La maison fiorentina svela il libro Unexpected Pucci. Una pubblicazione curata dalla casa editrice Rizzoli. Tra le pagine si legge di arredamento, moda e lifestyle. Una griffe prestigiosa che si racconta senza veli. Un viaggio creativo della maison raccontato dalle penne sapienti di firme prestigiose: Suzy Menkes, editor di Vogue International, Angelo Flaccavento, giornalista indipendente, Piero Lissoni, designer, e gli artisti Francesco Vezzoli e Joana Vasconcelos.

La moda raccontata in un libro

All’interno del libro sono rivelati molti progetti di interior design firmati da Pucci. Un excursus dagli anni di partenza dell’attività, con i colori mediterranei e il concetto di foulard alle mille evoluzioni del futuro, con la scoperta di nuovi elementi e i gemellaggi internazionali. 

Unexpected Pucci racconta dei tappeti prodotti dalla maison, esposti nel 1970 al Museo di Arti Decorative di Buenos Aires, e oggi messi a disposizione nel servizio bespoke presso l’Emilio Pucci Heritage Hub, con stampe provenienti esclusivamente dall’archivio Pucci – come i motivi Ovali, Occhi, Giardino, Lamborghini, Menelik e Hawaii. O come le porcellane, capolavori realizzati in collaborazione con Rosenthal, che propongono le fantasie iconiche della maison (tra queste, il motivo «inaspettato» Pebble) su servizi per caffè e tè, su vasi e piatti. 

Si parla anche delle partnership con i marchi di design più in vista. L’ultima sezione del libro è dedicata alle collaborazioni e partnership realizzate con i marchi di design più importanti. Con Kartell, ad esempio, nel 2014 la griffe fiorentina ha lanciato l’iconica sedia Madame disegnata da Philippe Starck. Infine, nel 2016 le fantasie del progetto di Pucci Cities of The World hanno impreziosito le tazze progettate da Matteo Thun nel 1991 per Illy.

La presentazione di Unexpected Pucci

Il lancio del libro è stato realizzato nella prestigiosa location di Palazzo Pucci a Firenze ed è stata impreziosita da un’installazione che ha simulato un labirinto creativo con gli elementi protagonisti del libro: dai tappeti alle porcellane, passando per le opere d’arte di artisti che si sono ispirati alla maison Pucci, fino ai pezzi d’arredamento realizzati a quattro mani con i marchi più illustri del mondo del design.
 

I protagonisti commentano il libro

Laudomia Pucci, Vicepresidente e Image Director di Emilio Pucci 
«Con questo libro, vogliamo raccontare la versatilità e tutto l’universo del nostro marchio, descrivendo, per mezzo di parole e immagini, il mondo lifestyle legato a Pucci che non tutti conoscono. Inaspettato, appunto. Tappeti, porcellane, pezzi di arredamento che, nel tempo, hanno impreziosito tutti i momenti più importanti della nostra maison: ora è necessario che tutta questa ricchezza creativa raggiunga le persone, soprattutto quelle più giovani che non hanno vissuto gli anni in cui queste collaborazioni deluxe sono nate».
 
Suzy Menkes, editor di Vogue International
«Il libro Unexpected Pucci definisce il mondo più ampio del design, comprendente tappeti colorati, porcellane moderniste, mobili e interior design, tutto nello spirito dei primi anni del Salone del Mobile di Milano. Forse il flusso artistico più semplice era nei tappeti, dove blocchi, volute e forme lineari erano contenuti in quadrati geometrici, proprio come nei famosi foulard Emilio, indossati da Jacqueline Kennedy Onassis e dal jet set a Capri. Unire le cose – storia e modernità, lineare e arrotondato, disegno e semplicità – faceva parte del talento artistico di Emilio Pucci. Le sue impronte sono presenti sia sul corpo delle persone, grazie agli abiti, sia in casa, grazie all’arredamento».
 
Francesco Vezzoli, artista
«Nella storia della cultura visuale, è quasi impossibile trovare due figure opposte tra loro come il Marchese Emilio Pucci e Josef Albers – due mondi a parte quando si parla di geografia, politica ed estetica. L’arazzo Untitled (Homage to Josef Albers & Emilio Pucci), 2013, che è presente nel libro, riassume il momento storico in cui viviamo attraverso l’irriverente mescolanza del sacro e del profano».
 
Joana Vasconcelos, artista
«Ci sono creatori, come Emilio Pucci, che hanno il dono speciale dell’eternità e dell’immortalità. Allargando la propria visione oltre il tempo, questi artisti consentono ad altri – come me – di connettersi a un livello superiore, che genera opere nuove, come quelle presenti nel libro, proprio ispirate alla loro genialità».
 
Angelo Flaccavento, giornalista indipendente
«Questo libro racconta la visione totalizzante di Emilio Pucci, il suo desiderio di rendere speciali non solo gli abiti, ma anche gli oggetti quotidiani – suppellettili, tappeti, arredi – distribuendo stampe cinetiche, coloratissime, ipnotiche, ovunque. Una Puccificazione assoluta e coinvolgente, nata però non dal desiderio di ammassare fortune dandosi al marketing spietato, ma dall’urgenza di creare. Una lezione che Laudomia Pucci ha fatto propria, e che oggi, in tempi di branding scellerato e mercantile, suona come un monito perché autentica, con un fondo di rinfrancante umanesimo».
 
Piero Lissoni, architetto e designer
«Ringrazio Laudomia per avermi chiesto di partecipare alla realizzazione di questo libro, nel quale ho raccontato come è nata prima la collaborazione con Giulio Cappellini e come abbiamo riprogettato insieme la Sala Bianca di Palazzo Pucci. Devo ancora imparare molto per riuscire a scrivere in maniera dignitosa, ma ci ho provato… Forse è meglio che continui a fare l’architetto per Pucci». 

Una maison storica fiorentina raccontata attraverso una storia affascinante, messa su carta. Tutto questo è Unexpected Pucci!

Svelare i retroscena di una maison storica è un’impresa ambiziosa.
Cosa saresti curioso di conoscere? Scrivilo nei commenti.

Elisabetta Valeri