Diario di BordoMicro

RAGAZZI,CORAGGIO, SIATE RIPIENI DELLO SPIRITO DI DIO PROTAGONISTI NELLE COMUNITA’ECCLESIALI

Lo Spirito di Dio rinnova dai giovani la Casa Comune aldilà dei rancori e delle parti: doni e frutti di un Amore tenero e gioioso che non esclude ma semina Pace e Unità. Il Vescovo Paolo: ragazzi, siate protagonisti nelle parrocchie ma difendetevi: questo mondo vi vuole catturare, per alcuni siete prede. Coraggio, il Bene vince.”

RAGAZZI,CORAGGIO, SIATE RIPIENI DELLO SPIRITO DI DIO PROTAGONISTI NELLE COMUNITA’ECCLESIALI

L’omelia completa del Vescovo Paolo Lojudice ai giovani che ricevono lo ‘Spirito Santo’ e alle famiglie sul territorio ostiense; parole rivolte anche agli Adulti ché non carichino i ragazzi di ‘responsabilità sproporzionate’, ma presenti ci parlino, li ‘guardino’ vivere spensierati la loro giovinezza

Lo Spirito di Dio rinnova il mondo, le nostre Società, le Città, il nostro Territorio Ostiense, iniziando dalla chi lo riconosce e si conferma nella fede.

Nascosti in una ‘chiesetta’ casalinga lontani e nascosti dal clamore, in disparte, riuniti insieme, impauriti, fuori dalla politica tout curt, alla periferia della grande società e città, i primi apostoli vennero visitati con potenza dallo Spirito di Dio e una ‘fiammella’ si posò su ciascuno di loro; una luce nella notte iniziò a rischiarare le tenebre del mondo e da quella chiesetta partirono verso le città e il mondo per annunciare l’Amore di Dio a tutte le genti.

In queste settimane moltissimi giovani ricevono lo Spirito Santo e confermano la loro Fede in Gesù che effonde il suo Spirito ‘alitando’ su di loro. Entra la Vita di nuovo in loro e nella nostra Società. Non è un simbolo, né l’acquisizione di una componente mistica separata dalla Terra o da vivere in una sorta di elité di iniziati, ma con quell’ ‘soffiare alitare’ Dio Padre, manifestato in Gesù, ora CI fa opera concreta e Lui e noi, ciascuno nella sua singola esistenza, può acquistare un significato aldilà del tempo e dello spazio ma ben tangibilmente in questo oggi e vicino a noi. Da una molteplicità di individui che portano il Suo Spirito, da un apparente ‘caos’ di diversità lo Spirito compone un Disegno meraviglioso quando guardiamo tutti a Lui, un ‘cosmo’ , un Ordine a seconda della Sua volontà. Lo Spirito Santo opera liberamente, ‘non sai da dove viene né dove va’, forse potrebbe anche dirsi che quanto più vogliamo noi uomini stabilire percorsi e programmi tanto più in qualche modo potremmo creargli muri e resistenze. Ma alla fine è Lui che sceglie in perfetta Comunione con il Padre e il Figlio attendendo il nostro Eccomi.

Ecco allora le parole del Vescovo Paolo Lojudice, ausiliare di Roma Sud e Ostia, dedicate ai giovanissimi che ricevono lo Spirito Santo. (un ringraziamento a Raffaella e all’ecclesia di San Nicola di Bari, Via Passeroni – Ostia Lido, ndr).

