Storie dall'Italia

TRA GENI ED EROI – La storia di Valerio, che sconfisse la morte nuotando

Questa è una storia di mare e di sale. Di sabbia e di vita. Di vento e d’estate.
È una storia che nasce e cresce dentro l’acqua dolce di una piscina, per sfociare – come un fiume in piena – dentro quella salata del Mar Tirreno in un venerdì qualunque di luglio. Un venerdì che per molti diventerà una giornata indimenticabile, ma è una storia che dobbiamo cominciare altrove. In un luogo dove nessuno – nessun uomo della strada, gente come noi per intenderci – pensa che riuscirà mai a mettere piede. E come ospite d’onore per di più.
Siamo dentro al Palazzo del Quirinale, è lunedì 12 marzo 2018 e l’ospite d’onore in questione è Valerio Catoia che – citiamo dalla motivazione ufficiale del Colle – “nato il 23 maggio del 2000 e residente a Priverno, in provincia di Latina, giovane atleta paralimpico, ha dato prova di grande coraggio, forza e generosità, non esitando a gettarsi in mare e salvando dalle onde una bambina di dieci anni che rischiava di annegare”.
Queste le parole lette dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con le quali ha conferito a Valerio il titolo di Alfiere della Repubblica. Chi era lì, a seguire con fierezza Valerio mentre riceveva il suo meritato riconoscimento, giura che – in un rarissimo momento di totale silenzio – sia stato possibile sentire il rumore dell’acqua. Proprio lì, infatti, fuori dalle mura del palazzo che prende il nome dal colle più importante di Roma – tra un taxi e un motorino – la fontana dei Dioscuri non smette un istante di zampillare.
L’acqua. L’elemento essenziale di una storia che poteva essere molto diversa e che Valerio Catoia, il nostro protagonista, ha contribuito a rendere indimenticabile e unica.
Due molecole di idrogeno che fanno l’amore con una di ossigeno. Niente di più semplice. Un niente che però, moltiplicato per un numero infinito di volte, è capace di creare molto altro. Il mondo, ad esempio. Il globo terracqueo. L’acqua nelle tubature. Nei fiumi. Nelle nostre case. Persino in bottiglia. L’acqua è ovunque e, se quello è il tuo elemento, riesci a trovarla in qualsiasi condizione e situazione. E anche un semplice bicchiere di plastica, che magari ti passano per non farti seccare la gola, davanti al Capo dello Stato, ti fa viaggiare con la mente nel tempo. Fino a una spiaggia di Sabaudia, qualche mese prima, o alla piscina dove oggi pomeriggio ti allenerai.
Il passato e il futuro. Due tempi possibili grazie all’esistenza di un presente.
Un presente che, ora, si chiama Valerio. Ha diciotto anni, è appassionato di chitarra, membro di un gruppo scout e anche, e soprattutto, un esperto nuotatore. Valerio è affetto da sindrome di Down e, proprio per questo, sin da bambino ha iniziato a praticare il nuoto. Per i ragazzi con il suo stesso problema è importante fare delle attività fisiche, per cercare di dare più tono al tessuto muscolare, che altrimenti rischierebbe di indebolirsi con più rapidità. Per questo motivo, sin da ragazzino, Valerio, dall’età di undici anni, con la polisportiva Hyperion ha iniziato a prendere parte alle prime gare, riportando a casa sempre ottimi piazzamenti. Sia a livello regionale, sia nazionale. A Latina, la città di Valerio, c’è uno dei primi centri di salvamento dedicato ai ragazzi con deficit cognitivi. Una tendenza che poi ha preso piede in tutta Italia. E l’anno prima di questa storia, proprio Valerio aveva partecipato a Firenze ai Trisome Games, competizioni interamente dedicate ad atleti con sindrome di Down, dove aveva anche avuto modo di partecipare a una dimostrazione di salvamento davanti agli organi internazionali. Ovviamente, il tutto si era concluso con un successo e tanti applausi.

