Storie dal Mondo

TRUMP NON PUO’ ENTRARE

Gran Bretagna- Notizia forse vecchia di qualche mese ma ancora assolutamente attuale nel regno della Regina. Il risultato delle ultime elezioni Americane ha lasciato a bocca aperta la maggior parte delle persone, ma l’Inghilterra ha avuto un modo tutto suo per dimostrarlo, attraverso una tanta chiacchierata petizione. 

La petizione è stata fatta per impedire che il Presidente Trump faccia visita alla Regina o che venga invitato in UK. Nella petizione è specificato che Trump dovrebbe essere libero di presentarsi nel paese come figura ufficiale di Presidente Americano ma non dovrebbe essere invitato a fare visita di cortesia perché questo causerebbe imbarazzo a Sua Maestà La Regina. Sono specificati alcuni dei motivi che hanno spinto più di 1 milione di persone a firmare la petizione online, motivazioni come la sua “misoginia ben documentata” e “ la sua volgarità” che secondo quanto scritto nella petizione in questione “ lo squalifica dall’essere ricevuto da Sua Maestà La Regina o dal Principe di Galles”.

Con una petizione contro la visita ufficiale di Trump in UK ed in particolare alla Regina, la popolazione della Gran Bretagna ha gridato NO al nuovo Presidente degli Stati Uniti D’ America.Con una petizione contro la visita ufficiale di Trump in UK ed in particolare alla Regina, la popolazione della Gran Bretagna ha gridato NO al nuovo Presidente degli Stati Uniti D’ America.
Con una petizione contro la visita ufficiale di Trump in UK ed in particolare alla Regina, la popolazione della Gran Bretagna ha gridato NO al nuovo Presidente degli Stati Uniti D’ America.

Quando una petizione raggiunge più di 100.000 firme, come questa, il Parlamento ha il dovere di dibatterne in sede ufficiale. Dopo averne discusso, il governo ammette di comprendere le forti convinzioni espresse dai numerosi firmatari ma, comunque, non le supporta.
Ai firmatari, che censurano le politiche di Trump sull’immigrazione, la premier Theresa May ha risposto confermando la visita, mentre il ministro degli Esteri Johnson si è limitato a distinguere le politiche britanniche da quelle di Washington : “Si tratta di politiche molto controverse che hanno causato disagi. Ma, ripeto, questo approccio non è quello che questo governo intende attuare. Lasciatemi concludere ricordando l’importanza vitale per il nostro paese dell’alleanza con gli Stati Uniti” e continua “Quando si arriva ai diritti umani, ai diritti delle donne, quando si arriva alla tortura e alla persecuzione delle minoranze, il presidente Trump è già scivolato su una discesa davvero pericolosa. Per questo abbiamo bisogno di un primo ministro che sia pronto a dirgli di fermarsi, non uno che in silenzio apre le braccia per aiutarlo nei suoi propositi”.

Il partito laburista invece ha un grido diverso cioè quello di fare “la cosa più decente e cancellare la visita di Trump perché Egli non merita di calcare le orme di Nelson Mandela”.
La petizione sottolinea l’imbarazzo che le politiche del nuovo inquilino della Casa Bianca solleverebbe nei confronti della regina, le cui idee risultano molto diverse da quelle di Trump.

Non importa cosa abbia deciso il governo perché i Britannici ancora gridano NO alla visita fin ora con data da definire del Presidente Americano. Voi avreste firmato questa tanto mormorata petizione contro il Presidente Trump?

 

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Livia Iraci

L’ultima dei romantici. Scrive da quando ne ha memoria, anche da piccola in classe appuntava tutto quello che capitava su un quaderno che doveva invece servire a fare esercizi matematici. Laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul linguaggio non verbale, ha collaborato con giornali Online ed è alla ricerca di se stessa e per farlo ha cominciato da Scarborough piccolo paese dell’ Inghilterra.

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