“A Ostia ho potuto celebrare il Sacramento della Cresima ad uno ‘squadrone di ragazzi’, complimenti a voi tutti Sacerdoti e Catechisti. Mi hanno presentato voi giovanissimi come persone che si sono preparate con serietà a vivere questo momento o meglio, mi correggo;  il momento è la Celebrazione, la viviamo, la stiamo vivendo, fa da sé, siamo emozionati, fa un po’ caldo, siamo un po’ stretti… Però quello che conta non è solo quello che stiamo vivendo; certo da qui si parte, ma quello che conta per Voi sarà il senso di questo Eccomi che avete appena pronunciato, quello che verrà dopo, nel tempo che segue, nella Speranza, ne parlavo prima con il sacerdote, di costruire con Voi un gruppo, magari di Azione Cattolica, comunque un Gruppo Giovanile, qualcosa di bello che arricchisca queste vostre Comunità Parrocchiali, come dovrebbe essere ogni volta che dei giovani, degli adolescenti ricevono il Sacramento della Cresima, perché ricevere un Sacramento non è chiudere un Capitolo ma aprirlo il Capitolo della Vita. Si conclude senz’altro un percorso che avete fatto da due tre anni, quelli che siano, ma l’importante è che in voi resti il desiderio di diventare protagonisti della vita delle Comunità e offrire qualcosa di voi oggi che il contesto in cui siamo e in cui viviamo ci chiede soltanto di pensare a noi stessi e di farci gli affari nostri ‘così ci guadagni di più – pensa a come puoi sistemarti nel modo migliore’… Ecco il Vangelo va in una direzione completamente opposta; io sono convinto che questi sono anche i valori che i vostri genitori abbia cercato e stia cercando di trasmettervi il meglio, perché nessun genitore pensa al figlio caricandolo di attese e negative, ‘pensa solo a te stesso che campi cent’anni…’, credo che ogni genitore abbia cercato e stia cercando in voi di trasmettere il meglio; magari questo certe volte succede ovvero quello che voi genitori non avete ricevuto cercate di darlo a loro, e ben venga così. Le vostre storie sono tutte diverse, non solo dei nomi diversi (…) siete tutte persone diverse e Dio vi tratta in questo modo da persone diverse. Come ascoltiamo dalla prima lettura dal testo degli Atti degli Apostoli ci sono racconti di prime Comunità Cristiane si mettono insieme dopo la Resurrezione di Gesù, dopo la crisi della passione e della morte, della presa di coscienza della novità di incontrare Cristo Risorto. Quel gruppo di persone spaurite, spaventate che erano prima della Resurrezione ma soprattutto prima della Pentecoste diventano un gruppo di persone più unite, soprattutto convinte delle loro idee. Oggi ragazzi c’è bisogno di questo anche da parte vostra; voi siete molto giovani ed è giusto che viviate la vostra giovinezza, che non siate caricati da pesi eccessivi, che non vi appartengono. Ecco, noi adulti non dobbiamo fare questo errore di caricarvi di pesi e di attese sproporzionate, ma certamente da ognuno di voi la Chiesa, ma Dio stesso, si aspetta quel poco che può essere per voi ma che diventa tanto vissuto insieme. Il testo che vi dicevo degli atti degli apostoli esordisce così: “si trovarono tutti insieme nello stesso luogo”; qui di sicuro ci sono gli apostoli , c’è la madonna. Poi il racconto dai primi versetti entra un po’ nel dettaglio; si sente un ‘rombo di vento’, un rombo che riempie tutta la stanza. E cerchiamo di capire bene cosa significa un ‘rombo che riempie’ tutta la casa, un suono sonoro che ci ricorda, non so se vi viene in mente, quello che è accaduto, secondo i racconti dei Vangeli, quando Gesù fu battezzato, si sentì una voce dal Cielo che disse ‘questo è il mio Figlio prediletto’ , allo stesso modo, più o meno, si sente questo rombo, questo vento che riempie la casa, è un ‘riempire’ in cui ci vedo anche riempire gli animi e i cuori di queste persone; sapete quando, sicuramente l’avrete sperimentato spero in qualche momento della vostra vita, essere contenti, gioiosi, essere pieni in qualche modo carichi, a differenza di giovani della vostra età che sembrano dei vecchi di ottant’anni e con tutto il rispetto per gli ottantenni, invece essere pieni perché ci si mette, si cerca di mettersi in sintonia con lo Spirito Santo, significa vivere in una maniera completamente diversa.  E poi il testo ci dice ancora di queste ‘lingue come di Fuoco’… Lingue di Fuoco. Non so se vi è mai capitato di vedere le rappresentazioni pittoriche: si vedono gli apostoli e la madonna con delle ‘fiammelle’ sopra la testa, si dividevano e si posavano su ciascuno. Denotano un’attenzione particolare di Dio su ciascuno di noi. Ricordatevi sempre che Dio vi conosce per Nome, Dio sa chi siete, sa quello che pensate; tante volte, anticamente, nel vecchio catechismo, chi è avanti negli anni se lo ricorderà, ci presentavano Dio con il triangolo e l’occhio al centro del triangolo, della serie: ‘ricordati che Dio ti vede sempre’ e da un certo punto di vista, se lo si legge in un certo modo, può significare: ‘ non si può stare un attimo tranquilli che Dio ti vede sempre’ come se da parte di Dio ci fosse un attenzione morbosa a vederci sempre e invece l’Occhio di Dio, l’Attenzione di Dio per ciascuno ci parla di una ‘attenzione materna e paterna’ nello stesso tempo e quell’esperienza, voi magari ragazzi ancora non lo potete sapere perché siete troppo giovani e quando sarete anche voi se Dio vorrà genitori, fatevelo raccontare dai vostri genitori di cosa significa, a me tante volte me lo hanno raccontato, ovvero di quell’attenzione che tutti genitori hanno quando stavate nella culla, quando vi stavate addormentando, come i vostri genitori vi hanno guardato attentamente, anzi, quelli più ansiosetti magari non vi mollavano gli occhi di dosso, magari non ci dormivano tutta la notte per vedere quello che facevate… Ad ogni piccolo sussulto, un movimento degli occhietti, penso sia così. Certamente quelli non erano degli Occhi indagatori e nemmeno Occhi che giudicavano; erano Occhi che volevano bene a voi. Sembra un paradosso: si può voler bene per lo meno iniziare a voler bene anche con gli occhi, è così: Inizio a voler bene perché osservo, guardo, perché qualcosa mi colpisce; nell’esperienza dei genitori con i figli non è qualcosa, ma mi colpisce tutto. Voi avete coinvolto i vostri genitori; (…) quando entrate in particolare sintonia con i vostri genitori fatevi raccontare e chiedetegli: ‘ mamma papà come mi guardavate quand’ero piccolo, quand’ero appena nato, quando stavo nella culla? Non è uno sguardo che finisce, adesso sicuramente vi guarderanno in un altro modo, anche perché se adesso vi accorgete che loro vi guardano in quel modo magari gli dite: ‘ a papà, ma che vuoi?’ E’ sicuro che è così. Ma certamente non ve lo dicono né ve lo diranno ma vi guardano ancora con occhi diversi e in maniera diversa.

