lì procedere ; e qui la Chiesa come una Mamma ricevere il mandato spirituale verso questi figli di Nuova Ostia , di Ostia in genere, per Ostia Nuova: ‘Madre ecco tuo Figlio’ e la gente di qui ricevere una consolazione : ‘Figli ecco vostra Madre’. La Mamma Ecclesia stringere in un abbraccio di Amore i figli sofferenti, chiamare a vedere quelli chiusi in casa per timore, far aprire le finestre, alzare le tapparelle, affacciarsi dai balconi e guardare, davanti a quel piccolo corteo, Colui che ‘è stato innalzato’ e che ora ha il potere di attirare tutti e tutto a Sé: all’Amore, alla Resurrezione di un Corpo come di una Città.