Nata da un’eruzione vulcanica sottomarina e rischiosa per la navigazione, potrebbe essere molto utile per il nostro ecosistema: secondo gli studiosi potrebbe ripopolare i coralli della Grande Barriera australiana.

Australia – Un’immensa massa di rocce vulcaniche, o meglio una vera e propria “isola” di pomice di ben 150 chilometri quadrati, sta attraversando l’Oceano Pacifico in direzione dell’Australia. È stata scoperta lo scorso 9 agosto da alcuni marinai in direzione di Vanuatu, sul catamarano ROAM, che hanno impiegato circa otto ore per superarla. Secondo gli esperti dell’Osservatorio della Nasa, sembrerebbe essere stata generata da un’eruzione vulcanica sottomarina nei pressi di Tonga.

Nonostante i rischi per la navigazione, la comunità scientifica ritiene che sia una grande opportunità per il nostro ecosistema. La pomice, roccia magmatica leggera e porosa in grado di galleggiare, seppure ora sia del tutto sterile, sarà in grado di accogliere coralli e altri organismi. L’occasione è importantissima, data le condizioni di costante deterioramento della Grande barriera corallina australiana. Gli studiosi della Queensland University of Technology (QUT) prevedono, infatti, che già nelle prossime due settimane l’aspetto della zolla grande come 20mila campi da calcio comincerà a variare, poiché accoglierà organismi marini che arriveranno in Australia tramite l’oceano profondo.

Anche se la pomice rappresenta un grande aiuto per la rigenerazione della materia organica della barriera corallina, molti sottolineano che non sarà del tutto salvifica. Terry Hughes, biologo marino della James Cook University, ha dichiarato su twitter che «Le barriere coralline spariranno se non affrontiamo il riscaldamento globale». Un fenomeno molto più vasto, che può essere risolto solo affrontando la causa alla radice, ovvero riducendo le emissioni di gas serra.

Serena Mauriello