Lega e M5S hanno chiesto di cancellare dal “decreto milleproroghe” la loro norma che avrebbe permesso l’iscrizione a scuola dei bambini non vaccinati. Così cade una promessa fatta in campagna elettorale, e vince la scienza. Ma resta l’autocertificazione fino a marzo.

 

Per la frequenza dell’anno scolastico scolastico 2018-19, ormai al via, sarà necessario portare il certificato Asl di avvenuta vaccinazione. Da ieri, mercoledì 5 settembre, un emendamento della maggioranza al decreto milleproroghe, in discussione alla Camera, abroga infatti la disposizione (“emendamento Taverna”, che non convinceva i grillini e la stessa ministra della Salute Giulia Grillo), approvata tra le polemiche ad agosto dal Senato, che faceva slittare l’obbligatorietà all’anno scolastico 2019-20.
L’emendamento di agosto, che avrebbe eliminato il divieto di iscrizione all’asilo e alla scuola per l’infanzia per i bambini non vaccinati, e le multe per chi avesse iscritto bambini non vaccinati alla scuola dell’obbligo, era stato promesso in campagna elettorale e poi presentato in Parlamento dalla stessa maggioranza parlamentare; ma aveva ricevuto molte critiche da esponenti della politica e soprattutto dal mondo scientifico, che ora esulta. E’ bagarre quindi tra le varie parti; sui social, le associazioni No Vax sono di nuovo sul piede di guerra. Nel frattempo le scuole sono iniziate regolarmente nella provincia di Bolzano ed entro il 20 settembre inizieranno in tutta Italia.
La maggioranza parlamentare chiede comunque che la questione dell’obbligo vaccinale venga rivista ma con un progetto di legge di iniziativa parlamentare. Una proposta in questo senso, battezzata “obbligo flessibile“, è stata depositata lo scorso agosto e sarà probabilmente discussa nelle prossime settimane.
La richiesta di eliminare l’emendamento è stata presentata dalla relatrice di maggioranza Mara Lapia, del Movimento 5 Stelle, in commissione Affari sociali, con il consenso del sottosegretario Armando Bartolazzi del Movimento 5 Stelle. Se le forze di maggioranza confermeranno le loro intenzioni, il rinvio del divieto di iscrizione sarà abolito con un voto della Camera che avverrà probabilmente dopo l’11 settembre, il giorno in cui la Camera comincerà a discutere il decreto milleproroghe (la norma che tocca numerose e diverse questioni e che viene approvata ogni anno; già approvato dal Senato, se questa modifica sarà confermata dal voto della Camera, come chiesto dalla maggioranza, il milleproroghe dovrà essere approvato una seconda volta dai senatori). Se il nuovo emendamento passa resta tutto come previsto dalla legge Lorenzin sull’obbligo.
Quindi al momento l’obbligo di effettuare dieci vaccinazioni per poter iscrivere i figli all’asilo e alla scuola d’infazia e per iscriverli senza dovere pagare sanzioni alla scuola è regolarmente in vigore. Esiste comunque una certa incertezza su quali documentazioni sia necessario presentare. Il decreto Lorenzin stabilisce che è necessario fornire alla scuola le ricevute vaccinali fornite dalle ASL. Lo scorso luglio, però, i ministeri della Salute e dell’Istruzione pubblicarono una circolare in cui sostenevano che fosse sufficiente presentare un’autocertificazione di avvenuta vaccinazione. L’associazione dei presidi ha risposto alla circolare sostenendo che il decreto Lorenzin, che è una legge dello stato, non può essere modificato da una semplice circolare ministeriale e che quindi le autocertificazioni non sono accettabili. È probabile quindi che molti presidi si rifiutino di accettare le autocertificazioni, chiedendo la regolare documentazione da parte delle ASL per registrare le iscrizioni.
In questo senso sono in corso in tutta Italia controlli da parte dei carabinieri dei Nas nelle scuole per verificare la veridicità della documentazione presentata dalle famiglie in merito alle vaccinazioni obbligatorie per legge per la frequenza scolastica. I controlli, secondo quanto si apprende, sono partiti da ieri in nidi e materne e proseguiranno nei prossimi giorni anche negli altri istituti scolastici selezionati a campione.