Ragazzi vi dovete difendere perché questo mondo vi vuole catturare, non voglio fare il catastrofista perché questo è il mio modo di vedere le cose, ma mi rendo sempre più conto che voi giovani siete delle prede di tante insidie di questo mondo, di chi vi vuole risucchiare il cervello, di chi vuole che non pensiate con la vostra testa, che non siate consapevoli, che obbediate a dei comandi che qualcuno vi deve dare, perché… Voi siete dei giovani, dei ragazzi che hanno il loro pensiero, la loro testa, la loro sensibilità; non dovete permettere a nessuno di invadere questa vostra essenza. Dovete essere aperti certamente di chi vi fidate, dei vostri genitori, anche se voi genitori non potete pretendere che i vostri figli vi dicano tutto, soprattutto a questa età, ma io dico sempre e suggerisco sempre ai genitori di non aspettare 13 14 anni per parlare con i figli ma dovreste iniziare prestissimo, quando sono ancora piccoli, 5 6 7 anni, non essendo petulanti e stare lì a chiedergli le cose, ma dovete solo, come dire, musicalmente dargli il La, la nota giusta affinché sappiano, che anche loro sappiano che voi ci siete e che siete vicini a loro. E voi ragazzi abbiate la pazienza; ancora non siete così grandi e così adulti da credervi autosufficienti anche se ci sono dei momenti nella vostra età che già si sente già grandicello, un po’ cresciuto, o magari le signorine già si sentono pronte, ma vi dico: attenzione, non è ancora il momento. E’ ancora il momento di crescere: dovete aspettare. E allora attorno alle lingue di fuoco c’è questo: l’attenzione particolare che il Signore nutre verso ciascuno di noi, che in qualche modo viene a sostenere l’attenzione dei vostri genitori, dei vostri insegnanti, magari non tutti mi rendo conto, ma sicuramente i catechisti e i sacerdoti delle parrocchie, anche il padrino e la madrina che vi siete scelti, perché ve li siete scelti? Perché vi stanno simpatici? Perché è parente? E’ amico? Perché sono importanti, li dovete ascoltare. Ecco, voi padrini avete una grande e bella responsabilità: testimoniare a questi ragazzi che la fede è una cosa seria. Io dico sempre: dovete solo testimoniare questo, non dovete fare altro, perché ci sono poi i genitori, la loro strada. Io suggerisco sempre di riflettere sul fatto che quando i ragazzi pensano a voi dovrebbero farlo come persone che vive seriamente la fede (…) anche qui non è che ci deve essere la perfezione, voi vi dovete ricordare questo che è una ‘serietà’, non un’astrazione del dire: ‘… siamo tutti santi, abbiamo l’aureola, con le alucce…’: no, siamo persone normali,  persone che vogliono fare sul serio e che prendono sul serio questo appello della Fede… ‘Ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo’, ci dice sempre il testo degli Atti degli Apostoli, ‘e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il Potere di esprimersi’… Che vuol dire questo? Il testo, questa riga, evidenzia la differenza che c’è tra ciascuno di voi (…) ognuno di noi è diverso e mettere insieme queste diversità attraverso la forza dello Spirito e nel nome del Signore fa diventare ricchezza. Se invece queste diversità si contrappongono diventano fonte di arroganza, di gelosie: ‘io so meglio di te’ ‘io qui, tu li’ è il caos… Allora litigi, scontri, allontanamenti, frazioni, muri, non è così…  Se partiamo dalla differenza che diventa occasione per mettere insieme i pezzi e arricchirci allora veramente il Bene verrà fuori sempre e comunque. E allora accogliamo questa Parola, è veramente una grande occasione che ci aiuta a capire, a vivere meglio, ad affrontare ed accogliere tutti i doni dello Spirito. Con un’ultima annotazione che ci viene dal Vangelo quando alla fine Gesù da il mandato in quel momento agli Apostoli di andare e rimettere i peccati: il perdono dato e ricevuto. In fondo perdonare è un donare attraverso le ferite ricevute e fare del male l’occasione di un gesto d’Amore e creare Pace con una sovrabbondanza di Amore e che vince l’odio e la violenza. Gesù risorto ha vinto in Sé stesso nella Sua Persona per Amore ha dato la Vita, dando ai discepoli la continuità dell’Amore nei loro confronti, gli comunica anche la Via per partecipare alla Sua vita di risorto. Ecco l’Amore vince, è rispondere alla cattiveria con la dolcezza, far prevalere la Grazia sulla vendetta, sulla rivalsa. Non sentitevi sconfitti, deboli, messi all’angolo, perché accettiamo certi appelli che ci vengono dal Vangelo; questa è una Forza , questo significa essere più forti, prima di essere capacità di perdono grazie allo Spirito Santo che sta per essere dato a voi e che insegna a ciascuno di noi a riconoscere quel male ci abita dentro e a vincerlo, perché il Bene vince anche quel male che ci portiamo dentro, ciascuno di noi, nella sua storia, nella sua vita, nelle sue vicende, e d‘altra parte come potrebbe stabilire la pace fuori di sé chi non l’ha stabilita in se stesso.   

