La macchina del tempo videoludica marchiata Ubisoft porta quest’anno i gamers nella Grecia classica del V secolo a.C. Ma quanto c’è di esatto dal punto di vista storico e archeologico nel nuovo Assassin’s Creed: Odyssey? Un’analisi fatta da un esperto di cultura classica… e anche di quella nerd!

AVVERTENZA!
L’articolo NON contiene spoiler o accenni al finale del gioco, ma se il lettore vuole godersi a pieno l’esperienza videoludica scoprendo da sé ogni dettaglio sulla storia di Assassin’s Creed: Odyssey, la lettura dell’articolo è sconsigliata.

Puntuale come un orologio svizzero, quest’anno la Ubisoft ha sfornato per gli accaniti appassionati di Assassin’s Creed un nuovo capitolo della saga action storica. Odyssey, così si chiama l’undicesimo gioco della serie, è disponibile per PS4, Xbox One e PC a partire dal 5 Ottobre (i possessori della Nintendo Switch dovranno ancora attendere, dal momento che il gioco è disponibile per tale console solo in Giappone). Si tratta del secondo videogame del franchise Assassin’s Creed ambientato nel mondo antico: prima di Odyssey, c’è stato infatti Assassin’s Creed: Origins, ambientato invece nell’Egitto tolemaico agli sgoccioli dell’età ellenistica. Tanta azione e momenti mozzafiato si uniscono anche stavolta a scenari e situazioni storiche, rendendo Assassin’s Creed: Odyssey un prodotto unico nel suo genere. Ma per parlare bene di questo gioco, senza correre il rischio di spoilerarlo a chi ha il desiderio di giocarci, occorre analizzarlo su più livelli.

Un agguerrito Leonida in procinto di combattere la sua ultima battaglia ci introdurrà nel mondo di Assassin’s Creed: Odyssey.

Due cenni sulla trama

Novità del nuovo Assassin’s Creed: Odyssey è la possibilità di poter scegliere con quale protagonista giocare. Il giocatore potrà infatti scegliere tra il carismatico Alexios e l’affascinante Kassandra, e potrà farlo in totale libertà, senza sentirsi costretto a giocare due volte il gioco: infatti la trama è all’incirca identica a prescindere da quale sarà il personaggio che si selezionerà. In ogni caso, la nostra avventura comincerà nel tutorial nel 480 a.C. al passo delle Termopili, dove dovremo guidare il prode re spartano Leonida e i suoi 300 opliti nella battaglia contro i Persiani di re Serse. Nella trama di base, Alexios e Kassandra sono due fratelli nati a Sparta da Myrrine, figlia di Leonida, e Nikolaos, un generale spartano rispettato e temuto, anche noto come “Il lupo di Sparta”. A causa di una profezia, che vuole che Kassandra debba essere sacrificata e gettata dal monte Taigeto, i due fratelli si dividono e vivranno due vite completamente parallele e separate, diventando entrambi “misthioi”, ovvero dei mercenari/sicari. Punto di svolta delle loro vite sarà il 431 a.C., anno in cui i due scopriranno la verità sul proprio passato, intuendo inoltre che la punta della lancia di Leonida (che nel gioco sostituirà la famosa “lama celata”, marchio di fabbrica della saga) nasconde al suo interno un potere segreto e ancestrale.

Kassandra o Alexios? Chi ti accompagnerà in questa avventura?

                                                                                                                                       La modalità di gioco

La vestizione del guerriero era un rituale molto importante per gli opliti greci, quindi non vedo perchè noi dovremmo essere da meno…

