Roma- Presiedo ancora una volta a quella parata. 
Indosso come ho indossato ed indosserò una semplice mimetica, porta un Nome ed un piccolo “Grande Grado”!!

È semplice, ma l’Italia ama la “semplicità”, l’Italia “conosce” e riconosce quel Nome.

Sfrecciano le frecce tricolori sui caduti disegnando i colori d italia. Abbandono per un attimo, il bianco ed il verde, si li abbandono…… perche’ mi colpisce il rosso…..rosso come tanto sangue versato.
Sto per emozionarmi, ma…. lo sguardo si va a posare sui palchi delle autorità e l’emozione si blocca. 
Tanti onori! Le forze armate, li salutano, con il rispetto con cui devono…. si fanno tante prove!

Tutti in pompa magna… io mi sento, un moscerino a cui hanno sparato una cannonata. Inevitabilmente penso:
«Ma se, su quel palco , presiede il capo delle forze armate, un presidente che ha potere decisionale su tutto, perche’ risponde alla mia istanza, riguardante un riconoscimento, dovuto a meta’ a Mio Figlio, che l’ argomento non e’ di sua competenza? Ma non è il capo delle Forze Armate?».
Vorrei ricordare a queste istituzioni troppo presi da tanti onori, che a me stamattina tra un basco amaranto che trattenevo e stringevo tra le mani, sentivo scivolare il Mio stesso sangue. Chissà se per un attimo avrà sfiorato loro, il pensiero, che c’era una come me ad osservare tutto questo e ricordare tanto altro?

Mi è capitato di sentirmi rispondere “una come tutti”…. ma io oggi a casa torno come tutti si…….. ma ……..non ho TUTTI, quel TUTTI che oggi ritroveranno tra le loro tavole imbandite…avranno pensato a “tutto” questo?

 

Lettera di Annarita Lo Mastro, madre di David Tobini, 41esimo caduto in Afghanistan

 

Riesce ad arrivare al cuore, Annarita. «Mamma Folgore» come l’ha ribattezzata l’Italia intera. Il basco amaranto che porta sempre con sé l’ha fatta conoscere a questo Paese che ha la memoria corta. Laggiù in quelle terre qualcuno combatte per quei valori che da quest’altra parte qualcuno non sembra crederci più di tanto. “W l’Italia”, cantava De Gregori. «Quella derubata e colpita al cuore». Proprio come quella di oggi. Stamattina erano in tanti a sentirsi un po’ più italiani. Ce ne accorgiamo dalle bacheche di facebook, termometro dei nostri umori quotidiani. Rimpiangiamo quel cantante scomparso e condanniamo quel politico. Oggi siamo stati tutti patriottici nel vedere le frecce tricolore. Ma da domani? Ecco, Annarita con il suo basco amaranto ci ricorda che italiani lo siamo sempre. O meglio, che coerenti nella vita lo dovremmo essere sempre. Così Annarita ci ricorda le sue battaglie e di quella richiesta fatta al Presidente della Repubblica rimasta però inascoltata. Abbiamo raccolto tante firme. Ed è stato bello vedere la società civile muoversi per quei “valori” di cui parlavo prima. Hanno firmato tanti la petizione: anche i militari, di solito restii ai palcoscenici. Soldati, di ogni ordine e grado. Perché come diceva qualcuno «quando una cosa è giusta, va fatta». Ecco, Annarita in questo 2 giugno ci ricorda questo. Che lei di noi non si dimentica. E, conoscendola, non è solo per David ma per portare avanti anche la nostra di voce. In questa sera, dove i ricordi della festa della Repubblica si incrociano con le mie prime esperienze da inviato dovremmo pensare più spesso a quello che siamo e vorremmo essere. Io vorrei un’Italia rappresentata da Annarita. Un’Italia che guarda con gli «occhi asciutti nella notte scura». Io voglio un’Italia che adesso non abbia più paura.  

Mirko Polisano