Cronache di Roma

ROMA E I SUOI TIPI DA AUTOBUS. TRA TRAFFICO E PERSONAGGI…

A bordo, tra ritardi e disagi, quotidianamente va in scena la romanità genuina e verace. Davanti a un pubblico involontario, si alternano intrattenitori e oratori improvvisati, ma anche veri e propri personaggi sempre pronti a dar libero sfogo alle proprie velleità artistico/circensi.

Roma- Fonte di isterismo quotidiano e sinonimo di disservizio per i passeggeri, gli autobus romani sono teatri itineranti. Non lo sembrano, ma lo sono.

La Callas. Se è a bordo dell’autobus, è impossibile non sentirla: ” A giovinò,apri quer finestrino. E sbrighete! Devi move a levetta, si no pe aprì un finestrino famo notte e giorno. Lo dice pure Renato Zero“. E’ la “Callas” dei romani e lei non parla, urla. Non chiede, ordina. E soprattutto canta a squarciagola, tanto da spingere gli altri passeggeri a desiderare di perdere l’udito (giusto il tempo del viaggio). Arzilla settantenne, la Callas ha qualcosa di struggente in quegli occhi fieri e diffidenti. Trucco vistoso, immancabili fermagli a motivo floreale tra i capelli e abbigliamento vivace, predilige il rosso. Canta per passione e non può fare a meno di esibirsi. Il trasporto pubblico ultimamente sente la sua assenza, ma fino a poco tempo fa era facile incontrarla sugli autobus che passano da Porta Pia: il suo palcoscenico preferito. “Grazie dei fiori” di Nilla Pizzi e “Rose rosse per te” di Massimo Ranieri, i suoi cavalli di battaglia. Ma ha una vasta cultura musicale a cui attinge all’occorrenza. Eccentrica ed aggressiva, polemizza ad ogni occasione, citando titoli e testi di canzoni. E poi ne intona i ritornelli senza sosta, a meno che qualcuno non le faccia perdere la pazienza: “A signò, non ce appoggià a capoccia ar palo, reggete bene. Vedi de nun caderme addosso che io già so vecchia e c’ho i dolori”.

Il Guru.  Eccentrico come la Callas, non ne possiede le doti canore, né la potenza vocale. Di conseguenza, quando è alla fermata o a bordo di un autobus, il guru della moda non si sente molto, ma si distingue comunque. Pigiama, mocassini e sombrero sono il suo abbigliamento abituale. E’ impossibile non notarlo e non chiedersi: ”Ma ‘ndo va questo?”. Animo da ventenne e corpo asciutto da settantenne, il guru è la prova vivente che nonostante sia Milano la città della moda, Roma tiene il passo. Contaminazione di stili e accostamenti azzardati son la sua cifra. I cappelli, il suo vezzo: indossa con estrema naturalezza copricapo a forma di cono, ma non disdegna nemmeno quelli a forma di orsacchiotto. Con suo stile inconfondibile e il suo sguardo sorridente, il guru è l’immagine del buonumore. Socievole come pochi, è sempre disponibile per un selfie e sempre pronto a sdrammatizzare sulle condizioni di viaggio con la stessa naturalezza con cui indossa e cambia i copricapo: “Mamma mia quanta gente oggi. Io non lo so se il core mi regge”.

L’opinionista. Non tutti i personaggi che si incontrano a bordo degli autobus romani hanno velleità artistiche o l’aspetto bizzarro. L’esperta di politica internazionale, ad esempio, potrebbe a prima vista sembrare una nonnina qualsiasi, alle prese con gli acciacchi dell’età e la cena da preparare ai nipoti.  Sguardo discreto e sorriso pacioso, non ha sottobraccio né Times né il Post.  Il suo fedele compagno di viaggio è il carrello della spesa, a fantasia scozzese. Non se ne separa neanche quando il buonsenso e la calca dovuta allo sciopero suggerirebbero di lasciarlo a casa: “O so che c’è ‘o sciopero, ma è venerdì e io a spesa a faccio sempre er venerdì”. Raggiungere settimanalmente il mercato rionale non è la sua unica occupazione, l’esperta ha uno spiccato interesse per la realtà che la circonda. Legge, si informa attraverso più canali e rielabora le informazioni in modo del tutto personale. Il suo piatto forte è un fritto misto di notizie ripassate:”L’hanno detto pure ar tiggì che stanno a occupá a sala consiliare per prepará un terrorismo islamish. Quelli der Bangladesh. Che quelli so cannibali, signò, pure si fanno finta de civilizzasse. Che io so de borgata ma er Messaggero ‘o leggo. E ho sentito ar tiggì che vonno ammazzá er Papa. Ha visto che hanno ammazzato quee du suore? Che poi perchè ce so annate? Potevano aiutá i poveri vicino casa mia. No quei der Bangladesh. Che quei so cannibali, pure si fanno finta de civilizzasse”.

Roma è bella. Anche per questo.

 

Il Guru della Moda. Un personaggio che è facile incontrare sui mezzi pubblici di Roma
Il Guru della Moda. Un personaggio che è facile incontrare sui mezzi pubblici di Roma
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Maria Grazia Condito

Giornalista professionista, ha frequentato la Scuola di Giornalismo dopo la laurea in Scienze della Comunicazione. Cronaca, costume e politica internazionale sono le sue passioni. Ha all’attivo esperienze nelle redazioni di cronaca dei notiziari di diverse reti nazionali e locali. Calabrese d’origine e romana d’adozione , ironica e attenta osservatrice della quotidianità e dell’ordinaria follia, collabora da anni con una casa editrice capitolina e scrive per riviste cartacee. Senza caffè, libri e partite dell’Inter non potrebbe vivere.

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