A prescindere dal protagonista che noi selezioneremo, la modalità di gioco rimarrà identica. Strutturato come una sorta di RPG Action, in cui dovremo far avanzare di livello il personaggio e stare attenti alle statistiche delle armi e attrezzature che equipaggeremo, accanto alle missioni principali, utili per progredire nella storia di Alexios o di Kassandra, sarà necessario svolgere anche le varie missioni secondarie. Quest’ultime sono di vario tipo, e vanno dall’assassinare personaggi che ci vengono indicati a semplici favori e commissioni da svolgere per conto di soldati, politici importanti, sacerdoti o semplici cittadini, che in cambio di un nostro servigio si occuperanno di ricompensarci a dovere, con soldi, equipaggiamento potenziato e soprattutto punti esperienza. Lo stile di combattimento potremmo sceglierlo noi in base alla situazione e ai nostri gusti videoludici: gli amanti dello spionaggio prediligeranno lo “stealth”, assassinando silenziosamente i nemici e accurandosi di non essere scoperti da occhi indiscreti, mentre i più agguerriti scenderanno in battaglia con spada o lancia (o addirittura con l’arco), massacrando tutti con un’adrenalina degna di Rambo. Con i soldi guadagnati potremo migliorare il nostro equipaggiamento o comprare nuove armi, mentre con i punti abilità guadagnati con l’avanzare dei livelli, potremo sbloccare nuove mosse e combo che ci renderanno più potenti nell’assassinio, nel combattimento e nell’arceria. Grande spazio è riservato anche alle battaglie navali: con la nostra trireme Adrestia dovremo solcare le acque dell’Egeo, e stare attenti alle pentacontere degli Ateniesi e degli Spartani e alle imbarcazioni di pirati malintenzionati, desiderosi di depredare i nostri bottini. Per il resto, tutto procede come nei giochi precedenti della saga, e dovremo correre, scalare palazzi e montagne, uccidere i nemici che si pareranno sul nostro cammino e indagare sui vari misteri che infittiscono la trama della nostra avventura.

 

La situazione storica

Il gioco vero e proprio comincia nel 431 a.C. anno in cui la Lega Delio Attica, capitanata dalla pòlis di Atene, e la Lega del Peloponneso, rappresentata dalla potenza di Sparta, si dichiarano guerra, dando vita a quella che la storia ricorderà come la guerra del Peloponneso. La nostra storia comincia nell’isola di Cefalonia, dove il/la nostro/a protagonista lavora come misthios, ovvero una sorta di mercenario. Man mano che cominceremo a prendere confidenza con il nostro personaggio e a scoprire qualche dettaglio in più sul suo passato, ci sposteremo nella penisola ellenica, segnata dai fuochi del nuovo conflitto e separata in fazioni che hanno già scelto per quale delle due potenze patteggiare. Se in AC: Origins la nostra mappa era tutto l’antico Egitto, qui avremo invece tutta l’antica Grecia a nostra disposizione, con una mappa di ben 131 km (basti pensare che la mappa di Origins era di 80 km, vale a dire che la mappa di Odyssey è più grande del 62%). All’inizio del gioco, il sistema di alleanze è ben definito, e su ogni regione della nostra mappa troveremo l’indicazione se tale terra risulti di dominio spartano o ateniese. Se il possesso di tale regione a una o all’altra fazione non ci dovesse andar bene, possiamo sempre allearci con il nemico per poterla conquistare: essendo infatti noi dei mercenari, de facto non patteggiamo apertamente né per Sparta né per Atene, ma offriamo la lama della nostra spada al miglior offerente. Per garantirsi il nostro appoggio, entrambe le pòlis ci offriranno delle ricompense, e a quel punto starà a noi decidere quale alleanza ci conviene di più (fermo restando che siamo pur sempre liberi di scegliere se, per nostro pregiudizio personale, preferiamo annientare i brutali e sanguinari spartani o gli intellettualoidi effeminati ateniesi). Ben ricostruiti storicamente sono i vari rituali tipici della cultura greca, quali il simposio conviviale, la prostituzione sacra nel tempio di Afrodite a Corinto e la pronuncia dell‘Oracolo nel Santuario di Apollo a Delfi.            

La nostra mappa sarà tutta la Grecia. E con tutta, intendo TUTTA!

