Pianeta Cultura

The social dilemma

Il docufilm che svela il lato meno etico dei social network

Se non stai pagando per un prodotto allora il prodotto sei tu.

Questa la frase che sintetizza tutto il discorso. Siamo dati, numeri, e la cosa peggiore e che papà algoritmo ci studia non per prevedere le nostre mosse ma per modificare i nostri comportamenti. Non era difficile arrivarci, basti pensare al fatto che abbiamo creato programmi per modificare foto e a distanza di tempo tentiamo di modificare noi stessi per assomigliare a quelle foto modificate.

Gli esperti che in questo documentario ci parlano di etica social, sono coloro che a questi programmi e algoritmi ci hanno lavorato in prima persona.

Ho guardato il documentario una settimana fa e la cosa che mi ha sconvolto è scoprire che se ne fosse parlato e scritto così poco: possibile che un argomento tanto importante passasse in sordina?

Si, chiaramente. Quale essere umano è disposto ad accettare di esser mero strumento dello strumento che ha tra le mani? Nessuno.

Tutto ciò che vediamo, ciò che desideriamo, le immagini e i video che influenzano le nostre emozioni e i nostri modi di vivere non sono un caso, non capitano a caso sulla nostra home page ma sono f rutto di statistiche sempre più efficaci e precise. Nulla è più lasciato al caso.

Scoprire quanto siamo manipolati e manipolabili ha del traumatico ma tocca farci i conti. Dai canoni di bellezza standardizzati ai prodotti che acquistiamo perchè li riteniamo indispensabili alla nostra sopravvivenza, dai libri che leggiamo ai film che guardiamo; nulla – o quasi – nasce da una nostra scelta consapevole.

Chiaramente dopo aver guardato il documentario mi sono data alla lettura di “dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social” di Jaron Lanier e “il capitalismo della sorveglianza” di Shoshana Zubof, perchè a me solo lo schermo non basta mai.

Quindi che si fa – mi son detta – cancello tutto? No, chiaro, gli estremismi non sono mai salutari, ma di certo qualche domanda ho iniziato a porla in giro e soprattutto a me stessa.

Più ci immergiamo in questa realtà virtuale e più siamo lontani dalla libertà, questa la triste conclusione a cui son giunta, e per una che nella sua scala di valori la libertà la mette al primo posto era inaccettabile.

Se svegliarsi sia ancora possibile non lo so. È rilevante il numero di disagi e nevrosi nate dal cattivo utilizzo dei social, ormai sono diventati un’estensione del corpo ed il corpo, ahimè, lo usiamo sempre meno. Sempre meno in contatto con noi stessi e con gli altri. Sembrerebbe retorica ma non lo è. Provate a pensare a tutte quelle persone che, rapportandosi col prossimo, ricercano un ideale di perfezione costruito dai filtri. Pensate a quegli uomini e quelle donne che non riescono più a concepire le persone in quanto tali perché ormai riescono a ricevere stimoli mentali (rilascio di dopamina di cui il documentario parla benissimo) solo per mezzo di immagini e video che di reale non hanno nulla. E no, non parlo solo del rapporto a due, parlo anche di chi si sente costantemente sotto pressione perché ha bisogno di ostentare e mostrare qualcosa di se perché quei like, quelle maledette notifiche, sono diventate una dipendenza.

Non ci guardiamo più in faccia e se stiamo in compagnia di qualcuno siamo più interessati a mostrare quello che stiamo facendo che a capire chi abbiamo difronte. Ci piace di più piacere a quegli estranei che popolano le nostre bacheche piuttosto che a noi stessi. Questa follia mascherata da vita social è pericolosa ed il rischio di incappare in drammi permanenti è altissimo.

Ora, io non dico che tocchi buttare il cellulare dalla finestra e adios, ma disattivare le notifiche sì, darsi un tempo per utilizzare un app ed evitare che sia l’app ad utilizzare noi sì, perché se è questo il destino che ci attende, tanto vale rinchiudersi in una cella.

Maria Perillo

Maria Perillo è nata a Napoli il 07.12.1983. Graduato dell’Esercito Italiano, blogger, scrittrice e Life Coach. Appassionata di tecniche della comunicazione, attualmente studia presso una scuola di leadership e tecniche di comunicazione

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Check Also
Close
Back to top button