Spunta ancora un altro emendamento che proroga l’autocertificazione, fino a marzo.
Questa mattina un nuovo emendamento dei relatori sui vaccini al decreto milleproroghe è stato appena presentato nelle Commissioni Bilancio e affari costituzionali. Esso proroga per l’anno scolastico 2018-19 che sta per cominciare, la validità dell’autocertificazione. L’autocertificazione da parte delle famiglie delle vaccinazione dei bambini sarà valida fino al 10 marzo; entro quella data le famiglie dovranno presentare la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie.
Rimane l’emendamento presentato ieri, che ripristinava l’obbligatorietà dei vaccini. Le opposizioni hanno protestato, con in testa gli ex ministri Beatrice Lorenzin e Marianna Madia. Tutti i testi devono però essere ancora votati dalle Commissioni. 

Le reazioni politiche
Sul tema è intervenuto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo all’apertura del meeting “Le due culture” nel centro di ricerca Biogem: «Nei confronti della scienza non possiamo esprimere indifferenza o diffidenza verso le sue affermazioni e i suoi risultati. Non sempre l’uomo interpreta bene la parte di Ulisse alla ricerca della conoscenza e nel saper distinguere il vero dal falso».
Soddisfatto ma duro contro la maggioranza ha commentato il segretario Pd Martina: «con il dietrofront di Lega e Cinque Stelle sui vaccini è stata battuta la loro visione oscurantista. Resta l’obbligo. Grazie alle tantissime famiglie che si sono battute come noi per il diritto alla salute dei bambini e per la scienza».
Contenta anche l’ex ministra alla Salute Beatrice Lorenzin: «Si tratta di una vittoria della scienza su ignoranza e pregiudizio grazie al mondo scientifico, della scuola e della cultura e grazie alle forze politiche che si sono battute per ristabilire il primato della salute collettiva. Un abbraccio alle coraggiose mamme di Iovaccino (gruppo che ha presentato una petizione per l’abolizione dell’emendamento che ha raccolto 300mila adesioni online)».
Per l’associazione nazionale presidi quella del nuovo emendamento «è una buona notizia che denota sensibilità da parte del Parlamento rispetto alle ragioni da noi esposte in audizione davanti alle commissioni della Camera: avevamo rappresentato come Associazione presidi che l’ammissione negli asili e nelle scuole dell’infanzia dei bambini non vaccinati avrebbe comportato un rischio per la salute di quelli immunodepressi. È una grande vittoria di civiltà».
«Oggi abbiamo presentato un emendamento al Milleproroghe in materia di vaccini che sopprime quello già approvato ad agosto al Senato. Questo al fine di trattare le politiche vaccinali con un provvedimento normativo ad hoc: il ddl che abbiamo già depositato al Senato e di cui si inizierà l’esame nel più breve tempo possibile», spiega Vittoria Baldino, una dei due relatori delle Commissioni Bilancio e Affari costituzionali, che hanno esaminato l’emendamento. E aggiunge: «Sui vaccini il nostro Paese ha bisogno di una disciplina organica e razionale. Per questo motivo si è deciso di affrontare questo lavoro nello strumento del ddl liberando il Milleproroghe, che assolve a funzioni diverse, da questa incombenza. In questo modo potremo definitivamente superare il Decreto Lorenzin, un testo di carattere emergenziale, causa dei malfunzionamenti e del caos che abbiamo dovuto affrontare fino ad oggi».

I vaccini obbligatori per la scuola
Ma quali sono i vaccini obbligatori per la scuola? In base alla legge Lorenzin le profilassi obbligatorie sono: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. Tutte queste vaccinazioni sono, pertanto, obbligatorie e devono essere offerte in maniera attiva e gratuita, secondo le specifiche indicazioni del Calendario vaccinale nazionale.
Le vaccinazioni che sono invece raccomandate e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, sempre in base alle specifiche indicazioni del Calendario vaccinale nazionale, sono: anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus, HPV. Queste vaccinazioni «non sono state incluse tra quelle obbligatorie in ragione del fatto che le malattie che prevengono si verificano con minore frequenza nel nostro Paese o del minore impatto della loro contagiosità nelle collettività chiuse, ad esempio nidi e scuole», è stato precisato.
In molti casi, più vaccini vengono somministrati al bambino contemporaneamente con un’unica iniezione. Le più comuni formulazioni combinate sono: esavalente (difterite-tetano-pertosse-epatite B-poliomielite-Haemophilus influenzae di tipo B); trivalente DTPa (difterite-tetano-pertosse); quadrivalente DTpaIPV (difterite-tetano-pertosse-polio); trivalente MPR (morbillo-parotite-rosolia); quadrivalente MPRV (morbillo-parotite-rosolia-varicella); meningococco quadrivalente (A-C-W-Y).

 

Emanuele Forlivesi