Dossier

TERREMOTI E ALTRE FERITE

Viaggio a Norcia, a pochi mesi dal sisma. Case distrutte, macerie e la gente che ha perso tutto. Ma nonostante questo, non si arrende

Norcia (PG)- Dai media traspare una ricostruzione veloce, immediata. Non è così. Non è ormai passato il terremoto, come sembra trasparire dalle immagini. Lo sa bene chi conosce Norcia, le sue viuzze, i suoi vicoli, le mura, via XX settembre. Lo sa bene chi incontra case crollate, macerie, mura incrinate, massi rovinati in ogni angolo. Il terremoto allunga ancora la sua ombra su Norcia e le sue frazioni. Ha lasciato macerie lungo il suo percorso e non si vedono tutte attraverso la tv. Anastasia e Eleonora, un compleanno da festeggiare alla mensa. Anastasia e Eleonora, 5 e 17 anni da festeggiare, con il vestito più bello, perché almeno quel giorno il terremoto si può dimenticare, anche se s’intona “Tanti auguri” in mezzo a tutti gli altri abitanti che, dalle panche della mensa, partecipano al coro.

Daniela, un’infermiera che non vuole abbandonare Frascaro. La sua casa, la sua infanzia, i ricordi dei nonni sono lì ed è da lì che vuole ripartire a ricostruire un futuro misto di malinconia e speranza.
Maria Rita con altri terremoti alle spalle, ma nessuno più crudele di questo. I suoi racconti di un’acqua radioattiva che non si può bere, di un fiume sparito che torna a scorrere e delle ferite, della terra e dell’anima, da dimenticare.

Neanche i morti si possono onorare. Un cimitero chiuso con il lucchetto, quello di Norcia, perché le macerie ci sono anche lì e le tombe sono da risistemare. Troppo pericoloso far entrare chiunque. Un Natale senza poter neanche portare il conforto di una preghiera a chi non c’è più.

Un Natale di una vita ferma all’istante in cui la terra ha tremate. Natale da festeggiare alla mensa, con le panche vicine a quelle di tutti gli altri, con la cena cucinata dai volontari. Un Natale senza camino acceso, senza scegliere il cenone, senza scegliere gli invitati e senza regali da scartare. Sono i giorni di chi ha perso tutto e, nonostante tutto, con le lacrime si rammarica di quei volontari che per aiutare Norcia passeranno le feste lontano da casa.

Elisabetta Valeri

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(A cura di Elisabetta Valeri)

 

 

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Elisabetta Valeri

Sono laureata in Lettere moderne, vecchio ordinamento, con una votazione di 110/110. Iscritta all'albo dei giornalisti pubblicisti, ho approfondito, dopo la laurea, anche le tecniche di comunicazione e strategia dei media online con un Corso di alta formazione in "Web & social media marketing". Ho da poco terminato un corso di base in "Grafica pubblicitaria". In passato ho lavorato in una redazione televisiva, ho collaborato con una testata giornalistica e con vari editor online. Le mie competenze sono nella comunicazione offline e online: copywriter, web editor, social media planner, content marketing. Scrivo recensioni di libri sul portale "Sololibri".

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