INTERVISTA ALLA CANTAUTRICE DI TERNI, VISTA QUALCHE ANNO FA AD X FACTOR. DA POCO HA PRESENTATO IL SUO ULTIMO DISCO, IMPERFETTO, CON IL LANCIO DI UN VIDEOCLIP GIRATO NEI BOSCHI DELL’UMBRIA. NEL 2019 IL RITORNO DAL VIVO, CON L’INIZIO DI UN TOUR.

Roma – La gioia è tanta, e si vede. Un nuovo progetto, nuove canzoni. Una nuova donna o probabilmente sempre la stessa, con una differenza. Più forza, per mostrare agli altri ciò che davvero si è, senza maschere o filtri. Valeria Crescenzi, poco più di trent’anni e all’attivo già tante collaborazioni artistiche importanti, mi parla così. Con semplicità ed entusiasmo. Negli ultimi anni ha infatti lavorato a un progetto a cui tiene molto.

Partirei dalla fine, e dal tuo ultimo disco.

Si chiama Imperfetto e rappresenta una fotografia precisa di ciò che sono stata fino ad ora. È una raccolta delle canzoni più significative che ho scritto negli ultimi anni ed è anche la somma delle esperienze e degli incontri più importanti. Fra tutti c’è sicuramente quello con Francesco Valente, che ha dato un senso alle mie idee spingendo tutto il progetto in avanti, dal punto di vista artistico e musicale. Mi ha insegnato come dedicarmi alla musica, come trasformare le idee e come semplificarle per renderle più efficaci. Il giorno di festa, il singolo che ha anticipato il disco, è di sicuro l’esempio più forte della nostra volontà.

ph. Roberto Mazzarelli

Oltre a Valente ci sono state altre collaborazioni, non solo musicali.

Alcune canzoni sono state realizzate da Filippo De Laura, che è stato decisivo soprattutto per l’inizio della mia fusione musicale con Antonello Armieri, coautore di tutti i miei brani. Poi, sì, c’è Vernice, una delle tracce del disco a cui tengo di più. Un brano intenso e femminile, pieno di elementi importanti – tra cui il flauto traverso, uno strumento che suono da sempre – e accompagnato da un videoclip realizzato con la collaborazione del videomaker e fotografo Roberto Mazzarelli. La somma di testo, musica e immagini è l’aspetto che mi rappresenta di più in questo momento.

Facciamo un passo indietro. Come nasce la tua passione per la musica?

La passione l’ho sempre avuta. Un po’ per tutto… per i fiori sul bordo della strada, per le emozioni, per i libri, per i rapporti umani e, decisamente, per la musica. Per me cantare è in assoluto la forma più alta d’espressione. Con il tempo ho imparato a cantare per gli altri, gestendo la mia forte emotività. Oggi quando canto sono io, mi riconosco. E, comunque, sin da piccolissima ho capito che la musica avrebbe caratterizzato la mia vita. Così è stato, per fortuna.

Durante il tuo percorso tanti sono stati gli incontri… 

ph. Roberto Mazzarelli

Sono stata spesso vicina a grandi musicisti, autori, interpreti, cantanti. Solo per citare qualche nome, mi piace ricordare Tony Bungaro, Saverio Grandi, Giuseppe Anastasi, Tosca, Carlotta e Francesco Valente, appunto. Alcune esperienze hanno modellato le mie scelte personali e musicali. Ho partecipato a X-Factor ed è stato divertente, ma il mio cuore l’ho lasciato al Premio Bianca d’Aponte. Ho vinto inoltre premi in tutta Italia e non ho mai smesso di studiare. Sono infatti diplomata in flauto traverso, laureata in Musicoterapia e attualmente studio MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi. Non so se mi fermerò mai, sono troppo curiosa. Rinasco ogni giorno e genero sempre nuove idee e nuovi spunti per arricchirmi. Devo tanto a questa mia caratteristica personale. La dedizione non mi ha fatto mai fermare.

A proposito di esperienze: Officina Pasolini?

È stata una delle tappe del mio cammino. Ho avuto l’occasione di partecipare a questo intenso laboratorio artistico nella sezione “Canzone”, diretta da Tosca. Ho scritto moltissimo in quel periodo e sono cresciuta senza dubbio. Officina Pasolini è infatti un contenitore di sogni e di grandi idee ed è bello sentirci ancora e, perché no, collaborare. Proprio durante quell’esperienza, peraltro, ho conosciuto il regista del mio ultimo videoclip, allievo della sezione “Multimediale” diretta da Simona Banchi.

Tornando al presente, anzi al futuro: hai già in mente qualcosa? Torneremo ad ascoltarti dal vivo?

Penso ad un secondo disco, perché sento di avere tante cose da dire e ho delle canzoni che ho lasciato fuori in questa prima parte di lavoro. Magari uscirà Imperfetto 2.0, chi lo sa?! Adesso però voglio godermi un pezzetto di questa felicità e raccontare il più possibile le mie canzoni alle persone. Dopo il concerto del 17 febbraio presso la Sala dell’Orologio del Caos a Terni, la mia città, per la presentazione ufficiale del progetto e l’inizio del tour, ci saranno tante altre sorprese nel corso del 2019. Tra cui la partecipazione ai “Piccoli Concerti” a Roma e quella ad aprile presso il Teatro Golden con Rossana Casale.

 

Simona Cappuccio