Dopo anni di balzelli e polemiche presentato il progetto di restauro del più grande monumento funerario al mondo. Da Tim 6 preziosi milioni di euro. L’apertura al pubblico tra due anni

Roma – Due anni. È il tempo che la soprintendenza capitolina e il partner-mecenate Tim si sono dati per la riapertura del Mausoleo di Augusto. Una storia, quella del monumento funerario più grande al mondo, a dir poco travagliata, e lo è stata soprattutto negli ultimi decenni con l’abbandono totale dell’area ridotta a rifugio per senza tetto e al degrado più totale. Il 2006 sembrava il momento della resurrezione. Non fu così ed in realtà ci sono voluti altri 10 anni, giri di valzer sulle più alte poltrone degli enti interessati, ben quattro sindaci (Veltroni, Alemanno, Marino e Raggi) per arrivare ad oggi.

 

L’annuncio ufficiale è stato dato nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il sindaco di Roma Virginia Raggi, il sovintendente capitolino Claudio Parisi Presicce e l’assessore alla crescita culturale Luca Bergamo. Inusuale ma efficace la presentazione dello stato dei lavori iniziati, come da programma, lo scorso 31 ottobre. Un cantiere aperto alla stampa che nel corso dei prossimi mesi consentirà anche a turisti e romani di dare un’occhiata allo stato dei lavori.

Turisti e romani ai quali è stato a lungo precluso l’accesso ad uno dei monumenti più importanti della Città Eterna, paragonabile al Colosseo e all’altro famoso Mausoleo, quello di Adriano più noto come Castel Sant’Angelo e dal quale sarà possibile studiare di nuovo una storia incredibile.

Di pianta circolare ed inserito nella zona di Campo Marzio, voluto da Augusto, ha ospitato le spoglie di Marco Claudio Marcello, nipote di Augusto (il primo) e dello stesso Augusto nel 14 a.C. e in seguito, Germanico, Tiberio, Caligola, Agrippina, forse anche Vespasiano e Claudio. L’ultimo ad essere seppellito fu Nerva.

Il tempo, gli interventi del periodo fascista e non solo hanno di fatto praticamente cancellato le nicchie che contenevano i resti dei personaggi. Distrutti anche alcuni arredi. Una vera e propria implosione del manufatto che misura circa 90 metri di diametro. Della quale sono rimasti detriti, vegetazione peraltro molti visibile dall’esterno. Ed è stata questa la prima fase degli interventi; una attenta ripulitura che un video racconta dettagliatamente. Archeologi, operai, tecnici hanno letteralmente rimosso pietra su pietra, salvando 153 elementi architettonici trasferiti al sicuro. Tra questi, una testa femminile di epoca severianaIn seguito ecco i ponteggi con il consolidamento delle mura dell’antica Roma e dei successivi interventi nel Ventennio.

 Tornando al restauro del monumento, fondamentale l’apporto economico di Tim con la donazione di 6 milioni di euro. Ancora la società di telefonia si occuperà degli impianti elettrici, di condizionamento e di sicurezza.

Una partnership che il Campidoglio, per voce della prima cittadina Raggi, potrebbe proseguire con altri mecenati. “Stiamo ufficialmente cercando altri partner non soltanto per i monumenti del centro storico – ha annunciato la Raggi – ma anche per le periferie ricche di antiche testimonianze”.

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A completamento dell’aspetto economico, 4.275mila euro, di cui 2 milioni versati dal ministero per i Beni Culturali e 2.275 per parte di Roma Capitale.

Il restauro sarà protagonista assoluto in questi due anni. Con 300 metri di recinzione del cantiere (cesate) con testi ed immagini ed al tramonto 55 corpi a led di varie dimensioni illumineranno di vari colori l’area con tanto di atmosfera musicale.

Solo un antipasto di quanto potrà essere visibile alla riapertura del Mausoleo all’interno del quale saranno proiettate immagini 3D. un vero e proprio viaggio interattivo nella storia; con una copertura sui corridoi percorribili ai visitatori.

Per i residenti si annuncia la gratuità mentre, come ha affermato l’assessore Bergamo, i turisti potrebbero pagare il biglietto di ingresso. Di certo, “no ai tornelli o al numero limitato di visitatori per la città di Roma”.

Emanuela Sirchia