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Separatismo religioso in Francia: ok dall’Assemblea nazionale

La legge si pone come obiettivo di limitare l'integralismo islamico. Macron è accusato però di derive destrorse e la sua maggioranza si è spaccata

Il 16 gennaio, l’Assemblea Nazionale francese ha approvato la discussa legge sul séparatisme. Obiettivo della proposta, che a marzo dovrà passare al vaglio del Senato, è aumentare il controllo da parte dello Stato su associazioni, istituti religiosi e luoghi di culto che promuovono “teorie o idee” in favore di “odio e violenza”. Seppure il testo legislativo sia stato concepito in termini neutri, è ben chiaro quanto l’intero processo sia rivolto alle più tossiche derive integraliste dell’Islam. Dal 2012 ad oggi, in Francia 263 persone sono state uccise in 18 attacchi terroristici di matrice islamica lasciando una ferita viva nell’intera società.

La legge è stata fortemente voluta e promossa dal presidente Emmanuel Macron. L’esito della prima votazione è di 347 voti favorevoli, 151 contrari e 65 astensioni. Il disegno è stato avviato lo scorso settembre. L’attenzione sul tema si è riaccesa a ottobre a seguito di due brutali eventi: l’accoltellamento di due persone da parte di un integralista islamico di origine pakistana nell’anniversario della tragica strage di Charlie Hebo (2015), la decapitazione dell’insegnate Samuel Paty a opera di un giovane ceceno. Il termine “separatismo”, coniato ad hoc in questa discussione, indica l’atteggiamento di coloro che vivono separatamente dal resto della società, poiché per eccessivo vigore religioso sono contrari ai valori laici della democrazia francese. Nel caso in cui entrasse in vigore, la legge mirerebbe quindi ad impedire la creazione di un gap tra società laica e religiosa.

I punti cardine del disegno sono: il riconoscimento del reato di diffusione dell’odio online, che potrebbe essere punito fino a 3 anni di reclusione e una multa di 45mila euro; neutralità religiosa delle forze dell’ordine; reclusione fino a 5 anni e una multa di 75mila euro per chiunque minacci, violi o intimidisca un funzionario eletto o un agente di pubblico servizio; inquadramento degli insegnamenti all’interno del nucleo familiare; un più forte controllo delle associazioni religiose e dei lori bilanci economici; una maggiore trasparenza dei luoghi di culto; divieto per gli operatori sanitari di redigere “certificati di verginità” (a rischio detenzione fino a un anno e 15mila euro di ammenda), rafforzamento dei divieti relativi alla poligamia, maggior controllo sui matrimoni per evitare le unioni coniugali forzate.

Il 30 marzo prossimo il testo provvisorio approderà in Senato. Nel caso di una sua approvazione, entrerebbe in vigore prima dell’estate. Macron non è appoggiato dall’intera maggioranza, spaccata tra i favorevoli e coloro che leggono nel disegno un attacco troppo forte all’Islam in senso lato, anziché una stretta sulle sue derive violente. Mentre l’appoggio dell’universo accademico sembra svanire, la sinistra francese si domanda se il Presidente-filosofo sia finito ormai nella trappola dell’estrema destra e non mancano le reazioni negative da parte della comunità musulmana.

Serena Mauriello

Dopo aver insegnato lettere nelle scuole superiori, Serena Mauriello è attualmente dottoranda in Italianistica presso l'Università la Sapienza di Roma. Suoi contributi sono stati pubblicati su importanti riviste specialistiche come Rivista di Studi Italiani o Bollettino di Studi di Italianistica. Ha partecipato attivamente a convegni e seminari sul Medioevo italiano. Nel ambito del giornalismo, scrive principalmente di cultura e società.

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