L’incontro questa mattina a Singapore tra i due leader è durato circa 40 minuti. Lasciandosi il passato alle spalle, Donald Trump e il dittatore Kim hanno avviato una relazione che porti alla denuclearizzazione dell’area coreana e alla pace del mondo

 

SINGAPORE – Donald Trump e Kim Jong-un si sono incontrati alle 9 del mattino (le 3 in Italia) nell’hotel Capella sull”isola di Sentosa, per dare il via al primo vertice di massimo livello tra i due paesi. Migliaia gli scatti per la storica stretta di mano, ripetuta anche nel salottino dove si è svolto l’incontro bilaterale. «Kim vuole la denuclearizzazione e la pace più di me, sa che sarà un bene per il suo popolo. Abbiamo sottoscritto un documento di ampio respiro, credo che lui onorerà gli impegni», ha sintetizzato Trump al termine del vertice. «Kim darà il via al processo appena tornato in Corea. Posso dire che adesso lo conosco abbastanza bene» ha aggiunto. L’emblematica stretta di mano è durata poco più di 10 secondi, con Trump che ha rafforzato il contatto con il giovane leader poggiando brevemente anche la mano sinistra sul braccio destro di Kim. Dopo un breve scambio diretto di saluti, i due leader si sono mostrati ai flash e alle telecamere per consegnare lo storico momento ai libri di storia.
Il vertice con il presidente Kim, aveva detto in apertura Trump, sarà «un incredibile successo e non ho dubbi che avremo un incredibile miglioramento nelle relazioni bilaterali». Immediata la replica del presidente nordcoreano: «Ci sono stati una serie di problemi ma li abbiamo superati tutti e oggi siamo qui».
Il confronto di oggi è stato fondamentale perché avvia un processo che potrebbe servire non solo a garantire la pace nella penisola, ma anche a fornire un modello per altre situazioni di crisi. Il diavolo però sta nei dettagli, che devono ancora essere definiti, e nel rischio che alla fine gli Stati Uniti abbiano concesso più di quanto riceveranno.
L’incontro si è concluso con la firma di un documento in quattro punti: primo, Washington e Pyongyang si impegnano a lavorare per ristabilire le relazioni; secondo, puntano a creare un regime stabile e duraturo di pace nella regione, che vuol dire anche garanzie di sicurezza e aiuti da parte degli Usa; terzo, denuclearizzazione completa dell’intera penisola; quarto, ritorno dei resti e chiarimento della sorte dei caduti e dispersi nella guerra degli anni Cinquanta. Trump ha rivelato che come garanzia ha offerto a Kim la fine delle esercitazioni militari annuali con la Corea del Sud, e non esclude di ritirare i soldati americani, mentre le sanzioni resteranno in vigore fino a quando non ci sarà la prova concreta della denuclearizzazione. Quindi il leader di Pyongyang ha ottenuto due cose: la propria legittimazione politica, e lo stop ai “wargames”, come li ha chiamati il capo della Casa Bianca. In futuro, poi, riceverà anche aiuti economici. In cambio, ha confermato l’impegno a rinunciare alle atomiche, e secondo Trump anche la promessa di rispettare i diritti umani dei suoi cittadini. Se funzionerà, questo accordo potrebbe diventare il paradigma per risolvere anche la crisi iraniana, e altre situazioni controverse.
Il problema sta nel fatto che in passato la Corea del Nord aveva preso impegni simili, senza poi rispettarli. Ad esempio le modalità e i tempi della denuclearizzazione non sono ancora chiari, e andranno definiti attraverso le trattative che il segretario di Stato Pompeo riprenderà la settimana prossima. Kim ha lasciato Singapore subito dopo l’incontro, la partenza di Trump è prevista nella serata coreana.

L’incontro
Il faccia a faccia fra Trump e Kim è terminato dopo meno di un’ora e subito dopo è iniziata la parte del vertice allargata alle delegazioni dei due Paesi. Seduto vicino al presidente Trump, il segretario di Stato Mike Pompeo, il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, e il capo di gabinetto John Kelly.
Trump e Kim sono rimasti seduti l’uno di fronte all’altro e il clima è apparso molto cordiale. Davanti alle telecamere, i due leader si sono stretti nuovamente la mano allungandosi sul tavolo lungo il quale sono seduti i partecipanti al summit.
«Nice to meet you Mr. President. Molte persone nel mondo penseranno che sia una specie di film di fantascienza»: sono le parole che avrebbe detto il leader nordcoreano Kim Jong-un al presidente americano Donald Trump dopo la loro stretta di mano, secondo la traduzione del suo interprete.
Finito il vertice allargato, sono state serene e costruttive le conversazioni durante la colazione di lavoro, a base di: cocktail di gamberi e insalata di avocado, polpo, costolette di manzo servite con patate e broccoli al vino rosso, maiale in agrodolce e riso, baccalà con ravanelli. Come dessert, tortino al cioccolato, gelato alla vaniglia e tropezienne.

«Abbiamo avuto un incontro storico, abbiamo deciso di lasciarci il passato alle spalle, abbiamo firmato un documento storico, il mondo vedrà un importante cambiamento». Queste sono le prime dichiarazioni del leader nordcoreano Kim Jong-un poco prima della firma del documento congiunto con Trump dopo il vertice a Singapore. «Vorrei esprimere gratitudine al presidente Trump per aver fatto accadere questo incontro», ha aggiunto Kim. Il contenuto del documento sulla denuclearizzazione non è stato reso noto nei dettagli.
«La nostra relazione con la Corea del Nord sarà qualcosa di molto diverso rispetto al passato, abbiamo sviluppato un legame molto speciale», ha dichiarato Trump firmando il documento. «C’è molta soddisfazione e molta gioia, voglio ringraziare il presidente Kim», ha continuato Trump. «Abbiamo trascorso molto tempo insieme, ed è andato molto meglio di quello che si potesse prevedere e questo porterà tanto di più. E’ un onore essere con il presidente Kim», ha aggiunto prima di stringere la mano e dare una pacca sulle spalle al leader di Pyongyang.  «Inviterò Kim alla Casa Bianca. Il processo di denuclearizzazione della Corea del Nord inizierà molto velocemente». E Kim Jong-un ha subito accettato il suo invito.
Trump ha poi confermato che la Corea del Nord «sta già distruggendo un sito di test missilistici molto grande. Non è scritto nel documento perché ne abbiamo parlato dopo la firma. Stiamo risolvendo la situazione, il passato non deve mai scrivere il futuro. Dimostreremo al mondo che gli avversari possono diventare amici». Il tycoon ha inoltre annunciato che gli Stati Uniti «non ridurranno la loro capacità militare nella penisola. Voglio riportare a casa i 32mila soldati che sono in Corea del Sud, ma non ora».
«Non dormo da 25 ore, ma ne è valsa la pena. Era più importante negoziare», ha sentenziato Trump, rivelando che gli Stati Uniti sospenderanno le esercitazioni militari congiunte, i cosiddetti ‘war games’, con la Corea del Sud. «Si tratta di procedure molto costose e Seul contribuisce, ma non al 100%», ha precisato il Presidente americano.

Il presidente sudcoreano Moon Jae-in, primo capo di Stato a commentare, ha rivelato di aver trascorso una notte insonne e ha auspicato che il summit possa aprire «una nuova era di completa denuclearizzazione, pace e nuove relazioni tra Corea del Sud, Corea del Nord e Stati Uniti».

 

Emanuele Forlivesi