Storie dall'Italia

Trieste: due poliziotti uccisi durante una sparatoria

Si chiamano Pierluigi Rotta, agente scelto, e Matteo Demenego, agente. Lo ha comunicato la Polizia. L’agente scelto Pierluigi Rotta era di Pozzuoli e l’agente Matteo Demenego di Velletri. Avevano entrambi poco più di trent’anni.

L’agente scelto Rotta era figlio di un poliziotto ora in pensione e prima di essere trasferito a Trieste aveva lavorato a Napoli, come suo padre. Dolore e sgomento negli uffici della Questura del capoluogo campano per la tragica morte del 34enne.
L’agente semplice Demenego era diventato poliziotto con il 186/o corso allievi agenti ed era stato assegnato a Trieste il 24 settembre del 2013.

Secondo ricostruzioni parziali, stavano accompagnando i due fratelli fermati (di 29 e 32 anni) nei bagni della questura, quando è scoppiata la rissa in cui uno dei malviventi si è impossessato della pistola di uno degli agenti e li ha colpiti a morte sparatoria è avvenuta attorno alle 17. I due, fratelli dominicani, quello che ha sparato affetto da disagio psichico, erano stati portati in questura per accertamenti: uno ha distolto l’attenzione di un agente ed è riuscito a sfilare la pistola dalla fondina colpendo a bruciapelo Pierluigi Rotta e Matteo Demenego

La prima ricostruzione, come riportato su “il fatto quotidiano” e fornita dagli inquirenti, trova conferme anche nelle testimonianze dei presenti nella zona. Il titolare di un locale della zona ha detto di aver sentito degli spari provenire dalla questura e di aver visto un giovane uscire dall’edificio e correre via con un’arma in mano. Il ragazzo ha poi provato ad aprire un’auto della polizia parcheggiata lì davanti, ma inutilmente perché la vettura era chiusa. Subito dopo sono giunti alcuni agenti che lo hanno bloccato a terra.

Una poliziotta che si trovava vicino alla scena ricostruisce i minuti della sparatoria: “È stato tipo Beirut, non so quanti colpi sono stati esplosi, un’infinità. Sembrava di essere a Capodanno con i mortaretti. La cosa più brutta è stata non poter fare niente, quell’uomo sparava a vista”. La donna ha scritto sulla chat dei colleghi che in quel momento si trovava “con mia sorella e mio cognato quando ho visto arrivare i due colleghi con i due uomini. Erano troppo vicini, senza manette. Uno dei due ha fatto una battuta, abbiamo riso. Quello che ha sparato scherzava sul fatto di fare basket. Quando sono entrati, ho salutato mia sorella. Appena ho aperto il portone della questura ho sentito un colpo sordo, ma in un primo momento non avevo capito”.

 

Maria Perillo

Maria Perillo è nata a Napoli il 07.12.1983. Graduato dell’Esercito Italiano, blogger, scrittrice e Life Coach. Appassionata di tecniche della comunicazione, attualmente studia presso una scuola di leadership e tecniche di comunicazione

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