Dossier

UN COMPROMESSO PER ANDARE AVANTI

Beppe Grillo lascia i suoi dettami al sindaco pentastellato Virginia Raggi. Via i fedelissimi Frongia e Romeo

Roma- «Barra dritta e avanti tutta». Amante del mare, scontato che Beppe Grillo avrebbe fatto riferimento alla sua passione per rendere noti i dettami da inserire sul blog che porta il suo nome.

Dettami che riguardano la situazione romana, quel Campidoglio conquistato con i voti di protesta di una città allo stremo. Un governo dovrebbe essere l’esempio, il trampolino di lancio per andare da Palazzo Senatorio, poche centinaia di metri più in là, a Palazzo Chigi.

«Roma va avanti con Virginia Raggi, sindaco del Movimento 5 Stelle –afferma ancora il guru pentastellato – sono stati fatti degli errori che Virginia ha riconosciuto: si è fidata delle persone più sbagliate al mondo. Da oggi si cambia marcia».

Con questa premessa l’ex comico fa due considerazioni: la prima è quella che il simbolo del movimento resta (qualcuno aveva ipotizzato che alla Raggi, se batteva i piedi, sarebbe stato tolto). La seconda fa riferimento alla lunga serie di collaboratori ereditati e non che di volta in volta le sono stati accanto. I cosiddetti fedelissimi.

In sei mesi sono apparsi e spariti con incredibile velocità figure di rilievo quali Carla Raineri (proveniente dal CSM) che diventa capo gabinetto (ruolo fondamentale a Palazzo Senatorio come in tutti i comuni. La polemica maggiore (ma ce ne devono essere altre e verranno fuori) è relativa al suo stipendio di 194mila euro. «Il mio stipendio? Non sono venuta a Roma – commentava – per fare beneficenza in Campidoglio». Peraltro, visto il ruolo strategico, non sarebbe stato uno stipendio così scandaloso. Nell’Amministrazione capitolina ci sono ruoli anche più pagati e meno di responsabilità.

Ma andiamo avanti: è la volta di un altro ruolo strategico, quello dell’assessore al bilancio Marcello Minenna. Giusto il tempo di guardarsi attorno e via anche lui. Nel frattempo lasciano i dirigenti delle partecipate. Resta al suo posto, fino a pochi giorni fa, l’assessore all’ambiente Paola Muraro. Il suo nome è in procura dalla scorsa primavera e le chiacchiere aumentano in estate ma il sindaco Raggi non demorde ed anzi sono spesso insieme per fare vedere quanto la nuova giunta tenga all’ambiente. Come quando vanno a rovistare nelle buste nere della spazzatura per controllare se i romani rispettano la differenziata! E lo fanno, contro ogni buon senso, a mani nude!

Mai vista una cosa del genere. L’ultima botta, quella che ha portato allo strappo rattoppato di questi ultimissimi giorni, è l’arresto di Raffaele Marra. Un uomo per tutte le stagioni (compresa quella di Alemanno). E la Raggi che fa? In una comunicazione annunciata come conferenza stampa, afferma che lui, Marra, non è un militante del Movimento, ma uno dei 23mila dipendenti di Roma Capitale.

Sembra di sentirli i dipendenti, quelli che ogni giorno lavorano seriamente e che altrettanto seriamente prendono le distanze da una figura i cui contorni saranno resi noti dalle indagini di piazzale Clodio.

Gli stessi dipendenti che, novità assoluta, hanno ricevuto in questi giorni una unica busta paga (mai successo) contenente tredicesima e stipendio insieme. Questo ha prodotto una mega trattenuta e la sparizione degli 80 euro renziani ridotti a 2 euro!!!

Ultime uscite, quelle di Daniele Frongia (ormai ex vice sindaco resta assessore allo sport) e Salvatore Romeo che esce dalla segreteria del sindaco.

«Bisogna riparare agli errori fatti e fugare ogni dubbio – dice ancora Grillo – governare Roma è più difficile di governare il Paese. Lo sapevamo».

E se lo sapevano e da mesi che governare Roma era difficile così come sapevano dall’inizio della campagna elettorale che ci sarebbero riusciti, perché non hanno costruito una squadra?. Uomini giusti ai posti giusti che sapessero di amministrazione pubblica e qualificati nei loro ambiti?

«A breve definiremo un codice etico…». Un altro?

Cerchiamo di mettere le cose al loro posto. 5 Stelle è un partito come tutti gli altri, con correnti, malumori, intrighi, invidie e tutto il resto.

Per discutere il da farsi dopo Marra, si sono serviti di tre sedi: l’esclusivo hotel con affaccio sui Fori Imperiali, Palazzo Valentini (sede peraltro di Roma Metropolitana che non decolla) e il Campidoglio.

Chissà se Grillo in queste ore di fibrillazione ha suggerito alla sua Raggi di cambiare atteggiamento soprattutto nella comunicazione. Via quella che una volta abbiamo già definito “spocchia” e conferenze stampa si chiamano così proprio perché i giornalisti possano fare domande. Non per due minuti di parole e poi via.

La preparazione di un esponente di rilievo si vede anche da questa capacità. Perché spesso le domande dei cronisti sono quelle che i cittadini vorrebbero fare.

E guai a chiamarli «braccio destro».

Emanuela Sirchia

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Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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