È stato presentato oggi al Maxxi – museo nazionale delle arti del XXI secolo, il docufilm ‘SOLDATI D’ITALIA – viaggio nelle missioni militari internazionali’ del regista Andrea Salvadore. Il documentario è stato presentato da RAI Italia per la tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma allo scopo di portare l’attenzione sulla componente umana delle truppe italiane impiegate all’estero. 

Come dichiarato dal Direttore di Rai Italia, Marco Giudici; ‘è mancata sinora un’opera che arrivasse nella forma del racconto documentaristico immersivo, diverso non solo dall’approccio cronistico ma anche dal reportage giornalistico’.

Il documentario, edito in italiano e in inglese, fornisce uno spaccato di vita quotidiana di quelli che, lo stesso Direttore Rai, definisce ‘italiani nel mondo’, riferendosi a tutti i connazionali impiegati ‘fuori casa’ per motivi diversi. 

Molte le immagini e le testimonianze raccolte. Il documentario, presentato in data odierna, è un’anteprima della struttura completa del lavoro del regista Salvadore; il ciclo completo si compone di 6 documentari da 40/50 minuti ciascuno. Gli episodi andranno in onda con cadenza settimanale a partire dal 3 novembre, sono monografici e raccontano le missioni suddivise per teatri operativi: Kosovo, Libano, Afghanistan, Iraq, Kuwait e Gibuti.

‘Questi soldati italiani sono la nostra carta d’identità nel mondo, la fotografia e anche lo specchio di quello che siamo’ – ha affermato il regista – ma chi sono questi soldati che proteggono i nostri confini partecipando alle missioni con le Forze Armate alleate? I soldati italiani sono per definizione truppe scelte. Innanzitutto perché scelgono di farne parte volontariamente. Scelgono di fare una vita che consente di condurre a noi un’esistenza più tranquilla.’

Ad assistere alla presentazione, tra le autorità, era presente l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe CAVO DRAGONE –  ‘il denominare comune che abbiamo visto in questi schetch che toccano tutto il nostro mondo, è dato dal binomio di due fattori vincenti; professionalità ed entusiasmo. Questo binomio, insieme alla capacità che ha il soldato italiano di porsi ed interagire con realtà, culture e tradizioni lontane e diverse dalle nostre, rende tutto molto naturale. Questo deriva dal nostro DNA mediterraneo e dall’essere determinati e professionali’.

Alle parole dell’Ammiraglio sono seguite quelle, colme di orgoglio ed emozione, del Presidente di Rai Italia Marcello FOA – ‘è un’Italia di cui essere orgogliosi. L’intensità umana, l’umanità e la partecipazione al senso della missione,  sono di aiuto alle popolazioni che, mano a mano, si sono susseguite nelle varie operazioni. La Divisa ha un fascino particolare, incute rispetto, attrazione ma anche timore, invece qui si sono visti ‘gli uomini’ e ‘le donne’ e, permettetemi di dire: che uomini e che donne! Il vostro impegno è encomiabile, da parte mia non posso che esprimere ammirazione e riconoscenza’.

A conclusione della presentazione è stato il regista a raccontare e concludere con un episodio relativo al suo servizio di leva – ‘a quei tempi i colleghi mi chiamavano professore e mi chiedevano di scrivere, per loro, una lettera alla mamma o alla fidanzata perché il tasso di analfabetismo era enorme, era un’altra era geologica, oggi non è così! Il nostro racconto è stato fatto in grande economia con 4/5 persone. Quando arrivavamo in base c’era già una sorta di programma tracciato ma, se capitava che sentissimo ridere o piangere qualcuno, chiedevamo di deviare da quella linea tracciata per intervistare e parlare con quelle persone e, grazie all’intelligenza di chi ci ha supportati, siamo riusciti a realizzare ciò che avete visto  e non un documentario ‘impalancato’, troppo ufficiale…è un racconto e non un’inchiesta, le guerre moderne non finiscono, lo dicono i teorici dell’argomento, perché lasciano scie di rifugiati, di terroristi e suicidi. Non finiscono mai, lo abbiamo visto questa settimana con l’attentato in Afghanistan…’

Il docufilm rappresenta il primo vero racconto immersivo nella vita dei soldati. A prescindere delle grandi reti, la sfida di ‘SOLDATI D’ITALIA’ è quella di uscire dagli schemi imposti da audience e ascolti, di non aver vincoli, ma cogliere il tutto come un’opportunità.

 

Maria Perillo