Il Talento

Senna, fratelli in musica

Roma – Sono fratelli, di sangue, Carlo e Simone. Il primo insegna lettere alle scuole medie, ha scelto di abitare vicino al mare. Il secondo condivide con Carlo da sempre la passione per i dischi e ha deciso di lanciarsi con lui – e un altro fratello in musica che nel tempo si è aggiunto, Valerio – in un’avventura chiamata “Senna”. Come il cognome che condividono e il fiume che attraversa Parigi.

La musica di Senna è artigianale, registrata in analogico e, cosa ancora più importante, a casa oppure in studi che assomigliano a casa. Una musica che gli ascoltatori ritroveranno nel primo album del gruppo romano, Sottomarini.

Il disco è frutto di un lavoro di ricerca, di sperimentazione oltre che di maturazione di alcune tematiche emerse già nel primo EP Giornata Tipo, nel 2017. Come siete arrivati a realizzare Sottomarini dal punto di vista produttivo e artistico?

Il vissuto e le emozioni che sono scaturite da questo lavoro sono uno dei nodi centrali dell’album. Anche l’incontro con Valerio (ndr. batteria e cori) ha portato tanto, visto che è avvenuto dopo la pubblicazione di Giornata tipo. La scelta di utilizzare un otto tracce a nastro ha influenzato moltissimo la produzione, proprio per le limitazioni fisiche che impone. Ebbene, il limite è stato in realtà uno dei punti di forza della registrazione, perché ti impone di lavorare tanto in “pre-produzione” e impone di conseguenza soluzioni drastiche. Già nei demo, rispetto agli arrangiamenti, ci chiedevamo: serve? Molte volte la risposta era negativa. Si sposa benissimo con l’idea di “essenziale” che avevamo in mente per Sottomarini. Scartare il superfluo pur ricercando l’armonia.

Ad un primo ascolto del disco, ciò che più colpisce è quel suono retrò, analogico, che sembra riportare alla musica degli anni ’70. Infatti avete registrato l’album in situazione home recording, con un vecchio registratore a nastro recuperato in un mercatino dell’usato. I motivi di questo tipo di scelta?

In realtà Carlo, che è voce e chitarra del gruppo, ha sempre registrato i suoi demo su quattro piste a cassette sin da quando ha iniziato a suonare. Il registratore a bobine è stato un’evoluzione su cui fantasticavamo da tempo, e quando ne abbiamo trovato uno al mercatino dell’usato ci siamo detti: ecco, è un segno. Ci ha permesso di fare le cose a modo nostro, ed è l’unica cosa che conta.

Giornata Tipo così come Sottomarini sembrano inserirsi perfettamente in un genere attuale e di tendenza: l’indie, nelle sue varie sfaccettature rock, pop e folk. Nei vostri lavori si intuisce chiaramente che i punti di riferimento musicali sono numerosi. Quali sono e come hanno influito nella vostra formazione artistica?

Gli input sono stati, e continuano a essere, tanti e diversi per ogni membro del gruppo, ma amalgamarli in modo coerente ci è venuto naturale. Carlo è quello che scrive tutti i testi e le musiche, quindi i suoi riferimenti risaltano maggiormente. Sarebbe difficile citarli tutti, ma ognuno di essi ha un’influenza, conscia o inconscia, su quello che abbiamo registrato, sul modo di suonare. Dovendo far riferimento a qualche artista, probabilmente delle influenze importanti sono stati i Neutral Milk Hotel, Damien Rice e – come dice Carlo – i “grandi cantautori italiani con la B e con la D”: Battisti, Baglioni, Battiato, Bennato, Dalla, De André, Daniele, De Gregori.

I singoli Le cose a metà, Agosto e Italifornia hanno avuto da subito un grande impatto in rete e, in particolar modo, su Spotify. In poco tempo siete riusciti a raccogliere un gran numero di ascoltatori e siete apprezzati dalla critica. Come avete reagito alla notizia della selezione alla nuova edizione di Musicultura?

C’è stata molta soddisfazione. Sapere che il tuo lavoro è stato apprezzato dagli addetti ai lavori di un’istituzione simile fa sicuramente piacere. Non ci aspettavamo neppure un impatto del genere sul pubblico, per cui dobbiamo ringraziare anche Costello’s e l’apprezzamento da parte di Spotify, che ci ha inserito in una delle sue playlist editoriali e ci ha portato nelle cuffiette e nei cuori di tante persone che non ci conoscevano.

A novembre avete presentato il vostro disco al Pierrot Le Fou di Roma e da gennaio è partito il vostro tour “Sotto il mare 2020” da Latina. Altri appuntamenti dal vivo a breve?

Sì, dopo l’appuntamento della prossima settimana per Musicultura abbiamo in programma un poker di concerti a marzo. Saremo in Sicilia, Toscana, Lombardia e Puglia. Ma presto arriveranno nuove date, che troverete sui nostri social @sennacomeilfiume.

Simona Cappuccio

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Simona Cappuccio

Laureata in Italianistica, le sue grandi passioni sono la letteratura, il cinema, il teatro, la scrittura creativa. Ha collaborato per anni con magazine online di letteratura e critica cinematografica. Lavora inoltre come ufficio stampa nell'ambito formazione.

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