(L’ambiguità di un soldato)

Roma-

Pubblicato da Mondadori Editore nel 1994 è una biografia del Feldmaresciallo tedesco Erwin Rommel scritta dal generale britannico David Fraser.

La biografia è divisa in sei parti, dove vengono raccontate tutte le fasi della vita e della carriera militare di Erwin Rommel.

La figura di Rommel è sempre stata avvolta da un alone di leggenda che lui stesso contribuì ad alimentare, in questo libro David Fraser, con l’abilità di un narratore e la passione di uno storico, mette a nudo, non solo le qualità militari ma anche i sentimenti personali prendendo spunto dai diari del generale tedesco fatti avere dal figlio di quest’ultimo Manfred.

Rommel, figlio di un insegnante e della figlia di un politico locale nacque in Svevia e mise in mostra da subito le sue attitudini al comando, infatti, durante la I Guerra Mondiale, fu protagonista della battaglia di Caporetto, guidando il proprio reparto in una manovra di accerchiamento alla spalle delle truppe italiane.

Durante la II Guerra Mondiale, guidò le truppe corazzate tedesche, in Francia, e visti i brillanti successi venne nominato comandante del famoso Deutches Afrika Corps, dove dimostrò definitivamente le sue straordinarie capacità militari, venendo soprannominato “La Volpe del Deserto”.

Rommel, essendo di umili origini e non facendo parte della classe degli Juncker, ossia dell’aristocrazia militare, venne preso come modello di perfetto soldato tedesco dal potente ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels che lo appoggiò incondizionatamente in tutte le sue decisioni.

Queste simpatie portarono a Rommel molti nemici ed invidie, all’interno delle gerarchie militari tedesche, visto anche il suo carattere poco collaborativo.

Nel 1944, si trovò ad essere accusato ingiustamente di aver partecipato al complotto per uccidere Adolf Hitler.

Hitler, gli offrì due possibilità, o sostenere un processo per alto tradimento, il cui giudizio di colpevolezza era scontato, e che avrebbe coinvolto la sua famiglia, o il suicidio tramite ingestione di cianuro, egli scelse la seconda possibilità.

Anche i suoi nemici, in particolare Winston Churchill, gli resero omaggio, sia all’uomo, per aver trattato con i dovuti riguardi i prigionieri di guerra, sia al generale con un discorso alla Camera dei Comuni del Regno Unito.

La lettura è interessante, perché si concentra descrivendo soprattutto la persona, i suoi sentimenti nelle varie tappe della sua carriera militare, i rapporti personali con gli altri protagonisti del proprio periodo storico ed infine perché è stato scritto da chi lo ha combattuto sul campo di battaglia nel deserto dell’Africa.

Stefano Campidelli