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Siria,Tabqa riapre l’ospedale un tempo caserma militare di Daesh

L’Isis in Siria ha perso non solo tra i campi di battaglia, ma tra la gente, quelli che un tempo erano gli edifici del terrore ora sono un motivo di rinascita per la popolazione.

E’ stata inaugurata la nuova struttura ospedaliera a Tabqa, ex roccaforte dello Stato Islamico. Prima della liberazione dalle forze curdo-siriane, l’edificio era stato occupato dai miliziani dell’Isis, usato come caserma militare e al momento della fuga  devastato con atti di vandalici e furti di materiale sanitario.

Uno dei momenti più suggestivi è stata la cerimonia di inaugurazione,  iniziata con un minuto di silenzio in memoria delle anime degli shahid, i martiri del Daesh. Grandi gli sforzi fatti,  più di tre mesi di lavoro senza soste, fondamentale l’apporto di molti cittadini che sin sono resi disponibili per velocizzare l’apertura dell’ospedale. Il “National Hospital” è nuovamente al servizio dei residenti della regione, l’amministrazione civile democratica di Tabqa alla presenza  di membri del Consiglio Civile e  medici ha finalmente riaperto la “porta della speranza”.
Ibrahim, infermiera e membro della Presidenza Commissione per la salute, ha pronunciato il discorso di apertura a nome delle istituzioni della città che si sono impegnate alla rinascita della struttura,  i rappresentanti istituzionali hanno ringraziato tutti coloro hanno contribuito alla ristrutturazione dell’ospedale e hanno confermato che il nosocomio aprirà le sue porte a tutte le persone che necessitano di cure.
Nei prossimi giorni l’ospedale sarà dotato di tutte le attrezzature mediche necessarie per rendere fruibili al 100% i suoi reparti. La struttura sanitaria sarà polifunzionale e comprenderà molte specialità come terapia intensiva, neurologia, oftalmologia,  nefrologia,  medicina interna,  pediatria ed una sezione femminile.
A conclusione dell’evento la madre di uno degli shahid della città, ha tagliato il nastro ed aperto e varcato per prima la porta d’ingresso, dando la possibilità ai cittadini di visitare tutti i reparti ospedalieri. L’incubo dell’Isis smette di far paura. Seppur incredula, scossa, affannata, la gente di Tabqa si affretta a dimenticare le barbarie commesse dalla Stato islamico. E’ arrivato il momento di stringersi e affrontare le tante sfide tutti insieme.

foto (SDF)

Pierluigi Bussi

Pierluigi Bussi è giornalista dal 2003 e inviato in zone di guerra e all'estero. E’ stato, tre gli altri paesi in Afghanistan e Tunisia. Si è laureato in Relazioni Internazionali presso L’Università La Sapienza di Roma con approfondimenti sui conflitti nel Corno d’Africa e Medio Oriente. Da anni segue le sorti politiche e sociali afgane. Tra i vari ruoli ricoperti è stato capo redattore del mensile Europe Today, ha collaborato con i quotidiani Pubblico, Roma News, Il Mezzogiorno d’Italia, con approfondimenti in materia di politica estera. Ha scritto, inoltre, per Storia in Network. Attualmente collabora con La Stampa.

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