Continua il dibattito sulla scelta del leader della Lega durante il suo ultimo comizio a Milano

Roma- Ad essere sincero avevo il televisore senza audio, quando sullo schermo è apparso Salvini. E con il rosario in mano! Mi è subito balenato alla mente un pensiero: lascia la politica, sta annunciando la sua entrata in qualche ordine religioso che aiuta gli immigrati! Ha avuto una conversione folgorante sulla via di Damasco e l’annuncia!

Ho messo subito il sonoro… ed ecco la delusione!! Devo ammettere che, nei momenti prima di mettere il sonoro, mentre mi balenavano quei pensieri, a Salvini, per la prima volta, l’ho amato!! Addirittura stimato!! Ma la realtà è un’altra: Salvini sta giurando, ipotizzando di essere eletto premier, sulla Costituzione e Vangelo, con il rosario in mano.

Fermiamoci qua. Non c’è niente di male. Sta facendo politica, la propria. Certo che la sua politica, come quella degli altri, può essere discussa e molte sue posizioni discutibili. Ma non fa niente di male. Chiediamoci piuttosto perché lo fa. Prima risposta, per far parlare di lui provocando. E ci riesce appieno, centra totalmente l’obiettivo. Avere visibilità è la priorità alcuni giorni prima delle elezioni politiche. La seconda, più dubbia, prendere qualche voto in più. Ma di chi? Dei moderati cattolici? La Lega non sembra essere quel partito di politico che parla ad un elettore indeciso e moderato, e gli indecisi moderati farsi ingannare da tale gesto. La seconda ipotesi è molto fantasiosa, rimane soltanto la prima. E l’arcivescovo di Milano prima, la Cei dopo, sbaglia proprio in questo: nell’attribuire il significato del gesto alla seconda risposta. E così, involontariamente, aiuta Salvini, lo aiuta a centrare appieno l’obiettivo prefissato: la visibilità politica, entrando in una discussione politica al livello di Salvini e, quindi, favorendolo.

A mio avviso, invece, avrebbero dovuto prendere spunto da quel suo gesto per evangelizzare, per accogliere anche Salvini, invitandolo a leggerlo il Vangelo, in maniera più approfondita e non per slogan, a lasciarsi affascinare dalla figura di Gesù di Nazareth. E il rosario a pregarlo e meditarlo assieme, in una delle tante parrocchie della diocesi di Milano. Sperando contro ogni speranza, che magari proprio da quel gesto forse improprio, Salvini possa mettere in atto un percorso di conversione, sentirsi toccato da di dentro, invitato a vivere i valori cristiani e a condividerli assieme agli altri, o meglio farne esperienza. In una spes contra spem, di cui la società oggi ha tanto bisogno, in ogni ambito!

 

Emanuele Cheloni