Dossier

RESTIAMO UMANI. RICORDANDO VITTORIO ARRIGONI

“Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia, che è la famiglia umana”

Moriva solo quattro anni fa, Vittorio Arrigoni, l’attivista volontario che col suo lavoro di giornalista in diretta dall’inferno della striscia di Gaza ha trascinato tutti noi fin dentro l’orrore dei giorni terribile dell’operazione Piombo Fuso. E non solo.

L’operazione militare israeliana che da dicembre 2008 a gennaio 2009 ha straziato la striscia di Gaza coi bombardamenti spezzando la vita di una popolazione civile per lo più inerme si è coniugata, nei faticosi reportage di Arrigoni, con la descrizione della vita di pescatori, contadini, uomini e donne e bambini quotidianamente nel mirino dei cecchini appostati ai ristretti confini entro cui, per via del blocco su Gaza, chi vive nella striscia è letteralmente imprigionato da oltre otto anni.

Il cuore di Vittorio, spento dal fanatismo di chi lo ha percepito come una minaccia per via della luce abbagliante che accendeva sugli orrori perpetrati in Palestina, non ha mai smesso di battere, al ritmo di due parole: restiamo umani. E ancora oggi, sui social network e tra i blog internazionali, il suo motto è diventato l’unica bandiera sotto la quale si uniscono tutti coloro che credono alla giustizia, alla pace, al diritto alla vita.

Il percorso per far sì che questi valori prevalgano è lungo. Lo dimostra la perseveranza messa a dura prova della Freedom Flotilla, la coalizione internazionale che organizza e sostiene azioni non violente per “sfidare, al fine di farlo cessare, il blocco israeliano di Gaza via mare”.

I sostenitori, però, sono tanti. E ognuno, a suo modo, può dare il suo contributo. A cominciare da una firma. Per aprire Gaza, ed in ricordo di Vittorio Arrigoni. Ecco la petizione.

Leggete il testo, firmate l’appello, restate umani.
In memoria di Vittorio ed in nome della Palestina libera.

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Simona Di Michele

Articolista e web marketer, è laureata in Lettere con una tesi sul conflitto israelo-palestinese. Appassionata di storia e letteratura, collabora da anni per testate cartacee e riviste online, e ha all'attivo ruoli di ufficio stampa per artisti ed associazioni culturali romane. I suoi amori: la scrittura per il web, i libri, e la buona tavola (soprattutto se esotica).

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