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QUELLA NOTTE TRICOLORE

Amarcord della Coppa Uefa. Tra passato e presente si incontrano le storie da Guinness. E per un attimo è come vedere in campo Careca, Maradona, Butragueno, Mazzone, Trapattoni e Mondonico.

Roma- Ieri era la Coppa Uefa, oggi si chiama, invece, Europa League. Cambia nome, ma resta una competizione sempre affascinante e allo stesso tempo molto faticosa ed estenuante. Così capita che molti club titolati la snobbino. Un po’ perché poco appagante, un po’ perché l’attenzione è su campionato e competizioni molto più prestigiose.

Un tempo eravamo noi i padroni veri di questa competizione. Erano le italiane quasi sempre a vincere il trofeo ma da quando è cambiata tutta l’impostazione, per le squadre di casa nostra è divenuto sempre più arduo metterci alla grande ribalta, poiché – diciamola tutta-  questa si è trasformata in una seconda Champions League a tutti gli effetti con tanto di preliminari, gironi e i ripescaggi delle terze classificate.

Allora, capita di assistere anche ad un Feyenoord-Roma, al di là delle intemperanze dei tifosi, pensando che la Roma avrebbe fino a qualche mese prima tranquillamente ambito all’ottavo di Champions, per poi magari trovarsi davanti la corazzata Barca, dove forse sarebbe meglio cambiare competizione sperando di arrivare in fondo.

Prima partita all’Olimpico di Roma 1-1 (danni alla Barcaccia a parte). Ormai non è più la stessa Roma di inizio stagione,ma forse il dolore di aver colpito Roma capitale porta Totti e company oltre ogni ostacolo in un ambiente ancora più surreale, dove tifosi romanisti vengono perquisiti prima di arrivare allo stadio ma Lijacic e il solito Gervinho stendono il Feyenoord. I lanci degli oggetti e i cori razzisti non riescono a fermare l’entusiasmo e la gran gioia di una Roma stile Mazzone, fatta di “tutta grinta e core” come direbbe proprio il mister. I giallorossi vincono e convincono.

Ma il vero cuore, in questo turno, non poteva che metterlo una vecchia grande della nostra storia: la squadra granata del Toro, battagliera fino in fondo. Il Bilbao è un avversario ostico e nessuna squadra delle italiane aveva mai vinto San Mames.

Andata spettacolare con un Torino vero protagonista, ma con un risultato beffardo 2-2 abbastanza bugiardo. Il marchio del Toro si sente e con una bella incornata butta giù la squadra basca vincendo 3-2, lì dove nessuna delle nostre era mai riuscita e andando in vantaggio sempre. Se non è cuore questo, poco ci manca. Sempre il Torino, ma quello di fine anni ottanta, fu artefice anche di un’altra impresa: quella di eliminare il Real Madrid di Butragueno e Sanchez.  Lì c’era Mondonico in panca. Uno un po’ simile a questo Ventura.

Che dire poi dei Viola, gli Spurs ottima compagine inglese di un certo rango che ha dato il lancio a quel Bale dei Galaticos. Era data per favorita ed invece con il bel gioco propositivo di Montella e della Fiorentina – ormai orfana di Cuadrado ma con un Salah folletto egiziano vera spinta e spina nel fianco degli avversari- è stato tutto più semplice ed in una notte magica, amarcord anni ’90, la Viola si fa un boccone del Tottenham pareggiando a Londra 1-1 e vincendo al Franchi per ben 2-0.

Il Napoli aveva il compito sulla carta più scontato ancor di più dopo le 4 sberle rifilate ai turchi a Trebisonda. Così che la partita al San Paolo è motivo solo di raccogliere quel gran calore partenopeo che fa si che il Napoli vinca 1-0 anche in casa e che i tifosi facciano festa sempre, proprio come ai tempi dei grandi Maradona e Careca.

Rimane ancora l’Inter di cui parlare che dire tutti sanno che i nerazzurri vengono per sfottò definiti pazzi  anche dai supporters e le partite non sono mai scontate con quando si scende in campo. Infatti all’andata a Glasgow si fa raggiungere all’ultimo giro di lancette e si torna a casa con un buon 3-3, anche se una vittoria avrebbe fatto vedere l’ottica in maniera diversa, ma siccome si parla dell’Inter tutti temono e stanno incollati alla tv a sperare in un risultato positivo seppur tardivo ad arrivare.  Se si pensa che dopo poco il Celtic si trova a giocare in 10 e allora l’ansia aumenta ma Guarin con un colpo da gran giocatore regala l’1-0, un po’ un’ Inter Trapattoniana, ci verrebbe da dire restando in tema, e così la biscia che striscia ci regala una gran striscia, scusate il gioco di parole.

Cinque vittorie a ritorno condite dal passaggio del turno di tutte loro Inter, Roma, Napoli, Torino e Fiorentina che dire anzi una cosa la sto pensando:  è il 2015 oppure siamo negli anni belli che furono?

Michele Belsito

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Michele Belsito

Internauta con la passione dello sport. La sua cultura calcistica spazia dalla serie A ai campionati di promozione. Non perde un match in ambito europeo: segue Bundesliga, Premier League e Liga. Tanti idoli e un solo amore, quello per la sua squadra. Ma guai a svelare il nome... Scrive poesie e si definisce "l'ultimo dei Romantici".

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