Venduta per quasi un milione di sterline, Girl with Balloon si è misteriosamente ridotta in striscioline nel momento in cui è stata aggiudicata. Le dinamiche dell’evento non sono ancora chiare, ma l’artista ha rivendicato la paternità del gesto con un video sul suo profilo Instagram.

Londra – Durante un’asta di Sotheby’s la tela Girl with Balloon dello street artist Banksy si è autodistrutta. Venduta per quasi un milione di sterline a fronte della quotazione massima di 300mila, nell’istante in cui è stata aggiudicata, in seguito al suono di un allarme, è stata ridotta in brandelli da un trita documenti inserito all’interno della cornice. Molti sono i dubbi sulla natura dell’evento: un gesto eclatante o un’operazione di marketing? Come è stato azionato il congegno? L’artista era presente all’asta? Ridotta in brandelli, l’opera ha lo stesso valore?

Poche ore dopo la conclusione dell’asta, Banksy ha rivendicato l’operazione sul suo profilo Instagram ufficiale pubblicandone un video accompagnato da una citazione di Picasso «Ogni desiderio di distruzione è un desiderio di creazione». Ha inoltre mostrato come è stato inserito il trita documenti all’interno della cornice, limitandosi a dire di averlo fatto «alcuni anni fa». L’opera rappresenta la celebre bambina con il palloncino rosso divenuta una delle più famose icone della sua arte. La prima rappresentazione del soggetto risale al 2002; la tela, autenticata da una società specializzata che lavora per Banksy, è stata invece comprata direttamente dal venditore nel 2006. Non è chiaro come il proprietario di Girl with Balloon possa non essersi accorto della presenza del congegno nella cornice, né di come lo stesso possa essersi attivato.

La tela è stata l’ultima delle opere vendute alla Contemporary Art evening sale nella settimana di Frieze London, un appuntamento molto atteso dagli appassionati d’arte. Nel frangente in cui è stata ridotta in striscioline, una persona vestita di nero con basco d’artista si è diretta verso l’uscita ed è stata trattenuto dagli agenti di sicurezza prima di riuscire ad abbandonare la casa d’aste. Secondo alcuni, poteva trattarsi dello stesso Banksy o di qualcuno da lui assoldato per attivare il trita documenti. Le dinamiche continuano a essere oscure.

A non essere chiara è anche la natura del gesto. Nel caso in cui fosse una scelta di marketing, l’artista dall’identità ignota ha certamente colto nel segno. Il video di quanto avvenuto è divenuto subito virale raggiungendo migliaia di visualizzazioni. Se invece si trattasse di una provocazione tesa a combattere il mercato dell’arte l’esito sarebbe tutt’altro che positivo. Tentando di dimostrare che la sua arte non può essere venduta, Banksy non ha fatto altro che aumentare le quotazioni dell’opera. La casa d’asta si è definita “banksyzzata” e Girl with balloon, secondo le prime valutazioni, è stata nettamente incrementata di valore.

Serena Mauriello