La situazione storica e l’inimicizia tra Atene e Sparta negli anni della Pentacontaetia (i cinquant’anni di “pausa” tra le Guerre Persiane e la Guerra del Peloponneso) sono ricostruite con dovizia di dettagli, e più volte nel gioco vengono citati avvenimenti storici di quegli anni, riportati in maniera precisa e storicamente riscontrabile: in una missione, ad esempio, dovremo scortare fuori da Atene lo scultore Fidia, colpevole di aver rubato parte dell’oro destinato alla costruzione della statua crisoelefantina (cioè fatta in parte d’oro e in parte d’avorio) di Athena Parthenos, la colossale statua della dea della saggezza greca collocata nella cella del Partenone, e di aver rappresentato la propria effige sullo scudo della divinità. Inoltre, dettaglio che stupirà i classicisti, durante la nostra avventura dovremo interagire con i personaggi più influenti dell’epoca: nostro alleato, all’incirca fin dall’inizio del gioco, sarà lo storico Erodoto di Alicarnasso, che rimarrà affascinato dalla lancia di Leonida brandita dal nostro protagonista (del resto, è proprio nel VII libro delle Storie di Erodoto che leggiamo del sacrificio degli Spartani alle Termopili…) e una volta arrivati ad Atene, assisteremo alla disputa interna della città su quale strategia politica adottare mentre re Archidamo minaccia di tenere sotto scacco l’intera Attica. Tale dibattito sfocia nello scontro tra quelle che sono le due maggiori personalità di spicco dell’Atene dell’epoca: Cleone, politico che gode dell’appoggio del popolo, e Pericle, il grande statista ristrutturatore dell’Acropoli e committente del Partenone da molti tuttavia ritenuto come causa prima della guerra. Ma incontreremo anche tanti vari personaggi della cultura greca, tutti ricostruiti nei loro tratti facciali e caratteriali così come li tramanda la tradizione letteraria: il silenico, riflessivo e indagatore Socrate, il biondo e voluttuoso Alcibiade, il goliardico Aristofane, i tragediografi Euripide e Sofocle e il calvo e progressista Ippocrate, solo per citarne alcuni. Molti di loro ci assegneranno delle missioni che ci permetteranno di conoscerli meglio, e di approfondire con maggior cura la storia di un periodo storico travagliato come i primi anni della guerra del Peloponneso. La storia di Alexios e Kassandra sembra incrociarsi alla perfezione, senza stridere troppo, alla storia della Grecia classica all’alba del più grande conflitto che coinvolse le pòleis greche. Nel complesso, la ricostruzione storica di un periodo spinoso e complicato come la guerra tra Atene e Sparta è semplicemente esemplare, dettagliata al punto giusto senza mai scadere nel becero nozionismo.

