Storie dal Mondo

Tampon tax: un “lusso” concesso da madre natura

…un lusso a cui la Svezia dice no!

La tampon tax è una questione che fa storcere il naso a molte persone. Un argomento decisamente tabù come le mestruazioni stesse, argomento per cui ancora troppe donne cercano sinonimi come ciclo, cose, fiori, zie, marchesi,  o indecenti, bigotti e imbarazzati giri di parole come «sono indisposta».  Gli assorbenti femminili sono tassati come un bene di lusso, come ad esempio il tartufo e i diamanti. Ora va bene che la fertilità è un dono ma stiamo esagerando.

Dopo numerose proteste il governo ha decretato una riduzione dell’aliquota, dal 22 al 5 per cento ma solo e soltanto per gli assorbenti ecologici e per le coppette; le tanto chiacchierate coppette che poche  donne conoscono e che hanno intenzione di utilizzare, chiaramente.

In un interessantissimo articolo pubblicato su La Stampa si legge: “e se l’Italia non è un Paese per donne per fortuna che c’è la Scozia…”

Davvero l’ Italia non è un Paese per donne? Davvero siamo convinti che tassare un bene di prima necessità sia cosa buon a e giusta?

Pensiamoci. È giusto che una donna, mediamente, dai 13 ai 60 anni, debba spendere, ogni mese, una cifra esorbitante per ottemperare al ruolo che madre natura ha decretato per lei? E, cosa ancora più sconcertante, è normale che nell’era delle molteplici libertà, parlare di mestruazioni sia ancora un tabù. È normale che gli uomini – ma anche molte donnicciole puritane – vedono nel ciclo mestruale un tabù di cui parlare a bassa voce e per sinonimi? E ancora, è normale vedere donne stringersi tra le mani assorbenti e tamponi per nascondersi come se in mano avessero quel che resta della mela del peccato mangiata da Eva?

Basta mela, basta tabù. Onestà: naturale e intellettuale.

In Svezia le cose sembrano andare diversamente, a quanto pare, il parlamento ha approvato un nuovo disegno di legge con l’intenzione di distribuire gratuitamente assorbenti e tamponi e rendendoli disponibili nei centri di aggregazione giovanile.

In Scozia si parla di “period poverty” quando si parla di quest’era diseguaglianze sociali dove anche le mestruazioni aumentano la distanza tra gli individui e aiutano la corsa alla miseria Secondo le stime, infatti, le donne con un ciclo che; mediamente una donna spende circa 8 sterline al mese, quasi dodici euro.

La fertilità è un lusso, non c’è che dire, un dono che madre natura concede alle donne e a cui tutta l’umanità deve guardare con rispetto; ci pensate mai ad un mondo distopico in cui le donne non procreano più? A tutto però c’è un limite, i lussi che ci concede madre natura non possiamo tassarli alla stregua dei beni di cui serenamente si può fare a meno per vivere dignitosamente. E qui il femminismo non c’entra, e manco la presa di posizione. Si tratta di buon senso, buon gusto, emancipazione ed economia. La vita delle donne è ciclica, segue le fasi della luna ed è soggetta a calcoli matematici che rendono la vita talvolta imperfetta. Ciò nonostante, ciclicamente, bisognerebbe fare i calcoli con le proprie coscienze e capire – finalmente – che quando si tratta di tampon tax i conti non tornano.

 

 

Maria Perillo

Maria Perillo è nata a Napoli il 07.12.1983. Graduato dell’Esercito Italiano, blogger, scrittrice e Life Coach. Appassionata di tecniche della comunicazione, attualmente studia presso una scuola di leadership e tecniche di comunicazione

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