Da quando ha aperto i suoi due orfanotrofi, Sindhutai Sapkal ha aiutato oltre 1000 bambini orfani. Gli ha ridato la speranza e la gioia di vivere, un impegno sociale che è valso a questa anziana donna indiana diversi riconoscimenti

India – L’istinto materno è qualcosa d’innato per donne di qualsiasi specie animale, compreso ovviamente l’uomo (o forse sarebbe meglio dire la donna). È molto frequente, infatti, vedere femmine di leone allattare cuccioli di altri felini come fosse la cosa più normale del mondo. Perché quando si diventa madri non si piò fare a meno di prendersi cura anche dei figli degli altri, se ne hanno bisogno.

È quello che è accaduta anche a Sindhutai Sapkal, meglio nota nel suo paese come la “Madre degli orfani”. Questa sessantottenne dal cuore grande come una casa, infatti, ha deciso di farsi carico delle centinaia di orfani che vivono nello stato indiano del Marahashatra: 1.400 per la precisione. Per portare avanti il suo nobile progetto, la donna ha fondato ben 4 orfanotrofi: due per bambine e due per bambini.

Sindhutai è arrivata a prendere questa decisione in seguito alle tragiche vicissitudini che l’hanno interessata da piccola. Come molte bambine indiane, anche la “Madre degli orfani” è stata data in matrimonio quando aveva solo 10 anni ad un anziano uomo. Poco dopo essere rimasta incinta, però, l’uomo ha pensato bene di sbarazzarsi di lei. Così, con un figlio in grembo la donna ha iniziato a girovagare per il paese “adottando” i bambini abbandonati che incontrava per strada.

Oggi, molti di loro sono cresciuti e danno il loro contributo per mandare avanti gli orfanotrofi. Sindhutai, tuttavia, ricorda molto bene le misere condizioni in cui questi piccoli angeli sono arrivati da lei: denutriti, sporchi e con gli occhi pieni di tristezza. Grazie a lei, però, questi bambini possono contare sul sostegno di una vera e propria famiglia con tanto di fratelli e sorelle maggiori. Già, perché nonostante la consuetudine negli istituti indiani per minori soli sia quello di mandarli via al compimento dei 18 anni, lei li tiene ancora con se. Fino a quando, dice, non sono davvero pronti per affrontare da soli i pericoli della vita.

Mattia Bagnato