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SAPORI DI SARDEGNA

Sardegna, dove mare e terra si incontrano. Viaggio alla scoperta dei suoi sapori: il rosso forte e robusto e i piatti tipici.

 

Roma- La Sardegna non è solo mare ma anche sapori, aromi e tradizioni. Un punto di forza della Sardegna sta nella sua cucina capace di rapire tutti i palati con i suoi antichi sapori.

Il Rosso Ricco. Il Cannonau è un vitigno a bacca nera della regione Sardegna. In un primo momento si credeva che tale vitigno fosse stato importato dalla Spagna alla fine del XV secolo, poi, dopo il ritrovamento di semi e acini fossilizzati, presso antiche abitazioni del luogo, si è  constatato che è originario della Sardegna. Decantato da Gabriele  D’Annunzio in una epistola indirizzata al suo amico e collega Barth, è considerato il vino rosso più rappresentativo ed è anche quello più coltivato della stessa isola. Dalla gente del posto viene considerato come l’Elisir di lunga vita, infatti, alla domanda “Quale è il segreto della Sua longevità?” Antonio Argiolas, fondatore della omonima cantina, morto all’età di 103 anni disse: “Un bicchiere di Cannonau a pasto”.

Il Cannonau
Il Cannonau

La siccità dell’isola fa si che le uve giungano a maturazione con un elevato tasso zuccherino, generalmente vengono raccolte tardivamente e vengono messe ad essiccare. Per questi motivi il vino ha un elevato tasso alcolico ed una buona struttura, prestandosi bene all’invecchiamento. Per avere l’etichetta D.O.C., il vino, deve essere composto con minimo il 90% di vitigno Cannonau, il restante 10%, può essere di altre uve di bacca nera. Consiglio vivamente di fare decantare, questo vino, minimo 30 minuti prima di servirlo a tavola, vista l’importante struttura. Il bicchiere con cui degustarlo è un Grand Ballon, ossia un bicchiere dall’apertura ampia, per ossigenare il contenuto. Il vino si presenta in una classica bottiglia bordolese. Versato nel bicchiere, il colore è un rosso rubino intenso e facendolo roteare sia in senso orario che in senso antiorario, si può ammirare la densità del liquido, che è un fattore importante della struttura di questo vino. Il profumo è speziato ed ha anche un elevato profumo di prugne, tipico della zona dell’Ogliastra. Il sapore è ricco, morbido con un retrogusto amarognolo che lo rende molto piacevole al palato. Gli abbinamenti consigliati sono i formaggi stagionati e quelli saporiti, la selvaggina ed i brasati, nonché tutti i piatti a base di carne e di legumi della cucina sarda in particolare il Porceddu.

Il Porceddu sardo
Il Porceddu sardo

IL PORCEDDU

Il maiale di Sardegna

 

Il Porceddu è una tipica ricetta sarda. Questo piatto è rinomato non solo in Sardegna, ma anche in tutta Italia. La preparazione del piatto è abbastanza semplice, ma occorre molta pazienza.

INGREDIENTI: 

– MAIALINO DA LATTE COMPRESO TRA I 4 ED I 6 KG DI PESO  1

– RAMOSCELLI DI MIRTO (questi facoltativi)

– SALE q.b.

 

PREPARAZIONE

Dopo avere lavato ed eviscerato il maialino, lo si mette sullo spiedo. Quando le fiamme del fuoco avranno ridotto la legna in tizzoni ardenti, sistemate il maialino a circa 50 cm dal fuoco, avendo cura di ravvivare le braci di continuo e di girare lo spiedo in cui si trova il maialino. Durante la cottura il maialino perderà tutto il grasso e la sua pelle diventerà più croccante, mantenendo le carni interne umide e succose. Il colore della pelle del maialino, detta cotenna, ci indicherà la fine ed il punto della preparazione. A cottura ultimata, la cotenna, dovrà essere di colore brunastro – dorato, e solo allora, il maialino potrà essere tolto dallo spiedo, tagliato in pezzi e servito a tavola su dei rami di mirto o su un vassoio di sughero. Il vino con cui abbinare questo piatto è il Cannonau di Sardegna.

Stefano Campidelli

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Stefano Campidelli

Dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, sviluppa il suo interesse per il mondo dell'editoria on-line. Divora riviste, giornali e tutto ciò che è attualità, inchiesta e approfondimento. Ama il collezionismo e i libri di genere storico o fantasy, come viaggiare su due binari paralleli. E' appassionato e cultore di vini e della buona gastronomia. Oltre che delle vere tradizioni popolari. Romane, soprattutto.

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