DOMENICA 19 Via Passeroni (di fronte Ospedale Grassi): BANCARELLA DI BENEFICENZA nella Chiesa Ostiense che aprì servizi e docce per i poveri:le parole del Parroco don Roberto e del Vescovo Paolo

SAN NICOLA PER LA GIORNATA MONDIALE DEL POVERO CON ‘RINALDO IN CAMPO’ SUL TERRITORIO

Il gruppo di volontari nati nel ricordo del giovane scomparso offre i suoi oggetti per la beneficenza per i poveri. Parroco Don Roberto Visier:“Come Gesù e San Nicola si sono adoperati nella loro vita terrena per i più piccoli e bisognosi, così anche qui nella Parrocchia da tempo, con i servizi e le docce e oggi con il gruppo di Rinaldo che ci invita a fare beneficenza nel suo ricordo in questa giornata indetta da Papa Francesco”.Il Vescovo Paolo Lojudice:”I piccoli,i fragili sono i preferiti da Gesù; chi invece gli fa del male, chi volta lo sguardo,chi disprezza, lo dice chiaramente, sarebbe meglio che s’impiccasse con una pietra”

“In occasione della giornata del povero San Nicola di Bari , la Chiesa Ostiense in Via Passeroni (di fronte all’Ospedale Grassi e ai Servizi Sociali) chiama la parrocchia e i cittadini a dire : Presente! Eccomi!”. A parlare è SILVIO Colapaoli portavoce del gruppo di volontariato RINALDO IN CAMPO la realtà nata in ricordo del loro giovane amico scomparso giovane poco più di un anno fa dopo il calvario di una malattia durata anni. ”Rinaldo– ci racconta FRAIRA un’amica comune parte del gruppo e anche volontaria parrocchiale, membro della croce rossa italiana – è una goccia di ‘carità’ di amore che spero possa diventare un oceano.”
Per questo DOMENICA 19 NOVEMBRE verrà organizzata una bancarella all’interno della parrocchia con oggetti stessi di Rinaldo. Si invitano tutti a fare un’offerta poi devoluta in beneficenza con l’occasione per chi lo ricorda di conservare qualcosa a lui appartenuto; tanti oggetti che sarebbero altrimenti persi purtroppo perché venne sfrattato durante gli ultimi mesi del suo male quando si trovava inchiodato ad un letto d’ospedale.
Rinaldo, un giovane impegnato nel sociale da sempre, abituato a conoscere tutti e ad essere amato da tutti, sia per via del suo lavoro di ‘volantinaggio’ e ‘attacchino’ che lo portava tutti i giorni sulle strade e tra i palazzi a contatto con la realtà della gente, sia per il suo umore sempre allegro malgrado il dolore nel corpo. “Rinaldo amico, fratello, Scout nelle associazioni come Capo semplicemente al Servizio nella Società attraverso i suoi talenti, della Partenza – ci dicono dalla CIURMA – e poi volontario, comico, musicista, confidente,poeta, scrittore. Rinaldo un esempio di persona che riusciva a essere ‘ponte’ tra la gente con un sorriso e una barzelletta.”
Rinaldo è un esempio per tutti, tutto questo, lo si legge dall’immagine del logo del Gruppo Rinaldo in Campo che lo raffigura con tanti elementi diversi dietro cui c’è in fondo lui: UN AMICO. E vogliamo continuare a farlo vivere in noi attraverso la Carità per i più ‘marginali’, i poveri, ci dice LOREDANA.
San Nicola come Parrocchia Ostiense da tempo ha maturato questa strada e questa scelta. Il Parroco don Roberto VISIER e i sacerdoti che lo affiancano nella pastorale hanno orientato la rotta del Servizio evangelico verso l’attenzione ai più bisognosi. Subito dopo aver attivato una Cappellina di preghiera perpetua e permanente (la Cappellina dell’Adorazione Eucaristica nella quale a tutte le ore, giorno e notte, si può andare a pregare) hanno realizzato le ‘docce e servizi per i bisognosi’ come lo stesso Papa Francesco ha fatto in San Pietro. Alla benedizione dei Servizi era presente il Vescovo di Roma Sud e di Ostia Mons. Paolo LOJUDICE che ha riconosciuto in San Nicola il carisma dedicato al Servizio concreto verso i meno abbienti. “I più piccoli, i più bisognosi sono i prediletti da Gesù – esprime il Vescovo Paolo Lojudice che nel suo ‘motto’ vescovile e nello stemma ha riportato proprio il passo del Vangelo ‘MIHI FECISTI’ (in occasione nell’incontro al TdL con la Comunità di Sant’Egidio solo qualche giorno fa, ndr) – perché ciò che facciamo di buono a loro arriva diretto a Gesù, viene visto subito. Al contrario, userò un termine forte ma bisogna pur iniziare a dire le come come sono, chi fa del male ai più fragili sarebbe meglio, ce lo dice Gesù, che si ‘impiccasse’ con un pietra al collo.” Gesù ci fa capire chiaramente, continua poi l’alto Prelato, chi sono quelli con cui sta meglio e chi sono coloro che invece non sopporta quelli che sono indifferenti, autosufficienti, saccenti, distaccati, esclusivi. Verso questi ultimi che non hanno lo Spirito di Cristo sebbene a volte se ne ammantino anzi si invita, dice ironicamente il Vescovo, al suicidio.
Su questa giornata del povero e sull’ iniziativa bellissima del Gruppo Rinaldo in Campo il Parroco don Roberto ha voluto fare una dichiarazione diretta: “questa giornata voluta da Papa Francesco perché il mondo abbia uno sguardo di tenerezza e misericordia; questo lui lo dice spesso ma non c era però una giornata per questo, proprio per guardare verso la povertà del mondo, non solo dei paesi poveri. ma anche di Roma in cui, anche se è la grande città centro della Cristianità mondiale, è molto presente in quanto grande città. In questo giorno il mondo, la chiesa universale, guarda allora verso i poveri proprio come ha fatto Gesù che nei poveri aveva i suoi interlocutori privilegiati, portava sollievo nelle malattie, nell’esempio anche della moltiplicazione dei pani e pesci; questo perché, lo dice chiaramente, non tornassero a casa affamati. Implica dunque non solo il dare il pane del Vangelo ma anche il pane materiale. E perché a San Nicola proprio lo viviamo così bene; perché era un Vescovo che si è impegnato nell’aiuto pratico per i bisognosi, ad esempio per le ragazze che riscattò con i doni per sposarsi o per alcuni bambini in pericolo di morte o chi era condannato a morte ingiustamente. San Nicola è stato un uomo attento alle sofferenze ai bisogni, alle ingiustizie, anche per l’autorità che i Vescovi avevano in quei tempi, ascoltati nelle scelte, nelle decisioni, anche dalla popolazione laica e civile.
Ma non solo noi diamo ai bisognosi; i poveri poi ci danno tanto. Noi da quando abbiamo aperto i servizi e le docce abbiamo ricevuto tanto; loro ci trasmettano un modo di incontrare la gente capendo la ricchezza nascosta in ogni persona. Spesso, trovando i poveri, pensiamo che hanno sbagliato, sono ignoranti e caduti nella povertà, ma poi incontrandoli scopriamo che sono persone con altre ricchezze; alcuni sono artisti, hanno talenti, molti hanno capacità competenze, sono generosi per aiutare, per collaborare e fare qualcosa. Ricercano la dignità perduta per prima cosa attraverso esigenze semplici, igiene, , immagine, qualche cosa per sentire la società intorno, in una vita normale, onesta, ordinata: vogliono essere come tutti.
Invece c’è chi tra noi chi ha difficoltà a dare e invece loro quel poco che hanno spesso lo offrono a chi è più povero di loro. Come il vostro amico Rinaldo che girava sempre per le locandine così anche chi ha certi problemi è presente nella strada, non è in una stanza della propria casa comoda a chattare, il rapporto umano di questa gente anche senza fissa dimora li porta a relazioni umane spesso più profonde. Invece chi ha un buono stipendio, una buona famiglia, si isola nella sua autosufficienza o cerca solo chi è simile. Fra i bisognosi forse può esserci un buon rapporto con la Città con la gente, con le persone in viaggio nelle stazioni o negli ospedali dove ci sono chi soffre. Insomma Rinaldo, i bisognosi , i poveri ci offrono uno spaccato importantissimo al mondo d’oggi per conoscere la realtà e saper quindi Amare veramente.”