Faccio a schiaffi, faccio a schiaffi / Con le onde e con il vento, le prendo / Come se fossero te / Come se fossero te / Come se fossero te, eh ho. Riccione Thegiornalisti, tormentone dell’estate 2017

Adesso siamo a Sabaudia, provincia di Latina.
La località è rinomata per le dune e per l’acqua cristallina. Una soluzione veloce, per i romani che vogliono regalarsi un weekend fuori porta o per tutti i residenti che vivono da quelle parti e che hanno la fortuna di potersi ritagliare un giorno libero, di tanto in tanto. È venerdì, il 14 luglio. E fa molto caldo. Un’altra di quelle giornate in cui preghi di poter andare in ufficio soltanto per attaccare l’aria condizionata alla massima potenza o di non dover far altro che trascorrere una giornata al mare. E per molti in effetti è così. Sveglia presto, pranzo al sacco, ombrellone, pallone e racchettoni, una maglia di ricambio, l’indispensabile asciugamano e via. Si può partire.

La tua vita al largo da una vita intera / Fischia il vento ed urla la bufera / Fra le granite e le granate / Lasciate ogni speranza voi ch’entrate / E – state.
Tra le granite e le granate Francesco Gabbani, tormentone dell’estate 2017

Qualche minuto di macchina, un paio di semafori e poi un parcheggio avventuroso: «Tanto facciamo al volo». Giù dalla macchina di corsa. Il tempo di godersi un cappuccino freddo, un cornetto e sfogliare qualche pagina del Corriere dello Sport, per sognare un po’ col calcio mercato. Un mix unico di odori e sapori che racconta l’estate come forse nient’altro al mondo.
Valerio arriva al mare con la sua famiglia. Per lui – che vive per l’acqua e che, quando non riesce ad allenarsi per quattro volte di fila in una settimana, va su tutte le furie – quello è il suo elemento.
La sua dimensione.
Il luogo dove tutto è giusto e nulla è sbagliato. Dove le cose prendono una loro naturale forma e seguono un ordine specifico. Nuotare è la cosa più simile a volare. Sembra una giornata normale e Valerio neanche sa quanto quella giornata potrà cambiargli la vita. Ma soprattutto quanto lui potrà cambiarla a qualcun altro. Pochi metri più in là, sotto l’ombrellone, c’è un’altra famiglia. Valentina legge un libro e sembra abbastanza annoiata. Pensa che prima o poi farà un bagno. Magari appena si placano un po’ le onde. Pensa che vorrebbe giocare col cellulare di suo padre, ma per il momento non le è concesso, e che vorrebbe ascoltare un po’ di musica su youtube. La spiaggia della Bufalara oggi può definirsi in ogni modo, ma di sicuro non calma. Un paradiso, forse, ma di vento e sabbia. Con in più il fragore delle onde che, se chiudi gli occhi e ti lasci cullare, ti porta via lontano, fin dentro i tuoi sogni.

Le giornate così lunghe / Notti sempre troppo corte / Che ti svegli sulla spiaggia / Col rumore delle onde / E mentre la notte finisce dimmi che male c’è / Se mentre ballo con lui io penso ancora a te.
Voglio ballare con te Baby K, tormentone dell’estate 2017

E poi succede. Come nella sceneggiatura di un b-movie americano, il protagonista apre gli occhi e senza troppe spiegazioni è nel centro dell’azione: in mare. Valentina si è allontanata troppo e non sa come tornare indietro. Il mare mosso la scuote e non riesce a trovare il suo punto di equilibrio, dentro l’acqua. Certe cose le aveva viste soltanto nei film, o in qualche cartone animato, e si era chiesta come sarebbe stato, se fossero accadute sul serio. E se c’era un modo per capire. Addirittura, se non fosse eccessivamente maleducato urlare, per richiamare l’attenzione degli altri. Invece no. Il copione non c’è in quelle situazioni. È tutto improvvisato e le parole escono da sole dalla sua bocca.

