IL NUOVO PROGETTO INCASSA L’OK DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI REGIONALE MA SONO ANCORA MOLTI GLI INTERROGATIVI ATTORNO ALLA COSTRUZIONE DELLA NUOVA CASA DELLA SOCIETÀ GIALLOROSSA. VIABILITÀ E TRASPORTI I NODI DA SCIOGLIERE. A BREVE LA VARIANTE AL PIANO REGOLATORE

 

Roma – Agosto 2020. Forse in occasione dell’inizio del campionato o per la presentazione della squadra. Tutti suoi nuovi spalti a tifare la Magica.

Potrebbe essere questa la data giusta per l’inaugurazione del nuovo stadio della AS Roma. Potrebbe se tutto filerà liscio in sede di iter politico-amministrativo.

Dopo l’ok al progetto giunto dalla conferenza dei servizi della Regione ed in concomitanza con il successo della squadra di Di Francesco in Champions League, resta (si fa per dire) il passaggio in consiglio comunale per la variante al piano regolatore e non è cosa da poco anche se la maggioranza dell’Aula è più che compatta. Effettuato questo passaggio (entro Natale?) dovranno essere siglate con i proponenti le convenzioni urbanistiche che riguardano la zona di Tor di Valle.

Alla fine tutto superato, tutti d’accordo, nessuna ostativa, nessun impedimento; archiviato anche quello della tutela delle tribune del vecchio ippodromo. Persino i comitati che contestavano la colata di cemento e persino le associazioni ambientaliste che poca voce hanno in capitolo.

 

D’accordo Stato, Regione, Città Metropolitana, Comune che insieme hanno dato il via libera all’operazione.

Un entusiasmo che come al solito si manifesta subito con un tweet, nell’occasione del sindaco Virginia Raggi che ha anticipato il comunicato stampa ufficiale del Campidoglio. Non è la prima volta che accade ma tanto si può togliere e rimettere! “Grande risultato per la città – cinguetta – . Ok a progetto innovativo e moderno: meno cemento e più verde. Impulso per nuovi posti di lavoro”.

La prima pietra? In primavera con ogni probabilità.

 

I COMMENTI

Nicola Zingaretti, presidente uscente della Regione ha parlato di “giornata importante per lo sport, la Capitale e i tifosi”. Soddisfatto il ministro dello sport Luca Lotti: “Una buona notizia e la conferma che il nostro Paese è in grado di attrarre investimenti”. Il più felice è il presidente della Roma, James Pallotta: “Il nostro progetto rappresenterà un elemento di crescita per la città». Critica Legambiente: «Soldi pubblici per un diluvio di cemento”.

Al punto di svolta si è arrivati non senza difficoltà, dopo la revisione del piano: cubature dimezzate per ridurre l’impatto ambientale con conseguente taglio ai fondi privati per le infrastrutture. I contraccolpi si sono sentiti anche dentro la maggioranza M5S con le dimissioni dell’ex assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini e la sospensione della consigliera dissidente Cristina Grancio. Ma all’ennesima battuta d’arresto è intervenuto il ministro dello Sport che, d’intesa con ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha sbloccato la situazione: “lo Stato è pronto a finanziare il ponte di Traiano, ritenuto fondamentale per la viabilità”.

Il capogruppo capitolino del Movimento 5 Stelle Paolo Ferrara all’indomani dell’annuncio ha commentato: “ Oggi è veramente una bella giornata, perché Roma avrà il suo stadio. Uno stadio fatto bene, che ha previsto un iter importante. Abbiamo voluto dare un segnale alla città cambiando il progetto. Siamo orgogliosi di aver raggiunto un obiettivo importante come questo. Manca ancora qualche passaggio, ma è un progetto voluto da tutti e non ci sarà nessun problema. Siamo in dirittura d’arrivo. Ci saranno quattromila posti di lavoro, ci saranno teatri e musei e posti di divertimento. Il trenino da Ostia a Roma sarà nuovo, e questo ci inorgoglisce”.

 

Ecco, “la questione”, la madre di tutti i problemi è questa. Perché se i privati si dicono pronti ad iniziare i lavori in primavera e a finirli dopo due anni ci si chiede cosa ne è delle infrastrutture, degli accessi viari, del trasporto dei tifosi con i mezzi pubblici.

Il rischio che si inizi a giocare nel nuovo stadio ma che non ci siano i servizi è molto alto.

Abbiamo chiesto di investire 50 milioni di euro, di mettere più treni – dice ancora Ferrara – Arriveranno treni nuovi comprati dal proponente, perché il Comune non sborserà un centesimo per il progetto”.

Due anni sono pochi, volano via, c’è da augurarsi che siano già state individuate le ditte dalle quali acquistare i convogli e che siano state avanzate le commesse, ma abbiamo qualche dubbio.

 

Tanto ottimismo coinvolge anche il dipartimento all’Urbanistica che è in grado di stilare un crono programma degli interventi. Prima di tutto dovrà essere ottenuta la “deperimetrazione” delle aree ritenute a rischio dal Piano di Assetto Idraulico dell’area. Quindi i proponenti e cioè la Roma, dovranno realizzare le opere di messa in sicurezza del Vallerano e di mitigazione dell’area di Tor di Valle.

Secondo punto: dovrà essere inserita nella convenzione urbanistica la possibilità che almeno due parcheggi pubblici “siano gestiti direttamente dalla società proprietaria dello Stadio, riversando integralmente i relativi introiti” al comune. Il Dipartimento Trasporti, invece, ha fatto propria una relazione di Roma Servizi per la Mobilità che avalla gli studi sul traffico nella zona presentati dai proponenti.

 

Non serve certo una simulazione o studi particolari per vedere la reale situazione viaria su via Ostiense e sul Raccordo anulare all’altezza di Tor di Valle.

Ormai si gioca tutti i giorni, dal lunedì alla domenica ed in qualsiasi orario.

Prendiamo ad esempio una partita di campionato che si giochi nei giorni feriali alle 20.30 (ormai la Roma gioca quasi sempre di sera) bene, i tifosi si avviano anche a partire dalle 17 e quindi in concomitanza con il flusso di pendolari che tornano dal lavoro ad Acilia, Ostia Antica ed Ostia.

Non serve un genio per comprendere e purtroppo non ci si può rivolgere ad un mago per risolvere.

La questione ponte di Traiano e ponte dei Congressi poi sono in alto mare anche se lo Stato promette più risorse economiche per la realizzazione del nuovo svincolo Parco de’ Medici “qualora si dovesse presentare una maggiore esigenza di mobilità nell’area”.

Con il progetto bis, rivisto dalla giunta Raggi con un netto taglio delle cubature, oltre alle tre torri di Libeskind è infatti scomparso anche il ponte di Traiano. A realizzare l’attraversamento che collegherà il Colosseo contemporaneo disegnato dall’architetto Dan Meis alla Roma-Fiumicino dovrebbe essere lo Stato. Il titolare del Mit ne è sicuro: “Abbiamo messo 23 miliardi nel contratto di programma con l’Anas, che dal primo gennaio 2018 vedrà anche l’integrazione con Fs – ha spiegato il ministro – non vedo difficoltà a trovare i fondi”.

Tra business park e impianti sportivi, stadio incluso, l’intervento peserà per 212mila metri quadri edificabili.

È l’occasione per dire che le cose sono cambiate.