L’IDIOTA INIZIATIVA DI ALCUNI PSEUDO TIFOSI CHE SI DEFINISCONO “STUPITI DA TUTTO QUESTO CLAMORE MEDIATICO” E CONVINTI CHE “TUTTO DEBBA RIMANERE NELL’AMBITO DEL NULLA, CIRCOSCRITTO A UN CONTESTO SPORTIVO ANIMATO DA SCERNO, SFOTTO’ E GOLIARDIA”

Roma – C’era una volta il tifo becero. Quello che portò alla netta separazione delle tifoserie all’interno degli stadi.
E c’era il tifo “drogato” dallo spaccio nelle curve e poi ancora quello delle coltellate.
Siamo sempre stati convinti che al di là delle singole situazioni, dietro molte di queste esasperate manifestazioni “contro”, ci fosse anche un fondo di ignoranza e di voglia di far parlare di sé. Poi sono arrivati i cori razzisti e i “bu bu” e a nulla sono serviti i provvedimenti presi nei confronti delle tifoserie. Oggi la voglia di sentir parlare di sé è acuita dai social che giocano una parte importante in tutte le vicende e che fanno da cassa di risonanza soprattutto nei casi estremi come questo accaduto allo stadio Olimpico di Roma.

Il nuovo exploit è l’immagine sorridente di una ragazzina suo malgrado diventata una icona per essere stata trucidata dai nazisti assieme alla sua famiglia, ridotta ad adesivi e con la maglia della Roma come a dire “romanisti ebrei”.
Che senso ha tutto questo se non il cercare visibilità e quel far parlare di sé a tutti i costi? Che senso ha identificare i romanisti in ebrei, popolari e di sinistra e i laziali snob e di destra?
Eppure c’è chi cavalca ancora queste assurde divisioni esattamente come le cavalcava chi, nella storia, ha compiuto genocidi: dai Crociati ai coloni inglesi, dagli zar a Hitler, a Pinochet fino ai dittatori che ancora oggi sono potatori del male.
La levata di scudi che ci aspettiamo e che dovrebbe coinvolgere buona parte della Capitale calcistica, magari proprio allo stadio Olimpico in occasione della partita infrasettimanale di campionato, è quella del “Siamo tutti Anna Frank”, così come fu per l’attentato alla redazione del periodico satirico Charlie Ebdo.

In quel caso con “siamo tutti Charlie Ebdo” in molti non sapevano nemmeno per cosa realmente si stesse manifestando. In questo caso invece tutti sanno cosa è stato il nazismo ed in proposito, una volta individuati i responsabili di questa idiota iniziativa, abbiamo una proposta.
Un bel viaggio ad Auschwitz e Birkenau dove l’uomo o quell’insieme di ossa e carne che sono stati i nazisti, hanno dato il peggio del peggio. Dove l’odore acre dopo la visita in quelle che in uno speciale definimmo “mangiatoie”, te lo porti dentro tutta la vita. Dove guardi il filo spinato e vedi i corpi a brandelli di quanti scelsero di morire così e non nelle camere a gas.

Simbolico il gesto del presidente laziale Lotito in visita alla Sinagoga romana ma non basta purtroppo a cancellare quanto ormai fatto. Lotito piuttosto iniziasse ad organizzare viaggi nei campi di concentramento con i tifosi.
Peggio ancora il commento degli “irriducibili” lanciato all’Ansa per ridimensionare la cosa: “stupiti da tutto questo clamore mediatico” e convinti che “tutto debba rimanere nell’ambito del nulla, circoscritto a un contesto sportivo animato da scherno, sfottò e goliardia. Esistono – aggiungono – altri casi che secondo noi meriterebbero aperture dei tg e ampie pagine di giornali”.
Contesto sportivo, scherno, sfottò e goliardia?! Siete proprio “irriducibili” ed in proposito, i laziali, quelli veri dovrebbero essere i primi a dissociarsi da tutto questo.
Perché davanti al male e al dolore non ci sono colori che tengono.
Quindi “siamo tutti Anna Frank”.

 

Emanuela Sirchia