If you disrespect prostitutes, you disrespect all women

 

Amsterdam- Quando si pensa ad Amsterdam, le prime cose che vengono in mente sono la cannabis e le prostitute. Ma Amsterdam è molto di più, è una città magica sotto molto punti di vista. Io ho deciso di iniziare il nuovo anno in bellezza concedendomi una vacanza proprio in questa città unica. Tutto è stato fantastico tra le bellissime vedute dei canali, il mio ristorante preferito in Chinatown, il milkshake al gusto Oreo al Coffeeshop Greenhouse in Haarlemmerstraat e anche il Red District.
A proposito di Red District la prima volta che sono stata ad Amsterdam sono rimasta incuriosita da queste belle e meno belle donne e transessuali in vetrina, sempre sorridenti. Ricordo che il mio primo pensiero guardando tutte queste finestre illuminate di luce rossa fu “Chissà cosa provano”.
In questo 2017, passeggiando di nuovo davanti ad alcune nuove e alcune già viste donne sotto la luce rossa, ho sentito molte persone condividere con gli amici il loro pensiero su queste ragazze. Che a commentare fosse un uomo o una donna, non mi sono mai trovata d’accordo e contenta di ciò che sentivo. E così eccomi qui a scrivere sulla prostituzione nel Red District sperando che anche i più bigotti mi leggano.
Dal 1830, nei Paesi Bassi, la prostituzione è legale. Fino al 1980 è stata in vigore una legge (risalente al 1911), che vietava di approfittarsi delle prostitute, in pratica una legge contro le persone che sfruttavano le prostitute. In realtà la legge è stata applicata raramente e le lavoratrici del sesso non sono mai state protette come si potesse pensare. Nel 1988, la prostituzione è stata riconosciuta una professione legale e la nuova legge introdotta nell’ottobre del 2000 ne ha confermato la legalità , ed ha sottoposto la prostituzione a regolamenti comunali circa l’organizzazione e la pratica del business. Le autorità provano a regolare la prostituzione, che mira alla tutela dei minori, eliminando la prostituzione forzata e la lotta contro i nuovi fenomeni di tratta di esseri umani. Ad oggi, qualsiasi business del sesso deve ottenere dal comune una licenza, per certificare di aver soddisfatto i requisiti legali per operare. Dal 2000 quindi, le prostitute sono identificate come lavoratori indipendenti che devono essere registrate alla camera di commercio e pagare legalmente l’imposta sul reddito. Dopo la legge del 2000, il governo olandese ha eliminato il divieto sulle case chiuse cercando di dare ai lavoratoti più autonomia sulla loro professione, riducendo così l’attività criminale e migliorando le loro condizioni di lavoro.

Il lavoro più antico del mondo è legale e regolamentato. E’ un lavoro come il tuo ed il mio, ma con altre mansioni.

Il lavoro più antico del mondo è legale e regolamentato. E’ un lavoro come il tuo ed il mio, ma con altre mansioni.

 

Oudezijds Achterburgwal, la strada principale nel quartiere a luci rosse della città, in cui i piaceri sessuali sono raggiungibili facilmente e in modo esplicito, è un mondo sconosciuto ai più. Ci sono approssimativamente 20,000 prostitute per le strade dei Paesi Bassi, di queste il 40 percento circa lavora ad Amsterdam ed il 5% lavorano nelle 370 finestre o in sex club. Parlando con le persone che lavorano nei pub intorno alla zona a luci rosse, sono venuta a conoscenza di cose che non sapevo: le ragazze chiedono 50 euro per un basico rapporto sessuale, qualunque cosa aggiunta a questa verrà pagata extra. Tutto viene deciso all’inizio dell’incontro e un contratto tra le due parti viene accordato e se il cliente esce fuori dalle righe la vigilanza lo prende senza mutande e lo butta, a volte, nel canale.
Se alle lavoratrici non piace la vostra faccia, vi dice no e sbatte la porta. Molte di loro hanno due lavori, alcune amano il mestiere e altre devono farlo per aiutare la famiglia lontana o per aiutare se stesse perché senza famiglia. Le ho viste gridare contro ragazzi perché non capaci di essere educati, le ho viste difendere se stesse con le unghie e con i denti ma le ho anche viste ridere tra loro quando il cliente che le guardava da fuori quella finestra non era un idiota ma un gentil ragazzo in cerca di sesso.
Riconoscere legalmente la professione è una cosa, mentre una cosa completamente diversa è accettare la prostituzione in un contesto sociale. Non dobbiamo dimenticare i diritti delle persone che scelgono di esercitare questo lavoro perché sono persone come me e te.
Quando la prostituzione è legalmente accettata come un lavoro con contratti, stipendio e tasse da pagare, la società dovrebbe riflettere questa accettazione ritrovata.

Il rispetto sembra venire a mancare sempre di più nella piccole cose, ma almeno in quelle grandi, cerchiamo di essere all’altezza dell’evoluzione della società. Cerchiamo di non gridare porcate a delle donne che lavorano almeno otto ore al giorno, avendo a che fare con clienti avari e vogliosi e che devono sempre avere una guardia del corpo nella porta sul retro.