Editoriali

SOUL SURFER, UN FILM DA NON PERDERE

Non di rado la vita appare complicata, difficile, con ostacoli troppo alti per poter essere superati. L’essere umano però ha una capacità incredibile: quella di crescere grazie alle avversità che gli si presentano. Come direbbe il dott. Abraham J. Twersky, rabbino e psichiatra: le avversità stanno all’uomo come il guscio sta all’aragosta. La sofferenza come un trampolino per raggiungere nuove vette, la sofferenza come porta attraverso la quale allontanare le cose che non vanno bene e, così, crescere, riuscendo a non arrendersi al dolore. Questo è un po’ quello che è stato per Bethany Hamilton, surfista statunitense che nel 2003, all’età di soli 13 anni, durante una giornata di surf con la sua migliore amica Alana Blanchard e il padre e il fratello di Alana, è stata privata del braccio sinistro a causa di un attacco di uno squalo.

La ferita derivata dall’attacco le fece perdere più del 60% di sangue, ma le cure tempestive e una gran dose di fortuna e di fede le permisero di sopravvivere. Una surfista senza un braccio, però, si direbbe impossibilitata a continuare a praticare, ma così non è stato. L’amore per il surf ed il mare, una tavola e una maniglia con la quale alzarsi bastarono a riportare Bethany nei vari spot, a giocare con le onde e a combattere contro i wipeout, incurante dei grossi predatori del mare che già le avevano dato un assaggio di ciò che possono fare. Nel 2005, addirittura, prese parte ad una competizione ufficiale e nel 2015, nonostante incinta, ancora la si poteva trovare a cavalcare le onde.

Soul Surfer, film del 2011 di Sean McNamara racconta la splendida storia di questa ragazza, esempio virtuoso della forza dell’essere umano, capace di trasformare una vera e propria tragedia in un insegnamento per tutti. Un modello da seguire quindi, e uno splendido film da non perdere.

Federico Molfese

Tags

Federico Molfese

Laureato in Relazioni internazionali presso l’Università di Roma La Sapienza, ha approfondito i suoi studi seguendo un master in Mediazione interculturale e interreligiosa presso l’Accademia di Scienze Umane e Sociali di Roma. Appassionato di geopolitica e attento a temi quali diritti umani, dialogo nelle sue più svariate forme, fondamentalismi e metodi per la risoluzione dei conflitti, ha svolto diverse conferenze presso alcuni istituti scolastici di Roma. Attraverso un periodo di stage presso l’Onlus “InMigrazione”, nel campo dell’accoglienza dei migranti in territorio nazionale, ha potuto ulteriormente approfondire la sua conoscenza riguardo il rapporto che intercorre tra lo Stato italiano, l’Unione Europea ed il fenomeno migratorio. Per diletto si interessa allo studio delle religioni e della simbologia sacra, nonché all’insegnamento di diverse discipline marziali. Ama storie fantasy di autori come Tolkien, Michaele Ende, Jule Verne e Stevenson e nutre una grande passione per la scrittura.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close