Dossier

Referendum costituzionale. Dieci punti e qualche possibilità di azzeccarci.

Un ragionamento semiserio sul referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

 

1- Dire che si vota no fa figo. Perché dire che si vota no significa ammettere di votare contro il governo. Io sono contro, tu no. Io rimorchio, tu ti sogni la Boschi.

2 – Dire che si vota no fa figo/ bis. Perché sei un dissidente che resiste ai poteri forti e al sistema. Vedi sopra, ma con una dose di “bello e dannato” in più.

3 – Dire che si vota no fa figo/ter. Perché si è sviluppata la sensazione che il sostenitore del NO conosca meglio dei sostenitori del SI la costituzione. Basta entrare in qualsiasi bar per una prova empirica. Io, per esempio, ho visto con i miei occhi in un bar di Flaminio a un elettrauto grillino che cercava di spiegare la riforma a un avvocato.
– Ma io veramente la costituzione l’avrei studiata.
– Ma che ne sai te, dai retta a me. È come dico io.

4 – A giugno il voto sulla Brexit ci ha insegnato qualcosa? Il Sì, ovvero la voglia di uscire dall’Unione Europea, è stato un voto di rottura nei confronti del passato.
Parola chiave? Cambiamento.

5 – Abbiamo visto qualche settimana fa vincere Trump negli Stati Uniti. Nessuno ci credeva, forse nemmeno lui. Parola chiave? Rottura col passato.

6 – Secondo il comitato per il Sì, chi voterà No esprimerà la voglia di non cambiare nulla e di lasciare tutto come è ora. Al contrario chi voterà Sì esprimerà una voglia di cambiamento.

7 – Nelle due elezioni prese come riferimento (vedi punti 4 e 5) ha vinto il voto contro l’establishment e al tempo stesso il voto in favore di un cambiamento forte. Quindi se Renzi è establishment e il Sì è il cambiamento… Dove cadrà la scelta dell’indeciso?

8 – Chi tendenzialmente vota PD ma propende per il No sa bene che voterà come la Lega, Fratelli d’Italia, Casa Pound, Forza Italia e Movimento 5 stelle. E ci immaginiamo che in camera caritatis, cioè nel seggio,questo pensiero lo farà. Quanti elettori del PD decideranno all’ultimo di “turarsi il naso” e votare Sì, ma urlare di aver votato NO? Tanti, secondo noi.

9- Anzi a dire il vero riteniamo che sarà proprio questo l’ago della bilancia che alla fine porterà il Sì a vincere. Tra tradire il partito e tradire se stessi ritrovandosi su un carro dei vincitori con pessimi compagni di viaggio c’è la differenza di questa tornata referendaria.

10 – Qualsiasi sarà il risultato Renzi resterà e farà un rimpasto di governo. Probabilmente dopo Natale e con dei cambiamenti ai vertici di importanti ministeri? Gli indiziati? La prima della lista sembrerebbe essere Beatrice Lorenzin.

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Federico Vergari

Nato a Roma il 3 giugno del 1981. Giornalista pubblicista dal 2011, collabora con diverse testate scrivendo prevalentemente di sport, cultura, fumetti e costume. Nel 2008 pubblica, per la casa editrice Tunué, Politicomics un saggio sul rapporto tra comunicazione politica e fumetti.

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