Archeologia di un videogame

Ah, quando c’era Pericle…

Ricostruire le varie pòleis e monumenti della Grecia classica è impossibile senza uno studio archeologico adeguato. Se la ricostruzione storica è pressappoco perfetta, quella archeologica è più che buona, ma forse un po’ troppo sommaria in alcune parti, a rigor di cronaca. Genericamente, all’interno dei templi e delle mura cittadine, le statue sono molto fantasy e irreali, con guerrieri loricati con lo scudo a destra (l’oplon, lo scudo oplitico, andava portato sempre sul braccio sinistro!) e gruppi statuari di divinità in lotta, in realtà assenti nel campionario iconografico classico. Soprattutto, dettaglio importante per i puristi dell’arte greca, sono poche, all’interno del gioco, le statue policrome. L’abitudine di immaginare le statue antiche come candide e marmoree è un’eredità neoclassicista dura a morire, basata sui ritrovamenti delle copie marmoree d’età romana, che fino agli inizi del XIX secolo erano ritenute originali greci. Un altro dettaglio poco storico è la presenza, in una delle città del gioco, della statua in bronzo del “Pugile a riposo” (anche detto Pugile delle Terme) di fattura forse lisippea, quindi forgiata quasi un secolo dopo l’anno in cui è ambientata la storia dei due protagonisti spartani.            
Già a partire dall’inizio della vicenda, nell’isola di Cefalonia, ci ritroveremo di fronte a una tanto colossale quanto improbabile statua in pietra raffigurante il dio Zeus. In seguito, nella nostra avventura, visiteremo il Santuario di Delfi, in cui però mancano i donari dei Sifni e degli Ateniesi (al loro posto troviamo una serie di tempietti anonimi) e anche la salita con le dediche al dio Apollo risulta fatta in modo molto generico, rimuovendo così l’esperienza dei fedeli richiedenti l’oracolo che prima di incontrare la Pizia dovevano attraversare la lunga rampa. Ad Atene, ci troveremo di fronte al Partenone (quando era tutto intero) in cui però mancano le metope con i vari cicli decorativi e il Fregio delle Panatenaiche, nonché i due fregi della nascita di Athena e la contesa di Athena e Poseidon per l’Attica (nel gioco sono state inserite quelle del dodékathlos del Tempio di Olimpia), mentre invece i Propilei all’ingresso dell’Acropoli sono stati ricostruiti in modo perfetto, con il colonnato dorico nella parte esterna e ionico in quella interna. Lodevole è anche la ricostruzione del santuario di Asclepio a Epidauro (che nel gioco è indicata genericamente come Argolide) sebbene, unica nota di demerito, il tempio consacrato al dio della medicina presenti una colonna in più nei lati lunghi (il tempio originale è esastilo con undici colonne nei lati lunghi, mentre nel gioco ne compaiono dodici). Anche il santuario di Demetra a Eleusi, sede dei riti misterici più importanti della Grecia, è stato riportato in maniera sufficientemente adeguata. Ma per soddisfare tutte le varie pignolerie (agli occhi di un videogiocatore che vuole farsi un’idea basilare sugli eventi salienti della guerra del Peloponneso queste sono solo pignolerie) forse non sarebbero bastati dieci giochi. In ogni caso, una passeggiatina nei luoghi in cui vissero i nostri antenati ellenici, tra una missione e una carneficina, non ci può che far bene…              
L’equipaggiamento bellico che potremo equipaggiare è invece misto: accanto ad armi e armature fatte benissimo e archeologicamente riscontrabili (linothorakes, kopis, elmi corinzi, aspides, dora e schinieri) troviamo armamenti molto fantasiosi, forse più degni di un film hollywoodiano, quali mazze medievali, elmi chiusi, asce a due mani e bastoni, inseriti nel gioco per incontrare i gusti di ogni genere di gamer.  Altre particolarità forse un po’ trash o tamarre sono due abilità che possiamo conferire al nostro protagonista: la prima è il Calcio di Sparta, dove il riferimento al film “300” di Zack Snyder è fin troppo palese (Alexios e Kassandra, ricordiamolo, sono nipoti di Leonida!) che permetterà al nostro personaggio di poter scagliare a metri e metri di distanza un nostro nemico solo con una vigorosa pedata tra il petto e lo stomaco. L’altra è il Rompi Scudo, abilità che, una volta attivata, permette al nostro giocatore di poter strappare lo scudo dalle mani del nemico per poterglielo lanciare in testa a mo’ di frisbee. Gesto poco probabile per due motivi: in primo luogo, l’oplon, lo scudo dell’oplita appunto, pesava più di dieci chili (anche quindici, a volte) e inoltre era legato al braccio del soldato tramite un sistema di bracciali o cinghie. Un po’ un’americanata, c’è da dire…
Ma a parte qualche piccola parentesi, c’è da ribadire nuovamente che la ricostruzione archeologica è decisamente più che buona, ogni pòlis è ricostruita bene nella sua topografia e tra una città e l’altra avremo il piacere di correre, camminare o galoppare attraverso i tipici vigneti e uliveti della macchia greca.

Eppure, sono abbastanza sicuro di averla già vista da qualche parte una scena simile…

Tra mito e storia…

I puristi della storia potranno storcere il naso, mentre per altri tale particolarità può destare meraviglia, ma in Assassin’s Creed: Odyssey ci sono numerosi riferimenti alla mitologia greca, forse la più importante nella memoria culturale collettiva occidentale. In alcuni casi, infatti, potremo visitare luoghi di memoria mitica, come ad esempio la leggendaria reggia di Ulisse a Itaca, o addirittura indossare armature  o brandire armi appartenute a personaggi del mito quali Achille, Perseo, Giasone o Penelope. Ma soprattutto, tra i nostri nemici avremo anche alcune tra le più feroci creature del mito greco, dalla Gorgone Medusa al Cinghiale di Erimanto, e dal Leone di Nemea al Minotauro di Creta. Come se combattere tra Ateniesi e Spartani non fosse già abbastanza…

Riusciranno la maieutica, il “So di non sapere” e il “Conosci te stesso” di Socrate a irretire il nostro misthios sempre pronto a menar le mani?

In sintesi

Tra missioni al cardiopalma, battaglie epiche, storie con entusiasmanti colpi di scena e passeggiate archeologiche, Assassin’s Creed: Odyssey non delude i fan della saga degli assassini che da anni aspettavano un capitolo della serie ambientato nel mondo antico, e il fascino della civiltà classica rivive in tutto il suo splendore in un videogame che si fa giocare molto volentieri. Una piacevole lezione di storia… interattiva.

                                                                                                                                                                                                  Michele Porcaro