Ragazzi, ora tocca a voi, coraggio, senza paura, sapendo che non resterete mai soli. Auguri. Sia lodato Gesù Cristo.”  

            

Anche attraverso di Te il ‘fuoco santo’, vento caldo, rombo dello Spirito, alito di un Dio non astratto, non lontano ma fisico, che ha camminato, parlato in mezzo a noi, quella fiammella ‘con ali di colomba’, non come fiamme che consumano, vuole incendiare il mondo intero e nelle tenebre di questo vero medioevo di anestetizzati e lobotomizzati di fronte ai social e al telefonico o persi dietro alle mode e ai ‘mi piace’ Egli vuole dare un nome alle tue capacità particolari, a ciò che edifica dentro di te da quando sei venuto al mondo: è il tuo genio l’unione tra te e Lui è ciò che trasforma la tua vita in capolavoro e questa ‘Cittadella di Dio’ in un giardino di colori diversi e profumati dove la gramigna farà sempre più difficoltà a radicarsi. E se la gramigna poi sapesse di non esserlo allora quello farebbe il resto.

In questo momento i talenti che ha per ciascuno, i carismi, possono rappresentare quei Doni Spirituali con i quali i ragazzi opereranno nella comunità, nella società, a iniziare dalla loro casa.

Preghiamo affinché il Signore aliti fortemente su questi ragazzi un vento caldo affinché attraverso loro giunga a questa città ostiense il rinnovamento che passa attraverso l’Amore misericordioso, tenero, nel Suo nome, senza che si smarriscano nei contrasti, nelle lotte, nei rancori, negli spettri del passato, negli ancoraggi di questa o quella parte.

Dalla preghiera e dalle opere che nascono da questa, ancora prima che dai dibattiti, dalle tavole rotonde, dalle riunioni, dall’attivismo e volontarismo fine a se stesso, una dimensione intima con Dio Padre che ha tanto amato il mondo da mandare il Suo unico Figlio a sopportare tutti i mali e i dolori del mondo affinché fosse data a noi la Testimonianza della Resurrezione e della Vita Eterna che viene con il Suo Regno nei Tempi e nei Luoghi che Egli sa non per la nostra determinazione e volontà né per il nostro senso umano di giustizia o la nostra politica.

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Stefano Di Tomassi

Stefano Di Tomassi è Operatore Socio Pedagogico, Insegnante di Scuola Elementare con incarichi amministrativi, Capo Scout, Attore. E' membro dell'Associazione Pedagogisti Educatori Italiani. È il promotore socio culturale dell'Ufficio del Dialogo e della Pace nel X municipio di Roma, deliberato con doc. prot. 10975/2015 . Ha fondato la Ciurma Associazione.

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