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Salone internazionale del libro e polemica Altaforte: intolleranza verso gli intolleranti?

Si è tenuto a Torino, dal 9 al 13 maggio, il 32° salone internazionale del libro; evento che, oltre a dare ampio spazio al mondo dei libri e dell’editoria, ha fatto parlare di sé per una polemica relativa alla casa editrice Altaforte.

Altaforte Edizioni si presenta, sul proprio sito web, come  marchio editoriale di riferimento pensato per rispondere a chi chiede chiavi di lettura alternative rispetto alle interpretazioni omologate. Ma Altaforte è anche il primo canale commerciale, una piazza virtuale, di diffusione di prodotti editoriali di altissima qualità sotto l’egida delle maggiori realtà di settore; denominatore comune di questo aggregato di collane, marchi, generi e titoli è una condivisa sensibilità che ci trova fianco a fianco nella diffusione di una cultura identitaria non allineata; è la risposta a chi cerca autori e varietà di contenuti di assoluto prestigio, con una particolare attenzione – sotto ogni aspetto – alla soddisfazione di una clientela che per noi è qualcosa di più: è una comunità ideale di esploratori del sapere.

Peccato che, già dal primo giorno, le polemiche si siano fatte asprissime, questo, alla luce della situazione che si era venuta a creare e che rendeva impossibile la lezione  prevista agli studenti di Halina Birenbaum, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti.

La casa editrice viene così allontanata dal salone del libro (tra non poche polemiche e diserzioni annunciate di famosi autori).

Domenica 12 maggio, però, dove prima c’era lo stand di Altaforte, compare una provocazione.

La provocazione è forte, sottile ed inevitabile, per cui mi chiedo: questi grandi personaggi della storia e della letteratura del novecento, oggi, potrebbero partecipare al salone del libro?

E aggiungo, perché ci si può dichiarare apertamente di un’ideologia (ammesso che esista ancora) ma si ricorre alla chiusura se ci si proclama vicini all’ideologia che erroneamente si definisce opposta?

Se la libertà di pensiero, parola e stampa debbono essere un diritto inviolabile, resta per me un mistero il motivo di questa vera e propria censura. Intraprendere questo cammino ci porterà, forse, ad eclissare intere pagine di storia anche a scuola?

O forse accade già?! Non è che stiamo vivendo una nostra Orwelliana fattoria degli animali?

L’editore Polacchi, in un’intervista a Rai News ha affermato: “le mie dichiarazioni sono state usate come scusa, sono stato denunciato per un reato di opinione. Sono disponibile a chiarire la mia posizione con la Procura, ma ritengo che la pietra dello scandalo sia il libro ‘Io Matteo Salvini’. È un attacco al ministro dell’Interno…”

In questo clima di polemica e politica ci si è allontanati sempre di più dalla cultura che, in teoria, dovrebbe essere vasta, variegata, diversificata e proveniente da più fonti.

Molte case editrici hanno affisso, al loro stand, l’adesivo con la scritta ‘editoria antifascista’, mi chiedo: il fascismo, storicamente inteso, davvero esiste ancora o viviamo in un polverone mediatico che non ci fa vedere ad un palmo dal naso?

Dove c’è essere umano c’è idea, dove ci sono idee, inevitabilmente, c’è politica; mi chiedo se realmente tutto il mondo dell’editoria sia apolitico o abbia la certezza di navigare per mari migliori adottando la linea dell’esclusione.

Molti editori con cui ho avuto modo di chiacchierare hanno ammesso di non avere nulla contro la linea editoriale di Altaforte ma di aver trovato poco corretta qualche sua dichiarazione in merito al suo parere politico. Questo potrebbe anche avere un senso, se non fosse poi che, un pò tutti, autori di fama compresi, si siano dichiarati anti qualcosa o pro qualcos’altro. Questione di coerenza o è una moda che impazza?

Da un lato o dall’altro, mettere a tacere qualcuno o qualcosa, è sempre tirannia. 

Che tutto questo sia avvenuto al Salone internazionale del libro, a me, fa pensare al paradosso della tolleranza di Popper; dopotutto, l’intolleranza nei confronti dell’intolleranza rappresenta la condizione principale per preservare una società aperta.

Intanto oggi, suoi propri profili social, Altaforte chiede sostegno ai lettori perchè alcune librerie hanno deciso di boicottare la vendita dei loro libri.

Altaforte non si fa intimidire – si legge sul loro profilo Instagram – Altaforte Edizioni non si fa intimidire dalle censure. Il nostro è un avamposto per il libero pensiero e la libera informazione: sostenerlo vuol dire non piegarsi a chi ha scelto di ergersi a gendarme del pensiero collettivo.
Sostienici in questa battaglia!

Intanto i loro followers chiedono la lista delle librerie che stanno applicando questo genere di censura per evitare, in futuro, di metterci piede.

Resta questo un articolo di riflessione dato il numero di domande che ho posto a me stessa e a voi, invito pertanto tutti i lettori a scriverci il loro punto di vista.

 

 

Maria Perillo

Maria Perillo è nata a Napoli il 07.12.1983. Graduato dell’Esercito Italiano, blogger, scrittrice e Life Coach. Appassionata di tecniche della comunicazione, attualmente studia presso una scuola di leadership e tecniche di comunicazione

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