Storie dal Mondo

UN DIALOGO CHE VALE

Firmato accordo strategico di partnership nel settore ricerca, scienza e innovazione tra Unione Europea e Giappone. Il dialogo a livello scientifico sempre più come “luogo” di avvicinamento e reciproca fecondazione tra culture lontane.

Roma- “Europa e Giappone hanno molte sfide in comune da affrontare come la sicurezza energetica, l’invecchiamento della popolazione o l’accesso a materiali critici. E’ quindi naturale che si lavori insieme al fine di trovare soluzioni a queste sfide. La visione comune oggi approvata ci porterà ad un nuovo livello di cooperazione”. Con queste parole il commissario europeo Carlos Moedas (Ricerca, Scienza e Innovazione) ha descritto la scelta dell’Europa e del Giappone di approfondire ulteriormente la cooperazione e lo scambio reciproco nel settore Ricerca e Innovazione (R&I), accordo preso in occasione del 23° summit UE – Giappone del 29 maggio.

L’accordo, firmato dal Presidente della JSPS (Japan Society for the Promotion of Science), Yuichiro Anzai, e dal Direttore generale della Commissione europea per la ricerca e l’innovazione, Wolfgang Burtscher, nasce dalla speranza di dar maggior spazio allo scambio tra giovani scienziati giapponesi e quelli europei supportati dall’ERC (European Research Council), favorendo così il reciproco arricchimento attraverso la creazione di teams internazionali.

In questi mesi in cui l’Europa si mostra nelle sue debolezze, tra crisi migratorie, problemi economici e tensioni ai confini, il dialogo sembra lasciar spazio ad una sorta di chiusura, mentale e, per così dire, spirituale. Come però si è potuto osservare con la Stazione Spaziale Internazionale –ISS- (a cui partecipano 11 dei Paesi europei facenti parte dell’ESA, la NASA, l’agenzia spaziale russa RKA e quella giapponese) e con il nostro orgoglio nazionale, l’astronauta Samantha Cristoforetti, c’è una forma di dialogo, quello scientifico, che, semplicemente, funziona.

In tal senso, allora, sarebbe un errore mettere la sordina a interessanti e fecondi momenti di dialogo come quello vissuto tra Europa e Giappone che da anni collaborano in un clima di reciproco rispetto ed amicizia. In più casi la ricerca scientifica, affiancata da un sistema valoriale condiviso, ha potuto rafforzare questo rapporto, rendendo più profondo lo scambio tra queste realtà, quella europea e quella giapponese, lontane fisicamente ma, su un altro piano, vicine.

Per fare un altro esempio si potrebbe far riferimento alla collaborazione nello sviluppo di un aereo supersonico, il progetto HIKARI, o quella relativa alla rete G5 per la creazione di un mercato unico digitale in Europa e, allo stesso modo, si potrebbero citare molteplici casi di collaborazione internazionale ai fini della ricerca ma, al di là di questo, ciò che più fa piacere sentire, è quella boccata d’aria fresca portata dal contatto tra diverse realtà che sanno apprezzarsi e riconoscersi come partner affiatati.

All’interno del mondo della scienza il dialogo trova una grande apertura, un importante luogo (in) comune in cui la molteplicità, nella sua diversità, si ritrova nell’unità di un linguaggio condiviso. Se, allora, la ricerca scientifica offre quest’opportunità è, forse, opportuno dare risalto all’ottimismo celato dietro a questi rapporti di scambio. Tenendo sempre conto di ciò che di male accade nel mondo, certo, ma ricordandoci anche che troppo spesso fa più rumore un albero che cade rispetto ad una foresta che cresce.

Federico Molfese

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Federico Molfese

Laureato in Relazioni internazionali presso l’Università di Roma La Sapienza, ha approfondito i suoi studi seguendo un master in Mediazione interculturale e interreligiosa presso l’Accademia di Scienze Umane e Sociali di Roma. Appassionato di geopolitica e attento a temi quali diritti umani, dialogo nelle sue più svariate forme, fondamentalismi e metodi per la risoluzione dei conflitti, ha svolto diverse conferenze presso alcuni istituti scolastici di Roma. Attraverso un periodo di stage presso l’Onlus “InMigrazione”, nel campo dell’accoglienza dei migranti in territorio nazionale, ha potuto ulteriormente approfondire la sua conoscenza riguardo il rapporto che intercorre tra lo Stato italiano, l’Unione Europea ed il fenomeno migratorio. Per diletto si interessa allo studio delle religioni e della simbologia sacra, nonché all’insegnamento di diverse discipline marziali. Ama storie fantasy di autori come Tolkien, Michaele Ende, Jule Verne e Stevenson e nutre una grande passione per la scrittura.

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