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Semplici e mai delicati: ecco gli acquerelli di Limoni Blu

Un viaggio tra le illustrazioni di Susanna Barsotti, tra natura e letteratura

Pisa – L’errore più banale nel cui si può incorrere guardando le illustrazioni di Susanna Barsotti è confondere la semplicità con la delicatezza. Cartoncini a volte dalle dimensioni piuttosto ridotte, colori eterei, immagini dai contorni che sanno essere sfumati. Limoni Blu è questo, ma è anche molto altro. È innanzitutto un gioco di contrasti: linguistici nel nome, cromatici nelle immagini, tecnici nelle realizzazioni che affiancano l’acquerello alla china. È un modo di vedere il mondo un po’ oniricamente, perdendosi tra natura e letteratura.

Classe 1991, Susanna Barsotti è una giovane artista versiliese che si occupa di filologia romanza presso La Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha giocato con l’arte fin dalla sua infanzia, ma da un anno ha cominciato a trasformare la sua passione in un impegno semi-serio, che coniuga la volontà di rendere un amore giovanile parte della propria crescita professionale alla leggerezza ludica del disegno. Le sue illustrazioni hanno come temi prediletti la botanica e la natura, ma hanno molti riferimenti anche alla letteratura romanza dei primi secoli. A Kim Limoni Blu ha raccontato il suo modo di vivere l’arte e coniugarla con la vita di ogni giorno.

Partiamo dal tuo pseudonimo, Limoni Blu

“Limoni Blu” è il nome d’arte che ho scelto circa un anno fa. Volevo un nome un po’ stridente, acidulo. Cercavo un contrasto che mi rispecchiasse. Limoni blu è innanzitutto un contrasto cromatico, il giallo è quasi complementare al blu. Sono tra i colori più rappresentativi dei toni caldi e freddi. Mi piaceva l’idea anche della sinestesia. Adoro il limone come frutto, come materia. Mi piace la scorza del limone, il suo profumo… Insomma, è un contrasto scherzoso.

Hai imparato a disegnare da autodidatta, ma quali sono gli artisti a cui guardi principalmente?

I miei punti di riferimento sono Katie Scott ed Emil Nolde. Katie Scott è un’illustratrice che raffigura soprattutto botanica e organi umani. Sembra una cosa un po’ splatter, ma lo è meno di quanto appaia. Nelle sue immagini c’è una fusione delle forme. Il sistema sanguigno dell’uomo è un po’ come quello linfatico di una pianta. Dalle sue tavole si percepisce questa osmosi tra regno animale, vegetale e corpo umano. Emile Nolde è invece un pittore espressionista tedesco, che ha lavorato sia ad olio che ad acquerello. I suoi acquerelli sono molto piccoli, quasi una cartolina, un formato che prediligo. A lui mi sono ispirata nell’uso espressionistico del colore. Mi piace alterare i colori della realtà, quando faccio un paesaggio, ma anche nella figura umana. Ho dipinto degli acquerelli erotici dove lui è viola e lei è gialla. Da Nolde ho appreso anche l’accostamento dell’acquerello alla china e all’inchiostro.

Una serie di tuoi acquerelli uniscono arte e letteratura, in cui sei impegnata dal punto di vista lavorativo.

Ho deciso di creare una comunicazione tra lo studio e il mio hobby per eccellenza. In realtà è nato tutto un po’ per caso. In realtà per me lo stimolo a dipingere è casuale, è ispirazione momentanea. Molto spesso nel mio quotidiano leggendo un testo poetico mi vengono delle immagini. Dato che studio i trovatori, ho finito per inaugurare un piccolo ciclo di acquerelli trobatorici. Me ne resta ormai poco perché l’ho sparpagliato in giro tra cultori della materia. Mi piacerebbe fare un piccolo libretto illustrato che potrebbe essere anche un modo giocoso per divulgare dei testi che sono un po’ distanti dal nostro mondo contemporaneo. Sarebbe bello avvicinare un pubblico più vasto a questa letteratura grazie ai miei disegni.

A questo si collegano anche le locandine che hai illustrato per alcuni convegni della tua università.

Ho illustrato alcune locandine. La prima quando avevo quindici anni per il saggio di musica di mia sorella. Fu la mia prima soddisfazione. Ho poi curato più recentemente la locandina del seminario dottorale della Scuola Normale di Pisa. Si tratta di una Sibilla, una figura femminile profetica tratta dal mondo classico che viene rappresentata in momento di rivelazione della profezia del futuro. Per il seminario ho scelto la sibilla Delfica, ma in realtà sono attratta da tutte le sue versioni presenti nella storia della cultura. Dalla versione michelangiolesca alla sibilla del Guercino, una figura più meditativa che sta in posa di profilo e scrive con una piuma. Anche Burri è stato per me di ispirazione in questo senso. Le sue litografie ispirate ai frammenti saffici, più lineari, leggermente più astratti, mi hanno dato idee per altre versioni della sibilla. Nella mia cartellina ce ne sono moltissime, un domani sarebbe meraviglioso dedicare una mostra a questo tema. Un’altra locandina di cui mi sono occupata da poco è quella per l’evento commemorativo dei trenta anni dalla morte di Caproni. Si tratta del volto di Annina, personaggio delle sue poesie. Ho chiamato l’illustrazione Annina oltremarina, il suo capello blu svolazzante nasce dalle rime di Caproni dedicate al mare. Per il momento non ha altri programmi in questo senso, ma sono sempre aperta a collaborazioni.

L’acquerello sembra quasi essere la tua firma caratterizzante

Ho sperimentato varie tecniche, ma ho presto prediletto l’acquerello, perché ha un comportamento volubile e imprevedibile. È una tecnica rischiosa, perché tu sei responsabile del tratto e della scelta del colore, poi il resto va da sé. Funziona con l’acqua e l’acqua dà effetti più o meno desiderati. L’acqua è sempre un rischio che ti devi assumere. Ho provato anche l’olio per le nature morte. Per il futuro mi piacerebbe sperimentare con la cianotipia. Si tratta di una tecnica fotografica piuttosto complessa, funziona per reazione tra una serie di gradienti chimici e la luce. L’esito è quello di una lastra cyano, il blu è sempre il mio colore preferito, su cui rimangono in negativo le sagome di un’immagine. È comunque un mondo che ancora devo imparare a conoscere.

Serena Mauriello

Dopo aver insegnato lettere nelle scuole superiori, Serena Mauriello è attualmente dottoranda in Italianistica presso l'Università la Sapienza di Roma. Suoi contributi sono stati pubblicati su importanti riviste specialistiche come Rivista di Studi Italiani o Bollettino di Studi di Italianistica. Ha partecipato attivamente a convegni e seminari sul Medioevo italiano. Nel ambito del giornalismo, scrive principalmente di cultura e società.

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