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La Storia di Andrea Varnier che partito da Verona nel 2012, oggi è a capo della società che sta organizzando la cerimonia di apertura delle olimpiadi di Rio 2016

Rio de Janeiro (Brasile)- Andrea Varnier, 52 anni, veronese di nascita e torinese d’adozione è in Brasile dl 2012 a capo di Cerimonia Cariocas, la società che sta organizzando due dei momenti più importanti delle prossime Olimpiadi brasiliane, il viaggio della fiamma olimpica e la cerimonia di apertura.

Varnier, come è arrivato a organizzare la cerimonia inaugurale delle prossime olimpiadi?

Nel 2001 ho avuto la fortuna di entrare a fare parte del Comitato Organizzatore dei Giochi di Torino 2006 come Direttore Immagine ed Eventi e successivamente sono stato consulente del CIO (Comitato Olimpico Internazionale ndr) per i Giochi di Pechino 2008. Alla fine del 2011, si è presentata la possibilità di seguire il progetto Cerimonie di Rio 2016 e non ho esitato un solo istante.

Cos’è Cerimonia Cariocas?
È una società di scopo costituita da due soci, la brasiliana SRcom e l’italiana Filmmaster. Il nostro compito è quello di produrre le Cerimonie di Apertura e Chiusura dei Giochi Olimpici e Paralimpici e organizzare il viaggio della Fiamma Olimpica e Paralimpica attraverso l’intero Paese.

Andrea Varnier, da Verona all'organizzazione della cerimonia di apertura di Rio 2016
Andrea Varnier, da Verona all’organizzazione della cerimonia di apertura di Rio 2016


Perdoni il qualunquismo da uomo della strada: ma la cerimonia inaugurale di un’Olimpiade ha bisogno di una società ad hoc per essere realizzata?

È normale che i Comitati Organizzatori si affidino a società esterne o costituite ad hoc per produrre questi grandi eventi. Per darle un’idea la Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici estivi è l’evento televisivo più seguito del mondo, con alcuni miliardi di telespettatori. Tre ore di diretta in cui si deve dare il benvenuto agli atleti di tutto il pianeta mostrando il meglio del Paese ospitante. Non parliamo poi del viaggio della Fiamma Olimpica che viaggerà per tre mesi in tutti gli Stati del Brasile, percorrendo più di ventimila chilometri terrestri e più di cinquemila miglia aeree, attraversando più di 300 città e con una staffetta composta da 12.000 tedofori.

Numeri più hollywoodiani che sportivi…
Si tratta di sfide estremamente impegnative che necessitano di tempo e risorse. Abbiamo cominciato nel gennaio del 2012, eravamo in quattro, adesso siamo quasi duecento persone di una decina di nazionalità diverse. Quando la Fiamma comincerà il suo viaggio il 3 maggio e inizieremo ad allestire il nostro “teatro”, presso lo stadio Maracana, saremo quasi cinquecento.

Che clima sociale e politico ha trovato in Brasile ad accoglierla?

Quando sono arrivato, nel gennaio del 2012, il Brasile era uno dei paesi e una delle economie più dinamiche. Tutti parlavano del miracolo brasiliano, del paese che era in attesa di ospitare i due maggiori eventi sportivi del pianeta, (il Campionato Mondiale di Calcio del 2014 e le Olimpiadi estive del 2016 ndr).

E poi? 

A partire dal 2013, le cose hanno iniziato a deteriorarsi, lasciando parecchi dubbi anche sulla autenticità della crescita degli anni precedenti. Il Paese adesso si trova in una profonda crisi economica, politica e di fiducia. Questo clima ha inevitabilmente influenzato anche il percorso di preparazione dei Giochi. Il Brasile è un paese tanto affascinante, quanto pieno di contraddizioni e il contesto poco favorevole non fa che evidenziarle.

Il mondiale del 2014 ci ha lasciato l’immagine di un paese spaccato che aveva voglia di contestare. Che Brasile è quello del 2016 attraversato dalla torcia olimpica?

Le proteste maggiori sono avvenute nella seconda metà del 2013 e il Mondiale si è svolto abbastanza regolarmente. Oggi si percepisce un clima di sfiducia esteso a tutti i livelli della popolazione. Per ora le manifestazioni di protesta non hanno raggiunto una dimensione simile al 2013, ma stiamo monitorando la situazione per capire quali impatti potrebbero esserci sui nostri eventi. In generale, visitando le città che saranno attraversate dal percorso della Fiamma, anche negli angoli più poveri e sperduti, stiamo trovando una accoglienza e una partecipazione eccezionali. Sono certo che il calore del popolo brasiliano non mancherà.

Che messaggio nazionale emergerà dalla cerimonia di apertura? L’olimpiade unirà il Brasile o lo dividerà ancora di più?

Le Cerimonie di Apertura generano sempre dibattiti. Non è facile rappresentare un Paese in così poco tempo, si devono inevitabilmente fare delle scelte. Ma abbiamo una squadra di creativi brasiliani di eccezione e sono certo che le Cerimonie sapranno risvegliare il grande orgoglio del popolo brasiliano.

L’intervista si è svolta via mail tra il 18 e il 20 gennaio. Il 10 febbraio ho contattato nuovamente Andrea Varnier per chiedere se ritenesse il virus zika una minaccia reale capace in qualche modo di influenzare la cerimonia di apertura o il viaggio della fiaccola. Andrea Varnier non ha ritenuto necessario rispondere o commentare la mia domanda.

Federico Vergari

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Federico Vergari

Nato a Roma il 3 giugno del 1981. Giornalista pubblicista dal 2011, collabora con diverse testate scrivendo prevalentemente di sport, cultura, fumetti e costume. Nel 2008 pubblica, per la casa editrice Tunué, Politicomics un saggio sul rapporto tra comunicazione politica e fumetti.

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