“Nell’iride celeste di Dio”: quello sguardo puntato al Cielo che dall’interno della Torre Michelangiolesca di Ostia si alza al Padre a chiedere misericordia: “libera dal male”. Dal 13 Maggio 2017 una targa accoglierà il pellegrino quando il celebre monumento sarà visitabile: in essa le antiche parole, che ciascuno potrà recitare all’ingresso,per la consacrazione all’Angelo ‘guerriero’  

SULLA TORRE OSTIA SI AFFIDA ALL’ARCANGELO MICHELE NEL CENTENARIO DI FATIMA

Dopo secoli la porta della Torre all’Arcangelo si apre straordinariamente ai 100 anni delle apparizioni mariane ai tre pastorelli: il Vescovo Paolo Lojudice con i convenuti sacerdoti del Territorio reciterà la solenne invocazione di Leone XIII e l’antica millenaria giaculatoria affidando Ostia alla perpetua intercessione e protezione dell’Arcangelo guerriero che schiaccia la testa al diavolo

IL COMUNICATO– “Carissimi, in occasione del centenario della apparizione di Maria Santissima ai Pastorelli di Fatima Lucia, Giacinta e Francesco il 13 Maggio ci è data l occasione di aprire (straordinariamente, non pubblicamente) dopo secoli le porte della Torre San Michele Arcangelo per pregare: il Vescovo Paolo Lojudice sarà insieme al Prefetto Diocesano di Ostia don Salvatore Tanzillo, ai convenuti tra Parroci e Sacerdoti del Territorio, per recitare insieme l’invocazione a San Michele Arcangelo di Papa Leone XIII e l’antica millenaria ‘giaculatoria’ all’ Angelo ‘guerriero’. Lasceremo un documento incorniciato con la stessa santissima formula in modo che ciascun pellegrino entri in futuro possa chiedere la protezione e l’intercessione di San Michele.”

Il Vescovo Paolo riceverà l’acqua del mare in una conchiglia (simbolo caro a Sant’Agostino, Patrono di Ostia), la benedirà, aspergerà la Torre. Quest’acqua verrà presa nella spiaggia all’ingresso dell’Idroscalo di Ostia lì dove circa cento anni fa le famiglie romane povere che avevano bambini poliomelitici o con gravi problemi di salute venivano a fare il bagno, riservate, in disparte, loro, bambini che sentivano figli minori di un Dio forse distante. Invece Dio è presente e vicino e oggi si prende l’acqua santa da quel luogo per benedire questa terra. E c’è chi racconta tra queste case dell’Idroscalo che più di una volta la Vergine Maria sia apparsa su questa spiaggetta a benedire Lei stessa quest’acqua.

Ostia si affida così a ‘Chi’ contempla il volto di Dio Padre costantemente, a protezione dal male, guardandoLo negli occhi. Ed è sublime farne esperienza, perché si ha l’impressione veramente di ‘toccare’ sfiorandola questa Grazia: dall’interno proiettato verso l’alto lo sguardo si incrocia con il perfetto disegno circolare della Torre, genio del Buonarroti, ma l’occasione va aldilà dell’estetica e giunge allo Spirito: sì, è un occhio celeste, è proprio l’iride colorata di Dio. Da qui la preghiera sembra innalzarsi diretta.

È un momento importante: sono le prime preghiere dopo secoli in un luogo costruito da Michelangelo voluto da Santa Romana Chiesa a difesa militare. Si combattevano i saraceni, mussulmani, ma invece qui in Ostia siamo ormai un messaggio davvero di speranza. Saputo di questo incontro lo stesso direttore della Moschea di Ostia (ora chiusa nel complesso dell’ex colonia, ma presto di nuova apertura in uno spazio legalmente regolamentato dalla Comunità religiosa locale) Josef Al Moghazy ha espresso parole di vicinanza e di alleanza profonda perché l’Arcangelo Michele è una pietra anche per la religione dell’Islam e quindi un Ponte di Pace: “Michele – ci scrive Josef – pace su di lui detto in arabo Micail, è’ uno dei Magnifici Angeli , si direbbe che e’ incaricato della pioggia è delle piante, ha una posizione grande presso Allah l’Altissimo , è stato nominato nel Corano in surat (capitolo) Al_Baqara ,versetto (98)
” chi è nemico di Allah e dei Suoi Angeli e dei Suoi messaggeri e di Gabriele e di Michele , ebbene [sappia che] Allah è il nemico di questi miscredenti.”

Oggi la Torre riapre per difenderci non contro un nemico, non con le armi ma dandoci un’opportunità in più di ricongiungerci al Bene, a quel Cielo che viene incontro agli Uomini, ai più umili, semplici, come tutt’intorno il quartiere dell’Idroscalo di Ostia periferia fisica ma non esistenziale, dove le persone cercano, vogliono, possono il riscatto, luoghi privilegiati dall’amore misericordioso del Padre Celeste.

Ma il riscatto, sembra dirci imperioso l’Arcangelo ‘ragazzo’, non viene dalla vendetta, dalla rabbia, dalla forza, poiché l’uomo ergendosi, con qualcuno isolando qualcun altro, non può farsi Dio, non può determinare, ma chiedere, ascoltare, aspettare, contemplare. ‘Chi è come Dio?’ infatti, ci ricorda sempre Michele interrogando il nostro Cuore e i nostri profondi sentimenti; e poi aggiunge ‘Nessuno è come Dio’. E ci apre alla preghiera.

La partecipazione di una città, il coinvolgimento dei suoi cittadini, l’autogestione e l’autodeterminazione, non sono nei calcoli economici, nei progetti finanziati, nelle reti d’affari, nelle mode culturali, nemmeno dal far fronte comune contro un nemico; la partecipazione non può prescindere da un dialogo personale, da una relazione particolare che il Cielo stesso cerca con il Cuore di ciascuno e che poi intreccia senza tornaconti matematici di reciproca utilità e compromesso. Per incrociare l’occhio di Dio meglio sarebbe il silenzio di una rocca tra la brughiera che la tribuna teatralmente pubblica politica o culturale o artistica. Quella partecipazione del Cielo è migliore di qualsiasi popolarità. Questa partecipazione ad una dimensione alta e squisitamente in comunione con il Creatore è l’unica che da la libertà. Dio partecipa alla vita di ognuno non nelle platee che spesso confondono le trame particolari e manifesta i frutti di questo incontro nell’Amore e nelle sue buone pratiche basilari, quotidiane e prossime, lì dove nessuno esclude per partito, ma tutto spera, tutto tenta e tutti ascolta, tutti osserva, tutti desidera, tutti include, tutti comunica, tutti invita, soprattutto chi è lontano, fuori dai riflettori, distante dalle scene e dal pubblico convenuto, avvicinandosi al ‘lupo arrabbiato’ e non emarginandolo.

Ciascuno può incrociare l’occhio di Dio, essere cercato e in questo trovare la forza di un disegno che è segreto personale e non ha bisogno di combattere per affermarsi. Verrà rivelato.

Si apre San Michele Arcangelo con il monito della sua Torre guerriera: lo fa nel giorno in cui tutta la Chiesa Universale e il mondo si fermano a celebrare questa meraviglia: l’attenzione che Santa Maria , la Madre di Dio, vicaria di Dio Padre, ha avuto per tre piccoli pastorelli a cui ha rivolto i Segreti per il mondo intero. E lo fa ancora.

Oggi per Ostia e il suo Territorio è un periodo di ‘penitenza, penitenza, penitenza’. Che anche questa giornata e il gesto che ci consegna ci porti presto la pace, pace, pace.