Diario di BordoMicro

SALA RIARIO, UN CORO DI CARITA’ CRISTIANA

Il Coro di Santa Monica, i ‘Sincopatici’ e gli ‘Ensemble Ars Vocalist’ in beneficenza per l’integrazione dei disabili

SALA RIARIO, UN CORO DI CARITA’ CRISTIANA

Si moltiplicano sul Territorio Ostiense le iniziative dei gruppi artistici degli ambienti culturali cristiani e c’è già chi lancia l’idea di costituire una commissione interparrocchiale di arte e cultura per la Prefettura Diocesana XXVI per un programma d’insieme

In anni di vero medioevo, per il nostro territorio ed in genere, subdola età oscurantista mascherata dal relativismo globale e dal virtualismo sfrenato, le ecclesie, come fu nei millenni e nei secoli, conservano ed esprimono quella Bellezza, quell’esempio valoriale, quelle radici esistenziali, che permettono, anche a chi non conosce ancora l’Amore di Dio, di ritrovare tempi e spazi di Luce, oltre al nutrimento della conoscenza, dove ciò che si fa acquista un senso più profondo del mero rappresentarsi e rappresentare, un significato che ha l’eco dell’eternità e pacifica il cuore.

Oggi è il momento del Coro di Santa Monica, diretto dal Maestro Marcello Cangialosi, de ‘I Sincopatici’, diretti da Paolo Saginario, insieme agli ‘Ensemble Ars Vocalist’ con il direttore Federico Fioretti, che, nella splendida cornice della Sala Riario Episcopio nella Basilica di Sant’Aurea in Ostia Antica, mettono a Servizio della Carità di Dio i loro doni artistici per il Co.Cid. coordinamento cittadino per l’inserimento dei disabili.

 

L’appuntamento è per SABATO 10 GIUGNO ALLE 20.30.

 

Il COCID Onlus, Coordinamento Cittadino per l’Integrazione del Disabile, nasce, con il caparbio e costante impegno di alcuni genitori di bambini diversamente abili, nel 1995 come comitato, per poi diventare associazione Onlus nel 2002. L’attività è primariamente finalizzata al miglioramento dell’integrazione sociale del disabile e del minore in condizioni di disagio socio-ambientale, con particolare riguardo all’età evolutiva.

Grande impegno quest’anno di questa realtà associativa, “abbiamo presentato al Centro Eschilo – ci racconta un’attivista e artista impegnata sul Territorio – gli straordianati risultati di un percorso eccezionale compiuto dai nostri ragazzi nel laboratorio di cucina”.

“Concludere insomma con l’Arte, la Musica, grazie a queste stimatissime Corali – conclude – è un regalo davvero importante per le famiglie e i nostri giovani e la vostra partecipazione e l’offerta libera che farete, sapete che andrà per un fine nobile vicino alle vostre case.”

 

E così l’arte, la cultura, quando si incrociano alle parole delle Sacra Scrittura e allo Spirito Evangelico ci permettono di Testimoniare qualcosa che va oltre la performance, oltre noi stessi; il coro, la musica, una rappresentazione travalicano il contesto, Dio ci utilizza e poi prosegue aldilà. Ma essere parte, fin anche per qualche minuti, di quello sguardo misericordioso di un Padre che si china verso i suoi figli più fragili, non avrà mai il prezzo di nessuno spettacolo di circuito, di alcuna fiction di successo, di qualunque notorietà mediatica, di qualsiasi platea plaudente, di ciascuna nomination, riconoscimento, oscar che venga dato dal sistema.

 

Ostia è forte, Ostia Antica è Bella, irradia la sua luce per tutto il Territorio. Dalle stanze antiche un messaggio per il futuro e traccia da questi luoghi una rotta che ci da identità e consapevolezza, coscienza di ciò che eravamo, di quello che facciamo di dove possiamo andare insieme.

 

In questi anni il ‘vero volto di Ostia’ si mostra luminoso controluce rispetto alla tristezza e alla rabbia di gente che non ha saputo apprezzarla e apprezzarsi confondendosi in giochi di potere, accecata dai soldi e dalle masse in lotta. Le ecclesie, conservando un legame forte con quanto di più puro, possono prendersi parte della responsabilità di un cambiamento, non isolarsi e chiudersi all’interno di mura invalicabili; tante le realtà artistiche e culturali che ospitano le parrocchie e i centri di culto, con artisti e persone di cultura che attingono al pozzo di quell’acqua che rinfresca e disseta, la pura sorgente della Testimonianza di Gesù. Ma che gusto ci sarebbe nel ristorarsi se di fronte a noi la gente gridasse dalla sete e dalla fame.

Allora c’è chi lancia l’idea di creare una Commissione Arte e Cultura nella Prefettura Diocesana XXVI perché si possa condividere e mettere in rete le esperienze che nascono dalle persone e dai contesti delle radici cristiane.

Una rete di ‘carne ed ossa’, non virtuale, non una rete d’interesse che perde il contatto con la realtà della prossimità e della quotidianità per ricercare spettatori e pubblico, soldiUna commissione dove poter pensare di distribuire la Bellezza in un circuito più ampio, dove anche chi non è ancora abituato a frequentare le ecclesie, e i templi, può comunque udire e guardare, fosse poi ascoltare e vedere, un messaggio che poggia con più solidità e che non rimane vincolato alla performance senza alcuna responsabilità ma che schiude una porta poi verso il mondo reale, di contatti e relazioni non superficiali ma più significative, di ambiti di fede quanto più liberi dai recinti territoriali e amministrativi che appesantiscono l’azione di quello Spirito che non si sa da dove viene né dove vada portando con sé Carità e Misericordia e libero ci fa liberi.    

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Stefano Di Tomassi

Stefano Di Tomassi è Operatore Socio Pedagogico, Insegnante di Scuola Elementare con incarichi amministrativi, Capo Scout, Attore. E' membro dell'Associazione Pedagogisti Educatori Italiani. È il promotore socio culturale dell'Ufficio del Dialogo e della Pace nel X municipio di Roma, deliberato con doc. prot. 10975/2015 . Ha fondato la Ciurma Associazione.

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