Editoriali

Quelle morti dimenticate di Dacca

Roma- Gioie e dolori sono sentimenti contrastanti nella nostra vita. La vita non è solo un rigore sbagliato, se tutti voi con la mente siamo ancora pensando a quella semifinale mancata. Bordeaux, 2 Luglio. Sono circa le 23,40 quando Zaza e Pellè falliscono clamorosamente due rigori contro la Germania di Mueller e Gomez e del super portierone Neuer.  In modo grottesco il primo, spocchioso l’altro.

Dacca, 1 Luglio. Sono le 23 ora italiana quando veniamo a conoscenza che alcuni nostri connazionali sono presi in ostaggio in un ristorante. Solo più tardi sapremo che saranno ben 20 le vittime, la metà italiani che risiedono e lavorano in Bangladesh. Si tratta di un altro, l’ennesimo, attentato rivendicato dall’Isis e da chi continua a fare del Corano il proprio fanatismo.

Eppure non abbiamo fatto altro che assistere sui social, sul web, per strada e nei bar – tra un cappuccino e un Corriere-  la vera notizia era quella dei due ragazzi che hanno calciato male i rigori. Perché accanirsi nelle offese contro di loro, e poche (o forse nemmeno una) parole verso chi ha ucciso barbaramente i nostri connazionali? Che strani gli italiani. Per noi esiste solo il calcio.

«La Vita l’è Bela», cantavano Cochi e Renato. «Basta avere l’ombrela – il calcio- che ti copra la testa, questo è un giorno di festa». La festa a volte però è anche una sorpresa amara, talvolta. Come quella ricevuta, quando riaccendendo il pc ti capita davanti la foto del grande Bud Spencer, al secolo Carlo Pederzoli, che è volato in cielo. Quell’«angelo che mangiava fagioli» e che forse ora da lassù tira ancora pugni, magari indirizzandoli a quegli attentatori  e dando calci meglio di Zaza o Pellè. Perché, in fondo, solo lui oggi è il vero Bomber.

Michele Belsito

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Michele Belsito

Internauta con la passione dello sport. La sua cultura calcistica spazia dalla serie A ai campionati di promozione. Non perde un match in ambito europeo: segue Bundesliga, Premier League e Liga. Tanti idoli e un solo amore, quello per la sua squadra. Ma guai a svelare il nome... Scrive poesie e si definisce "l'ultimo dei Romantici".

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