Gustatio

SAPORI DELLE MARCHE

Viaggio alla scoperta dei vini delle Marche. Gustatio, questa volta, ci fa conoscere il Rosso Piceno. Immancabile, l’abbinamento gastronomico.

Roma- Il Rosso Piceno è un vino rosso della regione Italiana delle Marche, è composto da uve Sangiovese, per una percentuale che varia dal 30% al 50% e da uve Montepulciano per una percentuale che varia dal 35% al 70% a seconda delle cantine di produzione. Invece nel Rosso Piceno Sangiovese la percentuale di uve Sangiovese è del 85%, mentre quella di uve Montepulciano è del 15%. La bellezza di questo vino, sta anche nella sua storia.

Il nome del vino, deriva dal popolo dei Piceni, che era un popolo italico, che si stanziò nelle attuali Marche nel I secolo A.C., prima di essere romanizzato. Questo popolo cominciò a produrre ed esportare vino nelle regioni confinanti. Lo storico latino Polibio, nelle sue Storie, afferma che il generale cartaginese Annibale, dopo aver attraversato le Alpi, rifocillò le sue truppe, stremate per la fatica, con questo vino. Andrea Bacci, botanico e medico di Papa Sisto V, nel suo trattato “De naturali vinorum Historia”, considera questo vino uno dei migliori d’Italia, però, visto che Papa Sisto V, era di origine marchigiana, tale giudizio può essere considerato di parte. Il Rosso Piceno è prodotto nella maggior parte del territorio marchigiano, anche per questo è un vino abbastanza economico.

Passiamo all’esame del vino. La bottiglia è quella classica bordognotta. Il bicchiere con cui degustare questo vino è un ballon, un bicchiere dall’apertura ampia, per esaltare gli odori ed ossigenare il vino al punto giusto. Il colore è un rosso rubino intenso con riflessi violacei, più o meno intensi a seconda del grado di invecchiamento. L’odore è quello di frutti rossi, molto persistente. Il sapore è asciutto ed armonico con un finale dall’inconfondibile nota di prugna. Si accompagna bene con minestre e bolliti, specialmente se moderatamente piccanti, con salumi e formaggi di media stagionatura. Va servito ad una temperatura di circa 14-15° gradi.

Alla scoperta dei vini delle Marche. Il Rosso Piceno e Il Rosso Piceno Superiore
Alla scoperta dei vini delle Marche. Il Rosso Piceno e Il Rosso Piceno Superiore
Alla scoperta dei vini delle Marche. Il Rosso Piceno e Il Rosso Piceno Superiore
Alla scoperta dei vini delle Marche. Il Rosso Piceno e Il Rosso Piceno Superiore
Alla scoperta dei vini delle Marche. Il Rosso Piceno e Il Rosso Piceno Superiore
Alla scoperta dei vini delle Marche. Il Rosso Piceno e Il Rosso Piceno Superiore
Alla scoperta dei vini delle Marche. Il Rosso Piceno e Il Rosso Piceno Superiore
Alla scoperta dei vini delle Marche. Il Rosso Piceno e Il Rosso Piceno Superiore
Alla scoperta dei vini delle Marche. Il Rosso Piceno e Il Rosso Piceno Superiore
Alla scoperta dei vini delle Marche. Il Rosso Piceno e Il Rosso Piceno Superiore

Discorso a parte merita il Rosso Piceno Superiore. Il Rosso Piceno Superiore, viene prodotto solo in tredici comuni della provincia di Ascoli Piceno, e deve essere immesso in commercio dal 1 di novembre successivo all’anno della vendemmia. E’ il vino rosso più conosciuto delle Marche a livello internazionale. Il terreno argilloso, l’altezza dei vitigni, attorno ai 200-300 metri s.l.m. ed i metodi di invecchiamento lo distinguono sia dal Rosso Piceno normale, sia da qualunque altro vino italiano. Il bicchiere dove degustarlo è un Gran Ballon, per esaltarne i notevoli profumi che variano a seconda della cantina di produzione, ma il profumo principale è la ciliegia. Il colore è un rosso rubino intenso, con riflessi color granato, dovuti all’ invecchiamento. La meraviglia di questo vino sta nel sapore, asciutto, corposo e persistente, ma colpisce la morbidezza del tannino, nonostante l’invecchiamento. Va servito ad una temperatura di 18° gradi. Mentre il Rosso Piceno si abbina molto bene a minestre e bolliti leggermente piccanti, il Rosso Piceno Superiore si abbina a piatti più strutturati, tipo selvaggina in umido o piatti a base di tartufo.

Sebbene il Rosso Piceno Superiore sia un vino da pasto, può essere bevuto in qualsiasi momento della giornata, diventando un ottimo vino da meditazione, specialmente dopo un periodo di invecchiamento di circa cinque o nove anni. Il piatto tipico marchigiano con cui bere entrambi i vini sopra descritti è la minestra al sacco.

Stefano Campidelli

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Stefano Campidelli

Dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, sviluppa il suo interesse per il mondo dell'editoria on-line. Divora riviste, giornali e tutto ciò che è attualità, inchiesta e approfondimento. Ama il collezionismo e i libri di genere storico o fantasy, come viaggiare su due binari paralleli. E' appassionato e cultore di vini e della buona gastronomia. Oltre che delle vere tradizioni popolari. Romane, soprattutto.

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