«AIUTO.»

All’inizio chi ascolta pensa a uno scherzo o di aver sentito male.
Ma poi, ancora: «AIUTO!». Ed è chiaro che è tutto vero. Come è chiaro che il mondo, in queste circostanze, si divide in chi ci pensa troppo e in chi non ha nemmeno il tempo di pensarci. Perché sta già facendo.
E Valerio appartiene a questa seconda categoria. Si tuffa, nuota. Non sono molte bracciate, ma le fa velocemente, come se dovesse farne altre mille, come se non dovesse arrivare mai. Avviene tutto in pochissimo tempo. Soltanto chi è vicino a Valerio, in quel momento, ha modo di capire cosa sta realmente accadendo, in quel piccolo tratto di mare. Suo padre, ad esempio, è lì. E per un attimo ci siamo anche noi, su quella spiaggia, e proviamo a pensare con la sua testa. Non quella di Valerio, perché Valerio, in quel momento, non sta pensando: sta semplicemente agendo. Proviamo quindi a entrare nella mente di suo papà, mentre lo guarda nuotare e raggiungere quella ragazza.
Valerio in quel momento sta nuotando contro ogni difficoltà e contro la morte. Perché quello sarebbe stato il destino di Valentina, senza l’intervento del giovane atleta di Latina. Suo padre lo vede muoversi. Lo vede soccorrere e reagire con prontezza a una situazione di pericolo. Lo vede compiere un gesto che non è – e non sarà mai – da tutti. Se salvare vite umane fosse qualcosa di semplice e di banale, allora non esisterebbe la parola eroe. E questo mondo non avrebbe bisogno di loro. E invece non è così. Valentina in quel momento ha bisogno di un eroe. Di qualcuno che decida di agire, senza pensare alle conseguenze, e lui lo fa. Consapevole di ogni rischio e pericolo che da lì alle successive bracciate avrebbe corso.
Ogni bracciata di Valerio, nella testa e nel cuore di suo papà, è un macigno.
Con ogni bracciata Valerio sta affermando il suo posto nel mondo, la sua voglia di vivere e di essere importante. La sua necessità di nuotare per vincere e per fare del bene.
Ogni colpo di mano che si infrange nell’acqua è una spinta che, nella testa del signor Catoia, allontana un po’ di più quel pezzo in eccesso del cromosoma 21. Quello che, a un certo punto, per un genitore, deve essere sembrata una condanna, una doccia fredda. Il classico fulmine a ciel sereno, ma che poi è stato tutt’altro. Un abbraccio della vita sulla morte.
Un trionfo. Che sta accadendo adesso davanti ai suoi occhi.
Valentina è salva.
Valentina è a riva.
Valentina può continuare a vivere e può farlo grazie a un ragazzino, con un difetto genetico, che le ha salvato la vita.
Qualcuno la chiama sindrome di Down, altri trisomia 21, chi c’è dentro e può permettersi certe libertà parla – sorridendo – di “difetto di fabbrica”. Noi lo chiamiamo atto eroico.
E lo ha compiuto un ragazzo speciale.
Valerio Catoia. Diciotto anni.
Studente e nuotatore. Eroe.

Capitolo estratto da Le sfide dei campioni. Emozionanti imprese tra i grandi dello sport di Federico Vergari 
Edizioni Tunué, 2019, Latina. 

 

Valerio Catoia con Sergio Mattarella durante la cerimonia
Valerio Catoia con il Presidente Sergio Mattarella durante la cerimonia
Tags

Federico Vergari

Nato a Roma il 3 giugno del 1981. Giornalista pubblicista dal 2011, collabora con diverse testate scrivendo prevalentemente di sport, cultura, fumetti e costume. Nel 2008 pubblica, per la casa editrice Tunué, Politicomics un saggio sul rapporto tra comunicazione politica e fumetti.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close