Il conflitto imposto da George W. Bush ha lasciato un paese spaccato, tra dispute etniche e un governo centrale debole e contestato.

L’Iraq non ha visto alcuno tipo di sviluppo da quando il regime di Saddam è caduto. Lo afferma il presidente del parlamento iracheno Salim al-Jabouri. “L’Iraq è un paese fermo, nessuna crescita economica né processi di ricostruzione dopo la caduta di Saddam Hussein nel 2003″.

In un’intervista al quotidiano Al Ghad di Giordania, Salim al-Jabouri ritiene che la causa dello stallo nel processo di sviluppo del paese è determinata dalla guerra contro il terrorismo e la corruzione. Il leader dichiara : ” è difficile raggiungere la riconciliazione nazionale in questa fase storica, alla luce della presenza di milizie armate che operano al di fuori del controllo dello stato”. Il parlamentare ha sottolineato che è necessario unificare e rafforzare le istituzioni militari e di sicurezza . “I combattenti di Al-Hashd al-Shaabi (Forze di mobilitazione popolare) hanno svolto un ruolo fondamentale nella lotta contro lo Stato Islamico, ma ora dovrebbero scegliere di consegnare le armi al governo o entrare a far parte dell’esercito iracheno “, ha aggiunto Salim al-Jabouri.

Saddam è stato catturato dai soldati statunitensi in un raid il 13 dicembre 2003, mentre si nascondeva in un “buco di ragno” sotterraneo, profondo circa due metri. Il 5 novembre 2006, Saddam è stato condannato a morte per impiccagione, e nel mese successivo, il suo appello è stato respinto e la condanna a morte è stata confermata. Hussein è stato giustiziato il 30 dicembre 2006.