Storie dal Mondo

Nuovo attacco a BLM, “sono degli anarchici non dei manifestanti”

Il presidente americano non smette di scagliarsi contro l'organizzazione che a suo dire punterebbe alla distruzione della "famiglia nucleare"

Venerdì scorso ad Atlanta (Georgia, USA), nel corso della campagna di eventi “Blacks for Trump”, l’attuale presidente degli Stati Uniti ha scagliato un nuovo attacco contro Black Lives Matters (BLM). L’organizzazione sarebbe infatti colpevole di mirare alla “distruzione della famiglia nucleare, l’abolizione della polizia, l’abolizione delle carceri, abolizione della sicurezza di confine, abolizione del capitalismo, abolizione della scelta delle scuole”. Nessuno di questi obiettivi è tuttavia menzionato nel sito ufficiale dell’organizzazione dal cui portale è stata, inoltre, recentemente rimossa la sezione “What We Believe”. La pagina è però ancora accessibile tramite archive.org. Tra gli scopi elencati da Donald Trump, l’unico ad avere un’effettiva collocazione tra quelli di BLM è la molto discussa eliminazione della “famiglia nucleare” in favore di un concetto di famiglia più inclusivo. A questo si somma, inoltre, la lotta non per l’abolizione e né per una riforma ma per il definanziamento della polizia di stato.

Non è la prima volta in cui il presidente repubblicano muove accuse nei confronti di BLM. Il 25 maggio, con la morte di George Floyd causata dalla polizia di Minneapolis e divenuta in breve tempo virale sul web, è una data destinata a segnare la storia americana. L’ondata di proteste, che presto ha superato i confini del nuovo continente con un’onda d’urto su tutto il mondo, ha dato risonanza alla profonda frattura che segna da sempre la società americana. Gli episodi di violenza, esplosi dall’emersione della rabbia che carsicamente è stata accumulata negli anni, sono stati strumentalizzati per gettare cattiva luce sull’organizzazione no profit. Il 30 giugno, Trump ha definito il murale di BLM a sulla Fifth Avenue di New York un “simbolo di violenza“. L’8 settembre, ha affermato che gli attivisti di BLM sono “anarchici, non manifestanti”, definendoli inoltre su Twitter “delinquenti”. Il pugno di ferro del presidente degli USA rischia di essere un gioco davvero pericoloso. Le etichette affibbiate ai manifestanti si riversano infatti su buona parte della popolazione americana. Secondo un sondaggio condotto dal Pew Research Center a giugno, due terzi degli americani, incluso un 60% di cittadini bianchi, supportano il movimento BLM.

“Black Lives Matters” è divenuto lo slogan primario delle proteste iniziate a marzo, superando i confini stessi dell’organizzazione non profit per divenire il nome di un movimento più vasto, inclusivo di espressioni di opposizione spontanee e non ufficialmente coordinate dall’associazione stessa. La Black Lives Matter Global Network Foundation è una organizzazione per i diritti civili attiva negli Stati Uniti, in Canada e in Regno Unito. È stata fondata come un movimento online (grazie all’ashtag #BlackLivesMatter sui social media) da tre membri della comunità nera americana – Patrisse Khan-Cullors, Alicia Garza e Opal Tometi – tra il 2012 e il 2013, a seguito alla morte di Trayvon Martin, un disarmato teenager americano, a Sanford in Florida. L’obiettivo primario di BLM è combattere la violenza della polizia sulla società afroamericana. Solo dal 2015, registra l’osservatorio Fatal Force del The Washington Post, negli USA sono stati più di 5mila i civili morti a causa di colpi sparati da poliziotti in servizio. Più di mille da gennaio ad oggi. I neri sono circa il 13% della popolazione americana, eppure il loro tasso di mortalità a causa della polizia è più del doppio dei bianchi.

Contro questa drammatica situazione, BLM non chiede di certo l’abolizione delle forze dell’ordine, riconosciute come un elemento fondamentale della società americana. La proposta di BLM è di impiegare diversamente l’introito delle tasse investendo non sulla polizia, ma su servizi incentrati sulla persona. Al fronte di una condizione in cui lo storico impiego di fondi pubblici nella militarizzazione delle forze dell’ordine non è stato fino ad oggi utile a creare una condizione di pace sociale, emerge, secondo l’organizzazione non profit, la necessità di lavorare direttamente sul tessuto sociale investendo sulla scuola, sulla salute mentale, sulle pari opportunità puntando dunque a strategie di riduzione del danno. Ben oltre, dunque, una concezione anarchia di assenza dello Stato, BLM mira ad una sua riforma totale secondo un’ottica sociale. Negli USA, Il peso dell’organizzazione e delle sue proposte rivoluzionarie va via via aumentando. Le reazioni di Donald Trump alle sue azioni assumono di giorno in giorno un peso più importante nell’ottica delle vicine elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

Serena Mauriello

Dopo aver insegnato lettere nelle scuole superiori, Serena Mauriello è attualmente dottoranda in Italianistica presso l'Università la Sapienza di Roma. Suoi contributi sono stati pubblicati su importanti riviste specialistiche come Rivista di Studi Italiani o Bollettino di Studi di Italianistica. Ha partecipato attivamente a convegni e seminari sul Medioevo italiano. Nel ambito del giornalismo, scrive principalmente di cultura e società.

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